Non potendo raccogliere le firme, Tabacci e Bonino insieme. Accoppiamento da realpolitik

cinema-realtàdi MARCELLO RICCI – Bruno Tabacci e Emma Bonino percorrendo le opposte pendici del pensiero, forse inspirandosi a  Pierre Teilhard de Chardin, si sono politicamene accoppiati. Galeotto fu il simbolo e chi lo possette, ma blasfemo fu l’unire la dottrina cristiana con l’ateismo radicale. Che in politica impera il motto mai dire mai è una roba nota, ma codesta storia ha sapore strano, assurdo forse ridicolo, meglio mefistofelico. Il pensiero laico a braccetto con la dottrina cattolica. Sino a ieri la fede in Dio, vituperata da una e lodata dall’altro, li poneva agli antipodi, ma oggi vuoi per il negazionismo religioso, o per l’infinita bontà si sono congiunti. Per l’uno o per l’altra, al di fuori e oltre le virtù teologali, conta il potere di gabbare modeste frange d’illusi non credenti o non vedenti o smemorati che non hanno coscienza del male che i radicali hanno generato, superando alla grande Erode. Sarà il grido doloroso degli embrioni triturati, aspirati attraverso l’uso distorto delle pompe delle biciclette a produrre un rumoroso silenzio di dolore?

 Il libero arbitrio permette di scegliere e alcune volte anche per conflittualità interiori si può cadere nell’errore, ma quando l’errare è la via maestra, si cade nel diabolico.
Il male esiste e costituisce un innegabile difficoltà a correlarlo col concetto di Dio bontà infinita. L’infinito non lascia posto ad altro. Discorso molto difficile che si può risolvere in due modi, o considerandolo un dogma o nell’ottica di Borges che nel Libro di Sabbia dice che tutti i dischi hanno sempre due facce.
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One Comment

  1. caterina says:

    al diavolo tutte e due!…chissà chi li vota!… amici e parenti..

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