NON RESTA CHE PREGARE SAN FRANCESCO, PATRONO D’ITALIA

Assisi_Basilica

di MARIO DI MAIO – Non basta recriminare periodicamente perché la U.E. non riconosce più le sue radici cristiane, o per l'”effervescenza dottrinaria” di un papa in forte odore di eresia.
E non baSta neanche lanciare continui allarmi per il clima, i terremoti e quant’altro, dato che questi eventi erano stati preannunciati a Fatima e messi in relazione con la nostra ostinazione relativamente ai peccati in specie quelli contro la famiglia.
La Madonna aveva anche parlato della crescente discordia tra i popoli e predetto lo scoppio delle 2 guerre mondiali.
Ma la Madonna ha indicato chiaramente nella riconversione di noi tutti a una vita di Fede l’unica strada per invertire la tendenza in atto, che ovviamente ci piace sempre meno dato che i nostri valori “non negoziabili” sono stati sostituiti dai diritti umani “non negoziabili” per opera di massoni, laicisti e “progressisti” con la “benedizione” dell’ O.N.U.
Pertanto(anche se lo fa Salvini) dobbiamo “impugnare” il Rosario e richiamare con l’esempio gli altri “ex cattolici” alla pratica religiosa, oggi visibilmente rarefatta.
Serve anche qualche “fioretto” di penitenza e qui va tirato “pesantemente” in ballo Francesco d’Assisi nella sua specificità di Patrono d’Italia, incarico ben più apprezzabile di qualsiasi presidenza politica nazionale e internazionale.

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