NON BASTA L’IMU, ARRIVA LA BIS PER PAGARE STRADE E PARK

di REDAZIONE

La “vecchia imposta di scopo” sugli immobili, prevista dalla Finanziaria 2007 (legge 296/06) e regolata dal decreto sul federalismo municipale, modifica il suo assetto, per venire incontro alle esigenze dei Comuni. Il tutto avviene tramite il decreto legge sulla semplificazione fiscale (Dl 16/2012), che ha ricevuto il via libera della Camera e ora torna al Senato per la terza lettura. Il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo precisa: non c’è nessuna Imu-bis, non c’è alcuna nuova tassa, nessuna nuova stangata sulla casa.

Più flessibilità per i Comuni nel ricorrere al prelievo
Il provvedimento introduce due novità: i Comuni possono disciplinare con regolamento la tassa, nel quadro delle regole previste dalla legge 296, mentre prima la revisione dell’imposta avveniva con regolamento statale (Dpr). Secondo: si prevede che, a decorrere dall’entrata in vigore dell’Imu sperimentale (e cioè dal 2012), l’imposta di scopo si applichi o, se istituita, continui ad applicarsi con riferimento alla base imponibile e secondo la disciplina vigente. Arriva un nuovo prelievo sulla casa? No, non proprio: secondo il sottosegretario Polillo la tassa di scopo «c’era già» e «non c’è alcun automatismo» che porti all’incremento delle tasse locali per colpa della norma del decreto fiscale che passa dallo Stato ai Comuni la facoltà di regolamentare le tasse di scopo e la allinea alla base Imu al posto della vecchia Ici.

Prelievo sugli immobili per coprire i costi di strade e parcheggi

In base alla legge 296, i Comuni possono istituire, con un proprio regolamento, questa tassa. L’operazione può servire a trovare i fondi per coprire (al massimo) il 30% del costo dell’opera pubblica che si vuole realizzare. È il caso, ad esempio, di strade, parcheggi pubblici, allestimenti museali o biblioteche. Il decreto sul federalismo municipale (articolo 6 del decreto legislativo 23/2011) introduce a sua volta delle novità: si prevede che la revisione dell’imposta di scopo venga disciplinata con un regolamento di delegificazione da adottare, d’intesa con la Conferenza Stato-città e autonomie locali, entro il 31 ottobre 2011. aumenta da cinque a dieci anni la durata massima di applicazione dell’imposta. La procedura è abbastanza tortuosa,e ha tempi lunghi. La conseguenza è che fino a oggi sono pochi i Comuni che hanno introdotto l’imposta di scopo. Ora il Dl sulla semplificazione fiscale, approvato dalla Camera, cerca di rilanciare questo strumento, e introduce alcune modifiche al Dlgs 23.

Cosa cambia per l’imposta
La novità è che si consente ai Comuni di disciplinare con regolamento l’imposta di scopo, nel quadro della disciplina recata dalla legge Finanziaria 2007, quindi la revisione dell’imposta non va più eeffettuata con regolamento statale (Dpr). Inoltre, si prevede che, a decorrere dall’entrata in vigore dell’Imu sperimentale (e cioè dal 2012), l’imposta di scopo si applichi o, se istituita, continui ad applicarsi con riferimento alla base imponibile e secondo la disciplina vigente.

Fonte originale: www.ilsole24ore.com

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9 Comments

  1. Diego Tagliabue says:

    Almeno ci fosse SOLO UNA TASSA comunale o regionale, che rimarrebbe in comune/regione.
    Lo scandalo è questa tesoreria unica, istituita per mantenere ancora “meglio” i parassiti – politici, statali ecc. – e uno Stato già fallito, che dovrebbe portare i libri in tribunale.

    • floriano says:

      SCUSATE SE MI RIPETO MA VOGLIO RICORDARE AL GENIUS MONTIMERD, CHE SI DIMENTICA L’IMU SULLA PROPRIETA’ DELLE TOMBE DI FAMIGLIA, MI RACCOMANDO GENIUS NON DIMENTICARTELO.

      STRONZO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. sciadurel says:

    indipendentemente dal problema banca (che comunque non è proprietaria e non può fare aste se non tramite una causa civile presso un tribunale), la PRIMA CASA NON VA TASSATA PERCHE’ E’ UN BENE PRIMARIO e NON GENERA REDDITO, anzi, se si considera le necessarie manutenzioni e le probabili svalutazioni per cali di mercato o per vetustà, è una perdita

  3. alessio stivella says:

    ciao a tutti , vorrei esporre un mio pensiero ;
    Come altri milioni di italiani sono ” proprietario ” di un appartamento acquistato con mutuo . Mi risulta che sè per qualsiasi motivo non riesco a pagare le rate del mutuo alla bana , la BANCA puo mettere all’asta la casa , ebbene chi è allora il vero proprietario della “mia ” casa ?
    Per il medesimo motivo perche l’IMU non la paga la banca ? almeno fino a quando non finisco di pagare il mutuo ed estinguo l’ipoteca,

    Alessio Stivella – Pordenone

  4. alex says:

    Strade?

    E il bollo auto che si paga a fare?

    Parchi?

    Ma quando mai li fanno, in questo bel Paese (di mmm…)?

    L’unico cosa di cui ho bisogno io è di qualcuno che convinca mia madre a vendere casa per andarcene di qua.

    E fanculo l’Italia!

  5. fracatz says:

    la solita cialtronaggine latina bandiera dei caporioni tajani. Cazzo, sai chi sono, quello che guadagno, possiedi tutti i miei dati catastali, mandami ad inizio anno un bollettino postale con la cifra di cui hai bisogno e facciomola finita, perchè mica tutti hanno la capacità de stà dietro a tutte le stronzate che ogni mattina vengono partorite dalle menti immaginifiche dei caporioni, ci sono anche cittadini che non capiscono e poi si trovano in ritardo ed addirittura gettati nelle grinfie di equitaja.
    Ecco perchè facciamo ridere all’estero anche se non abbiamo più il mejo comico a rappresentarci
    andrà a finire molto male

    • sciadurel says:

      applausi …

    • Mauro Cella says:

      Sono perfettamente d’accordo: perché non mandare semplicemente un bollettino per il pagamento IMU e farla finita lì? Ma la risposta purtroppo la sappiamo già: c’è la speranza che qualcuno sbagli (e che quindi gli si possa chiedere la penale) e la volontà di dare lavoro ai professionisti che devono compilare i moduli.

      Consentitemi di aggiungere due righe per quanto riguardo le strade. In base all’attuale normativa non solo gli Enti proprietari hanno il dovere di effettuare manutenzione regolare ma ogni dieci anni al massimo andrebbe effettuata una completa riasfaltatura con eventuale bonifica del fondo stradale. Chi lo fa? Nessuno. E la scusa è sempre la stessa: mancano i fondi. Non vorrei che qualche “volpone” sia tentato di iniziare ad applicare l’imposta di scopo colla scusa della manutenzione stradale e poi, come al solito, faccia sparire il denaro nel solito calderone delle spese voluttuarie e non necessarie (vedi i proventi delle contravvenzioni stradali, che nella quasi totalità dei Comuni “spariscono” nel calderone delle entrate generiche o vengono sprecate in opere che colla manutenzione stradale hanno poco o nulla a che vedere).

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