Non è una bufala. Anche il governo Renzi apre all’eurotassa

di BEVA KUMETTOeurope coalizion

Per integrarci meglio, affermano. Come diceva il lupo di Cappuccetto: per sentirti meglio….

Il governo italiano apre all’ipotesi dell’eurotassa, avanzata dal ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. Non ci sono commenti se non la lettura attenta della cronaca sulle affermazioni di un membro del governo. Se l’esecutivo voleva tagliare le tasse, che c’entra la tassa di Bruxelles? Se dobbiamo uniformare tutte le fiscalità, allora dovremmo avere meno tasse e non una tassa nuova, per accontentare l’alta finanza.

Della serie, pagare le tasse è bello/2 la vendetta….. Leggete qui: “Se l’eurotassa è collegata ad un progetto di integrazione politica e soprattutto ad un effettivo progetto di integrazione sul versante della politica fiscale, allora è una proposta da prendere in considerazione”, afferma ad Affaritaliani.it il viceministro dell’Economia Enrico Morando. “Da tanto tempo invochiamo una politica fiscale a dimensione europea, in modo tale che all’unione monetaria corrisponda un’effettiva unione sul versante della politica economica e fiscale. E, quindi, queste sono ipotesi che si muovono coerentemente rispetto a queste esigenze. C’è bisogno di discutere di un progetto unitario, non dell’eurotassa punto. L’eurotassa – spiega Morando – va intesa come una politica di prelievo fiscale di dimensione europea, in funzione di un disegno generale di integrazione più forte di cui certamente abbiamo bisogno”.

Quale integrazione? Non è chiaro. Ma quanto al timore che l’eurotassa possa rafforzare i partiti euroscettici, il vice di Padoan afferma: “Se è inserita nel progetto di cui sto parlando no, se l’eurotassa è concepita come cosa a se stante allora sì”. I tempi? “Sono connessi alla credibilità del progetto di integrazione. Non si può partire dall’eurotassa. Se partiamo dall’eurotassa e basta facciamo, ovviamente, un’operazione senza senso che, anzi, aumenta le difficoltà. Se, invece, i governi e gli stati si impegnano in un progetto di integrazione molto più forte, in quel contesto si può collocare anche una politica fiscale di tipo europeo e quindi le cose possono funzionare. Certo, avremmo avuto bisogno di cominciare questo progetto dieci anni fa”. Ma tanto c’ha pensato il fisco a portare a casa più tasse.

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