NON C’E’ PACE NELLA LEGA DI BRESCIA: MOLGORA NEL MIRINO

di REDAZIONE

Non c’è pace nella Lega di Brescia. Prima la candidatura e l’elezione di Renzo Bossi a consigliere regionale, imposte dall’alto e curate dalla poco amata Monica Rizzi. Poi la caduta del figliolo destinato a prendere le redini del Carroccio e della sua personale “badante”. Ora il ruolo e la figura del presidente della Provincia, Daniele Molgora, messi in discussione dal nuovo corso maroniano del partito e in particolare dal vice sindaco e segretario provinciale Fabio Rolfi (nella foto), che con Molgora proprio non lega!!!

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RISSA NELLA LEGA DI BRESCIA

ANCHE NELLE MARCHE LA LEGA SI SPACCA

LEGA MARCHE, ANCHE QUI SI LITIGA

 

 

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5 Comments

  1. lory says:

    al Molgora l’interessa la pensione altro che la Padania, fuori dalle balle questi meschini politicanti

  2. Mauro Cella says:

    Molgora è un altro Mario Monti: l’unica persona che hanno trovato disposta a mandare avanti un carrozzone che perde pezzi ad ogni metro di strada. Eh sì, perché Molgora è il successore (supportato dalla stessa maggioranza) del geniale signor Cavalli, che al leghista ha lasciato in eredità al momento dell’elezione un debito di 480 milioni di euro. Da allora la cifra è aumentata: lo scorso agosto era già arrivata a 540 milioni e da allora è calato il silenzio, ma visto che si parla in continuazione di uscita dal Patto di Stabilità penso che le cose non siano migliorate affatto.
    In una situazione tanto tragica (il debito si ripercuote sui “servizi” offerti alla cittadinanza) è ovvio che saltino fuori le beghe di partito. La nomina dell’assessore alla caccia è ben più importante delle strade che vanno a pezzi o delle fatture pagate a quindici mesi, lo sanno tutti.
    Dietro c’è una tragica storia di continui scarichi di responsabilità: berluscones e leghisti si rimpallano la paternità del mostruoso debito, frutto di una unione tra autentica megalomania e “mangiatoia” da fare invidia alla Campania della Prima Repubblica. E all’interno delle due fazioni ci sono lotte intestine che a noialtri poveri paesani sono incomprensibili.
    Una sola cosa li unisce tutti: la difesa della propria posizione e dei propri poteri da bey e sangiacchi. Basta nominare le parole magiche “abolizione delle Province” perché smettano di litigare.

  3. Dan says:

    Che palle tutti sti giochi potere… non durerà, non durerà ancora a lungo sto schifo…

  4. Ferruccio says:

    Lega Marche ……

    44 MILITANTI hanno partecipato all’elezione del segretario nazionale….che numeri ragazzi

    Il grande Luca Paolini eletto deputato in Toscana ne ha mandati la metà in bianco ……

    Tanti generali moltissimi ufficiali pochissimi soldati … hanno disertato????

  5. Bresà öm liber says:

    La base leghista di Bs è sempre più smarrita e sconcertata, non lasciamo che siano i grillini ad approfittarne.

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