NON E’ LA “MANERA” DI PRENDERE IN GIRO I VENETI

di CARLO ZUCCHI

In queste settimane è ripartito Zelig. E fra i comici che si alternano, spicca anche quest’anno Leonardo Manera, comico brillante del quale in passato ho molto apprezzato i personaggi del polacco Petrektek e del bresciano Peter, tanto per citarne due.

Quest’anno presenta un personaggio nuovo: la caricatura dell’imprenditore veneto, evasore e delocalizzatore. Un personaggio, non solo mal riuscito dal punto di vista comico, ma anche falso e infarcito di luoghi comunisti Ora, può capitare di inventare personaggi poco riusciti, così come può capitare di farlo basandosi su luoghi comuni. Del resto, tutti noi abbiamo una visione del mondo parziale e soggettiva che risente di stereotipi e pregiudizi figli del nostro vissuto. Eppure, in certi casi sarebbe bene informarsi sulle cose, levarsi il paraocchi e aprire un po’ la mente.

Infatti, è proprio in Veneto che diversi imprenditori si sono uccisi al solo pensiero di dover licenziare i propri dipendenti, perché costretti dalla crisi. Proprio per questo, appare decisamente disgustoso il personaggio interpretato da Leonardo Manera. Eppure, Manera non è mai stato un comico che ha fatto della satira politica il pezzo forte del suo repertorio. Inoltre, anche nei momenti di improvvisazione al di fuori degli sketch è sempre parso sorridente e mai altezzoso o supponente, a differenza di qualche suo collega. Forse, proprio il fatto di non essere un comico particolarmente politicizzato, come può essere una Lella Costa, lo ha indotto a questo brutto scivolone. Chissà. Eppure, tutto ciò non toglie che è moralmente riprovevole il dileggio di una categoria di persone che nell’ultimo anno conta al suo interno non pochi morti suicidi. Alla faccia del rispetto dei familiari di questi imprenditori!

Detto che Leonardo Manera non è mai stato un comico particolarmente incline alla satira politica, non può però non saltare agli occhi (e nemmeno alle orecchie) che, a parte forse il personaggio di Bruce Ketta interpretato da Vittorio Capasso, i bersagli del comico collettivo sono sempre quelli invisi alla cultura comunista. Ma se il postino fannullone è ormai sdoganato in modo bipartisan presso l’opinione pubblica, dovremo aspettare un bel pezzo prima di vedere, che so, la caricatura del sindacalista cigiellino parassita o di qualsiasi personaggio che rispecchi in qualche modo quel sistema di valori legato alla sinistra post-marxista, che l’intellighenzia di regime (di cui il comico collettivo è parte integrante) difende a spada tratta, in parte per credo ideologico, in parte per interesse di casta. Per questi signori, qualsiasi sistema di valori ad essi estraneo può (e in certi casi deve) essere messo allegramente alla berlina e fra questi, c’è quello legato all’impresa, tanto più se piccola o media come quella presente nel nord Italia un tempo leghista e (apriti cielo!) berlusconiano.

A questi comunistini milionari paladini del popolo lavoratore farebbe bene, anche per soli tre mesi, affiancare uno di quegli imprenditori veneti che parlano solo il veneto, che di Confindustria non conoscono nemmeno l’indirizzo. Quegli imprenditori che lavorano 15 ore al giorno con la tuta da lavoro sporca e che metteranno giacca e cravatta sì e no 15 volte all’anno. Quegli imprenditori che ogni volta che passa il postino (ossia quasi tutti i giorni) sudano freddo perché c’è sempre qualche tassa da pagare o qualche adempimento burocratico da assolvere e che perciò devono stare fino a tarda sera in azienda per sbrigare pratiche burocratiche e amministrative costose e vessatorie. Quegli imprenditori che mandano avanti un’azienda con 2, 3, 4 o 5 dipendenti, ognuno dei quali costituisce un organo vitale della stessa e, proprio per questo, non vengono licenziati anche negli anni di vacche magre, vuoi perché il loro licenziamento significherebbe la chiusura dell’azienda, vuoi perché il rapporto instauratosi con l’imprenditore va ben oltre l’ambito professionale. Tanto, che al pensiero di licenziare i propri collaboratori, più di un imprenditore veneto – di quelli tanto cari a Manera, per capirci – si è ucciso. Magari, se lor signori scendessero dal pero della loro protervia intellettuale e andassero a vedere di persona la vita di queste persone potrebbero anche imparare qualcosina sul popolo lavoratore. E già che ci sono, potrebbero fare una visitina ai familiari di qualche imprenditore che si è ammazzato per scoprire magari che vantava crediti da quello Stato che lor  signori tanto amano anche perché da sempre alquanto generoso con la loro categoria.

Del resto, di che sorprendersi. Da sempre intellettuali, attori e comici sono inclini a sostenere ideologie liberticide e anticapitalistiche. Nell’antica Grecia, gli intellettuali ateniesi parteggiavano per il sistema chiuso e dispotico di Sparta e disprezzavano i valori della società aperta di Atene, grazie ai quali potevano esprimere liberamente il loro pensiero senza correre rischi. Forse, come sostenne Mises nel suo pamphlet La mentalità anticapitalistica, ai personaggi dello spettacolo non piace dipendere dai gusti mutevoli di un pubblico capriccioso e trovano disdicevole mettere il loro prezioso talento al servizio dei gusti barbari di quel popolo in nome del quale, e quasi sempre a sproposito, spesso parlano. Oppure, come nel caso delle caste intellettuali italiane, giocare a fare l’anticapitalista di sinistra paga e pure bene, magari facendo le vittime di presunte dittature. Infatti, come ha ben riferito il comico Maurizio Milani in un’intervista rilascia al Giornale  il5 agosto 2011: “Il problema è che poi, da Santoro alla Dandini, fanno tutti le vittime. Le vittime di chissà quale presunta dittatura berlusconiana. Ma a questo proposito quando lavoravo a Zelig, agli inizi il cabaret era gestito da tutti quei comici che venivano da un certo ambiente milanese,la Statale e via così. Cameriere non in regola, Siae frequentemente non pagata: la prassi era questa. Da quando è arrivata Mediaset, contratti regolari per tutti e più legalità”.

Insomma, da bravi comunisti, questi signori pretendono di essere più uguali di altri e al di sopra di tutto, come i maiali della Fattoria degli Animali di Orwell. Maiali a cui piace tanto sputare nel trogolo in cui grufolano assai comodamente. E vomitare disprezzo verso persone, come gli imprenditori veneti, della cui vita quotidiana non vogliono imparare nulla che metta in discussione le loro conoscenze false e stereotipate, figlie di un’ideologia ignobile e di un conformismo disgustoso.

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32 Comments

  1. francesco says:

    so che è passato un anno… ma sono capitato qui per caso e volevo solo dire una cosa: vaffanculo a chi ha scritto questo articolo.

  2. Amelia says:

    E’ lunico sketch che guardo in Zelig. Una scoperta. Divertente, spiritoso,sottile..mi fà davvero ridere. Il suo modo ldi porsi, le sue trovate..Samantha..fly down, Samoa..ah..ha.ha..l’accento leggero, l’intercalare..che ridere..Bravissimo!

  3. Ildeanna says:

    Bravissimo manera e’ un grande mi piace tanto tanto ….

  4. Ildeanna says:

    A me piace tantissimo un po’ di allegria va più che bene bravo manera 10 e lode parola di veneta DOC…..

  5. lory says:

    mi chiedo chi è quell’ebete che paga il biglietto per andare ascoltare il Manera = nulla

  6. Dan says:

    Mi chiedo perchè Manera abbia scelto proprio l’imprenditore veneto e non, che so, l’autotrasportatore ed il pescatore siciliano o magari il tassista.
    Forse perchè questi hanno dato dimostrazione di sapersi unire e lottare, duramente se necessario, bloccando e tagliando i viveri ad uno stato (con relative caste compresa quella dei comici) ingrato.
    Forse se gli imprenditori veneti cominciassero a reagire duramente a questi sopprusi invece di chiudersi in loro stessi, nel garage, con una corda al collo i furboni come Manera comincerebbero a darsi una regolata.

  7. francesco bassi says:

    Il personaggio in se rappresenta una piccola parte di Veneti, in contrasto con una parte dove i veneti figurano come “né santi né eroi” e con una parte di persone VERAMENTE IN GAMBA.

    Non mi sembra ancora che esista un vero e proprio stillicidio satirico nel confronto del popolo Veneto, finché esiste un “Cetto Laqualunque” o personaggi di altri parti del mondo egualmente “castigate” , quindi può tranquillamente esistere un personaggio come quello del sig. Manera.

    Personalmente non apprezzo questo tipo di satira, perché fondamentalmente disprezzo la stupidità del “pubblico” che si lascia trascinare dai luoghi comuni verso popoli che non conoscono o che misconoscono… attraverso la risata, penetrano idee che, in mancanza di un filtro intellettuale adeguato, diventano certezze basate sul nulla. L’effetto collaterale della satira è questo, secondo me.

    Il problema è il pubblico ottuso e pecorone, non certo il comico che vuol giustamente ridere sopra certe macchiette sparse per il mondo.
    Quindi confido nell’onestà intellettuale del sig. Manera, e da veronese e Veneto DOC, la saluto e le auguro buon lavoro! =)

  8. burda says:

    No va ben come li prende in giro Zaia e i suoi amici! Quelo sì….

  9. ffortini says:

    mah… non state un po’ esagerando? Di certo in Veneto ci sono imprenditori per bene, da additare come eroi quando cercano in tutti i modi di non licenziare i propri operai. Ma di certo ci sono anche dei mascalzoni. Io in particolare sto quasi per fallire per un imprenditore di Milano che se ne e’ andato alle maldive invece di pagarmi le fatture per i lavori fatti, e vi assicuro che e’ milanese doc. Credo che non bisogna generalizzare: ci sono mascalzoni (a nord, al sud e al centro) e gentiluomini (a nord, al sud e al centro). Se Manera intendeva dire che tutti gli imprenditori veneti sono mascalzoni, si sbagliava di sicuro. Ma che ce ne sia qualcuno cosi’ lo vedo molto probabile. Comunque non credo che la stima che si ha nella gente del Veneto, in generale, possa essere modificata da un comico che fa delle battute, comunque siano le chiacchiere di Zelig non hanno rilevanza sul piano politico.

  10. Leone says:

    Ma poverini questi giornalisti,non comprendono cosa sia la satira anche perche, come si capisce dall’articolo,sono razzisti e di destra, ma si sa la destra del parlamento si è poco inclini alla cultura e la satira è cultura.

    Vai Manera sei straordinario.

    Leone

  11. Hassam terron-meridional says:

    W il Veneto, viva san Marco e viva l’imprenditore Di Dio di radice cirstiano-veneta…..Don Verzè.

  12. luca says:

    Da bravo terrun ho letto questo articolo… anche a me non piacè molto il personaggio su descritto, come del resto non mi entusiasmo il polacco e il bresciano. Il fatto di indignarsi cosi tanto per quel che dovrebbe essere una esagerazione della realtà, per quello che non dovrebbe neanche scalfire la mente ma soltanto far sorridere mi lascia perplesso. Tutti abbiam delle etichette e, guardacaso, ce le siamo dati da soli. Quello che mi lascia ancor piu perplesso è l’ultima frase del sommo trattato “ignobile ideologia”, come se voler avere libertà di espressione, liberta di parola, di pensiero di critica, ovviamente prendendosene le responsabilità, sia una pratica sciocca e da evitare… spiegatemi xchè non ho capito… un rispettoso saluto a tutti le persone che onestamente cercano di vivere la propria vita tra mille difficoltà ma non soltanto nel veneto ma in tutto il mondo.

  13. Enrico VR says:

    Noi Veneti siamo sempre quelli che se ne fregano sempre di tutto! Ci irridono e voltiamo le spalle quando parlano male di noi e più di un vaffa non facciamo e torniamo a lavorare come sempre a testa bassa perchè così i ne vole.Ma scusate un po,ma non vi siete ancora accorti che con sto paese Smarzo noialtri Veneti non ghe centremo un bel nulla???L’itaglia in Veneto el se un paese invasore ancora dal 1866 con un tricolore in mente”Forzato E MAI SENTITO DENTRO” e uno stato che ci sta sfruttando e massacrando,che non agevola nessuno che non tutelano le nostre aziende che da sempre locomotiva de sto paese SMARZO ora siamo costretti a chiudere o suicidarsi per il poco lavoro e per lo più assillati da un ente usuraio di stato come EQ o AG. ed e solo presente e forte e arrogante solo per farci pagare i debiti che loro hanno causato e NON é STATO IL VENETO O I VENETI la causa del debito pubblico ma per la loro mal gestione del paese e tutto il magna magna dei politici che nioaltri ghemo anca votà e qua non ghin scampa uno.!! Ricordatevi che NOI SIAMO VENETI E DOVETE ESSERE FIERI DI ESSERLO! VIVA SAN MARCO VIVA IL VENETO INDIPENDENTE !!
    http://www.venetostato.org

  14. Moreno says:

    Se fa ragionare perche no!

  15. forzaleo says:

    NIMBY! Se ad essere oggetti di satira è un “polacco” o “bresciano” va tutto bene… se è un Veneto t’indigni.
    Si dice che la satira faccia arrabbiare chi la subisce quando sia vera; evidentemente il personaggio è riuscitissimo! Vai così, Leonardo!

    • albert says:

      No caro, io non mi indigno per il fatto che prenda in giro un veneto, mi fa girare le balle che in tutto questo casino economico in cui molti si sono tolti la vita si dia una rappresentazione superficialissima! il bresciano che imitava non era offensivo verso i bresciani! invece qui si fa riferimento al classico luogo comune ossia: veneto, ignorante, evasore fiscale.
      Da fastidio in ragione del residuo fiscale, dell’evasione, delle tasse su impresa e lavoro, della fatica di molta gente a tirare avanti.
      Vorrei vedere cosa si direbbe di un Manera che imita un calabrese evasore totale, ndranghetista,sfruttatore di manodopera straniera (pagata con i sussidi di disoccupazione come a Rosarno).
      Guarda per me Manera può fare quello che vuole ma uno sarò libero di trovare di cattivo gusto questa rappresentazione? sarà ma a me sembra che quando in TV si parla di veneti ci siano sempre e solo macchiette, evidentemente non abbiamo una grande considerazione tra i nostri fratelli d’Italia.

      • Trasea Peto says:

        fratelli d’italia? Gnanca parenti.
        Lori xe dize de eser discendenti de Enea, nialtri semo discendenti de Antenore.

      • forzaleo says:

        “No caro, io non mi indigno per il fatto che prenda in giro un veneto, mi fa girare le balle che in tutto questo casino economico in cui molti si sono tolti la vita si dia una rappresentazione superficialissima!”

        Stai parlando di un comico non di un politico! Non sta facendo informazione ma spettacolo. Io l’ho visto, ricordo che mi ha fatto ridere ma non che fosse “veneto”, ad esempio. Se imparassimo a dare il giusto peso alle cose, questo Pase non starebbe in queste condizioni!!! Ma ti rendi conto che i TG ed i giornali, a volte, creano stereotipi anche peggiori spettacolarizzando e farcendo notizie?

        “invece qui si fa riferimento al classico luogo comune ossia: veneto, ignorante, evasore fiscale.”

        Sia chiaro che non voglio offendere nessuno ma dietro i luoghi comuni c’è spesso un pizzico di verità, non puoi negarlo. Forse è il caso d’indignarsi sul luogo comune stesso ed agire per estirparlo alla radice. In questo Paese, invece, si trova sempre più facile non parlarne; se non se ne parla allora non esiste.

        “Vorrei vedere cosa si direbbe di un Manera che imita un calabrese evasore totale, ndranghetista,sfruttatore di manodopera straniera (pagata con i sussidi di disoccupazione come a Rosarno).”

        Non hai mai visto Antonio Albanese interpretare Cetto La Qualunque?

        “Guarda per me Manera può fare quello che vuole ma uno sarò libero di trovare di cattivo gusto questa rappresentazione?”

        Certo che sei libero di trovarla di cattivo gusto; quello che dico io è che si potrebbe impiegare del tempo scrivendo articoli su cose davvero importanti (ed in questo Paese ne avremmo di cose da dire, contestare, migliorare, esporre, etc…);

        “sarà ma a me sembra che quando in TV si parla di veneti ci siano sempre e solo macchiette, evidentemente non abbiamo una grande considerazione tra i nostri fratelli d’Italia.”

        Posso parlare solo per me perciò ti dico che non ho mai avuto impressioni negative sui veneti così come su tutti gli altri “fratelli d’Italia” (leghisti compresi, anche se non si ritengono propriamente Italiani); forse perchè non vado a cercare futili polemiche facendo di tutta l’erba un fascio. Quello che so è che in Italia, come nel mondo, esistono i “buoni” ed i “cattivi”; abbiamo un sacco di problemi seri e che dovrebbero farci piangere… se un comico fa ridere, che male fa? La sua è comicità, il resto è reale! Pensiamoci…

    • albert says:

      P.s Il bresciano che imitava era “neutro” non dava luogo a comportamenti illegali (come evasione fiscale, sfruttamento lavoro ecc), qui invece l’idea è che un evasore fiscale, sfruttatore, ignorante sia veneto, perchè ? tu mi puoi dire perchè no? ok, lo può fare ma qualcuno potrà sentirsi offeso? le caratteristiche del personaggio sono fortemente negative, non ha nulla di positivo (invece il bresciano si e pure il polacco) insomma in mezzo al casino economico,fiscale,statale che viviamo e che causa enormi danni vedere tali rappresentazioni è particolarmente fastidioso. Non è la rappresentazione di un veneto bonario, semplice con qualche caratteristica negativa (come poteva essere il bresciano) no, è una sequela di luoghi comuni offensivi e pesanti .
      Ripeto se vi fosse un personaggio meridionale (non ben specificato) e fosse : evasore, ignorante, sfruttatore e fieramente mafioso (insomma comportamenti molto negativi) cosa pensi che succederebbe? si parlerebbe di razzismo anti meridionale?
      Fatalità Manera per trovare un evasore fiscale, delocalizzatore (come se per alcuni delocalizzassero per sport), incapace di esprimersi, razzista chi ha scelto a livello territoriale?

  16. Antonio says:

    Rivedendo lo sketch non vi trovo nulla di offensivo. E’ una semplice macchietta, magari non molto riuscita. Lo dico da veneto di nascita.

  17. renzo says:

    non rispecchia un veneto neanche sul vestire.

  18. albert says:

    Io ho scritto un commento nel suo sito, vedremo se lo approverà.

  19. albert says:

    Per chi volesse scrivergli qualcosa:
    http://www.leonardomanera.it/?pag=8&id=92#write

  20. StefanoZ says:

    perchè non scriviamo tutti a Zelig esprimendo la nostra disapprovazione?

  21. albert says:

    Che vada a cagare Leonardo Manera.

  22. andrea says:

    bhà….nulla di nuovo sotto il sole,da sempre il mondo dello spettacolo è infarcito di persone che mai han preso in mano un martello e chiodo per lavorare,mai han rischiato di suo creando occupazione e imprenditoria sana e creativa come quella veneta….per cui non sorprendiamoci se i comici fancazzisti se la prendono spesso con noi….

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