Nomine Ue: come previsto sovranisti non prendono nulla. Persino i 5Stelle portano a casa qualcosa

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di Roberto Bernardelli -Un po’ c’era da aspettarselo.  E cioè che i sovranisti restassero fuori dal gioco delle nomine in Europa. Questo quotidiano lo aveva scritto già prima del voto.
Roberto Gualtieri del Partito Democratico è stato infatti confermato alla guida della commissione Economica, Antonio Tajani di Forza Italia p stato invece eletto alla Affari costituzionali, mentre il resto della torta va a Popolari, Socialisti, Liberali e Verdi che confermano il ‘cordone sanitario’ nei confronti del gruppo ‘Identita’ e Democrazia’ per isolare l’estrema destra.

Questo è quanto. La destra ha promosso una campagna elettorale per cambiare l’Europa ben sapendo che non avrebbe avuto alcuna possibilità di sfondare. Resta isolata. Isolando l’Italia. E il nord, dal resto d’Europa. Le campagne di retroguardia non hanno portato ripresa.

Di certo poi non aiutano le rivelazioni dell’ultima inchiesta giornalistica che svela l’ipotesi di relazioni pericolose tra la Russia e Lega. Perché affidare un pezzo di guida dell’Europa a chi avrebbe dichiarato di voler stare con Mosca e non con Bruxelles?

Insomma, c’è anche il cascame di questo pasticcio nel pugno di mosche rimasto in mano a Salvini.

Infatti i posti che dovevano occupare i deputati della Lega, di Marine Le Pen e di Alternativa per la Germania hanno avuto una diversa attribuzione,  popolari, socialisti, liberali e verdi hanno fatto muro insieme.

Come ricorda l’Agi, “La sorpresa arriva invece dall’allargamento del cordone sanitario al partito polacco PiS, che fa parte del gruppo euroscettico dei Conservatori e Riformatori Europei (Ecr), più moderato rispetto a Identità e Democrazia. L’ex premier di Varsavia, Beata Szydlo, è stata umiliata vedendosi bocciare come presidente della commissione Occupazione, ma almeno un paio di suoi colleghi hanno ottenuto delle vicepresidenze. Un altro europarlamentare di Ecr, il belga Johan Van Overtveldt, è stato eletto alla presidenza della commissione Bilancio”. Capito l’antifona?

Al partito Popolare Europeo vanno 8 presidenze di commissione, Davanti ai Socialisti&Democratici (5 presidenze) e ai liberali di Renew Europe (4 presidenze). Pure i Verdi portano a casa 2 presidenze, all’estrema sinistra della Gue e ai conservatori dell’Ecr ne sono andate una ciascuno.

La Lega… passa.

“Tra gli italiani il Pd incassa altre 4 vicepresidenze di commissione con Caterina Chinnici alla Controllo di bilancio, Patrizia Toia all’Industria, Giuseppe Ferrandino alla Pesca e Pietro Bartolo alla Libertà civili, giustizia e affari interni. Anche Fratelli d’Italia, che è parte del gruppo Ecr, ha eletto un vicepresidente con Raffaele Stancanelli alla Giuridica. Il Movimento 5 Stelle e gli altri non-iscritti, per contro, non hanno ottenuto altri incarichi dopo l’elezione a sorpresa alla vicepresidenza dell’Europarlamento di Fabio Massimo Castaldo”. Che era già su quella poltrona anche nella scorsa legislatura. Tutti hanno portato a casa qualcosa. Tranne uno.

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