Non basta la polenta a fermare il cous cous

di GILBERTO ONETO

Il problema dell’immigrazione è generalmente legato a quello dell’autonomia e dell’indipendenza nella misura in cui va a incidere sul grado di identità della comunità che chiede maggiore riconoscimento e libertà.

Nelle comunità che hanno a che fare con lo Stato italiano, il rapporto è  particolarmente pesante  per l’uso perverso che da sempre l’unitarismo italiano fa dei rimestamenti demografici. Non è evidentemente il solo (la Spagna ha riempito di spagnoli “etnici” la Catalogna, l’Urss aveva inondato i paesi baltici di immigrati russi e bielorussi, il Tibet si sta affollando di cinesi eccetera) ma lo Stato italiano ha pochi rivali nella sistematicità e nella violenza con cui aveva – ad esempio –  riempito di italiani “veraci” l’Istria orientale e il Sud Tirolo, e poi la Padania. Dopo aver inutilmente provato a stabilizzare l’unità politica con guerre, repressioni e propaganda, il partito unitarista ha cercato di farlo attraverso un generale meticciamento, un rimescolamento etnico a evidente preponderanza meridionale. Non ha funzionato con le comunità tedesche e slave ma neppure in Padania: i meridionali migliori si sono perfettamente integrati e sono diventati spesso essi stessi portatori di volontà indipendentista, mentre  i peggiori sostengono con protervia il loro ruolo di “coloni” di Roma, di braccio armato della burocrazia statalista e alimentano così le pulsioni autonomiste di tutti gli altri.

Sostanzialmente fallito il rimescolamento interno, lo Stato italiano tenta la carta dell’immigrazione foresta con due fini: la disgregazione delle identità locali e la speranza di una presa di posizione italianista e nazionalista contro gli stranieri, con l’obiettivo perverso che – per fronteggiare “diversi più diversi” – si stemperino le diversità interne. Insomma da una parte si vuole distruggere il tessuto sociale, culturale e identitario delle comunità padane, dall’altro si  favorisce l’illusione di una comune identità italiana per far fronte a “foresti più foresti”. Questo spiega la violenza con cui la sinistra spinge verso la società multiculturale (la stessa violenza e le stesse motivazioni che sostenevano la lotta di classe) e il fervore con cui i patrioti tricolori  brandiscono l’italianità contro “lo straniero”.

Per queste ragioni un movimento indipendentista non può che essere anche decisamente contrario a ogni forma di immigrazione massiccia, di invasione e di spaesamento.

Cosa ha fino a qui fatto la Lega?

Non ha delineato con chiarezza il pericolo anti-identitario dell’immigrazione foresta, e quando lo ha fatto non si è comportata diversamente dai movimenti di estrema destra: la lotta allo straniero viene fatta in difesa dell’italianità, spesso stigmatizzando le parti più evidenti delle differenze antropologiche degli immigrati. Sono combattuti in quanto “diversi” e non in quanto strumenti di disgregazione identitaria: da qui anche certe prese di posizione religiose che riguardano l’aggressività islamica ma che poco c’entrano con il processo immigratorio più generale.

Le posizioni sono confuse, non segnate da precisi confini ideologici: si fa distinzione fra immigrati buoni e cattivi, fra chi lavora e chi delinque, fra regolari e clandestini. Tutte cose che generano confusione, che “democristianizzano” il dibattito e non turbano il comodo tran-tran degli eletti,  ma che non servono a stigmatizzare l’effetto devastante dell’immigrazione tout court. In questo si inseriscono taluni atteggiamenti di compiacimento vanesio nell’esibizione del militante magrebino o del negretto in camicia verde, che fanno il paio con la sventatezza con cui si pretende una fioritura di padanità da un presidente di Regione albanese o da una portavoce italiana.

Ma è soprattutto sul piano dello studio del problema, e della derivante incisività di informazione che la Lega è carente. Non ha un centro studi che si occupi dell’immigrazione, dei numeri, delle statistiche e dei dati, non riesce a fare controinformazione documentata, non riesce a ribattere alle menzogne immigrazioniste se non con slogan. Il solo che tenta una operazione di documentazione sistematica è Pellegrin di Radio Padania: nessuno dei tanti zerbinotti superpagati che se ne stanno a ciondolare in Parlamento o nei Consigli regionali ha mai neppure tentato di dare vita a un’operazione del genere, di diventare “l’esperto” leghista di immigrazione. Una vergogna!

È una vergogna che i soli dati in circolazione li dia la Caritas, che fa parte del circo di quelli che sull’immigrazione campano e lucrano, oppure la Fondazione Moressa. A essere dettagliatamente informata e a informare sull’immigrazione, sui costi, i numeri, i dati giudiziari e tutto il resto dovrebbe essere proprio la Lega.

Perché stupirsi?  Non ha neppure uno straccio di centro studi che si occupi di identità, di malefatte del centralismo, di analisi giuridica del cammino indipendentista, o di federalismo. Questo spiega molte cose.

(da lindipendenzaniova.comhttp://lindipendenzaniova.com del 20 ottobre 2013)

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2 Comments

  1. Fil de fer says:

    A proposito di banche.
    Lasciando da parte i fatti e misfatti ultimi risaputi sulle banche, non ridete nel sapere che sono imprese private e che vengono salvate ad ogni piè sospinto da chi ? ?
    Ma come, loro stampano denaro a costo quasi zero e lo prestano ai governi ( stati )+(popoli)= debito pubblico e poi devono essere salvate dagli stati perché diventate fucine di malaffare??!!!!
    Ma quale conto di giro infernale hanno inventato questi banchieri !!!
    Ed i politici cosa fanno ?! Sono supini, proni, a 90 gradi pronti a prendersi le supposte di soldi liquidi per tacere ed andare avanti cosi. Ho ribrezzo di questo sistema perverso e truffaldino messo in piedi da alcuni politici ( americani) d’accordo con diversi banchieri e tutti gli altri si sono accodati…..codardi, cialtroni ma non hanno ancora capito che i debiti pubblici sono la più grande truffa ai danni dei popoli?!?!?
    E i popoli tacciono, subiscono, pagano, poi pregano e talvolta si ammazzano…..ma che mondo è questo?

  2. giancarlo says:

    Come si fa a non essere d’accordo con Oneto.
    Oneto , anche se il paragone non sarebbe perfetto, lo paragono ad Oriana Fallaci.
    Due persone che vedevano chiaro il passato, il presente ed anche il futuro, tanto da arrivare di essere paragonati a dei profeti contemporanei. Cosa non di poco conto dato che al giorno d’oggi viviamo in un mondo dove il domani non lo vede nessuno e del domani ” non v’è certezza”!
    La Lega Nord che era l’unico partito identitario e che ( fingeva) sembrava vedere dove bisognava andare in futuro si è dimostrata nei fatti un completo fallimento.
    Adesso Salvini si mette agli ordini di Berlusconi……una cosa già vista con il Bossi e che pronostico contro ogni previsione possibile che il centro destra rimesso a nuovo, ma con le stesse persone e gli stessi partiti anche se mancanti di Fini e forse anche di Alfano, almeno si spera, non produrrà il o i risultati che loro si aspettano. I Veneti, ma specialmente gli italiani hanno spalancato gli occhi e le orecchie e adesso i giochetti del passato diventano meno facili. Il M5S ha conquistato roma e darà filo da torcere a tutti.
    La ripresa non arriva e non arriverà se non tra 15-20 anni. I tempi si allungano perché il debito aumenta, la produzione stagna i consumi stagnano e se andiamo avanti così arriverà una nuova recessione. Le banche fanno schifo, i loro protettori pure e benché sfiancati gli italiani non si tireranno più su le maniche perché sarebbe inutile se il governo o i governi non metteranno mano ad una speding review che inizi proprio dai partiti, a seguire dai politici a seguire dai burocrati…(240.000 euro sono ancora troppi per quello che producono…cioè disastri continuativi) a seguire dalle nomenclature istituzionali e ivi compresa la magistratura, che salvo chi lavora in trincea a contatto con il pubblico, tutti gli altri imboscati prendono troppo e producono troppo poco. Lasciamo perdere le ruberie….ma la Lega cosa fa? La Lega cosa produce a parte le belle parole solite? Qual è il suo programma per far uscire l’italia dalla crisi profonda in cui si trova, visto che è diventata un partito nazional-italiota a tutti gli effetti………Non produce nulla solo posti per i soliti noti e quelli che li seguono non sono ancora arrivati a capire con chi hanno a che fare.
    Nemmeno io capisco chi sono e cosa ci fanno dove si trovano ad operare.
    W L’INDIPENDENZA da tutto questo baillame putrido e satollo di uomini mediocri e cialtroni che abbiamo in italia e di cui la Lega fa parte a tutti gli effetti ormai.
    Lasciate ogni vostra speranza perché l’italia è finita da tempo ma ancora respira per poco.
    WSM

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