Noi senza Arcisate-Stabio. Loro l’alta velocità Berlino-Mosca-Pechino

di BRUNO DETASSISSoldati_Cina_coreografia-580x385

Noi non riusciamo a fare l’Arcisate-Stabio, loro fanno l’alta velocità Berlino-Mosca-Pechino. Sfugge infatti agli indaffarati politici italiani, e non, che negli ultimi mesi il presidente cinese ha sollecitato l’Europa di aprire un’area di libero scambio con Pechino. Risposte? Sia mai. Allora, siccome i tedeschi non si schifano di nulla e siccome preferiscono guardare a oriente che a sud, la cancelliera Merkel si è fatta la bellezza di sette viaggi per approfondire la proposta. Negli ultimi vent’anni, lo scambio è cresciuto dodici volte.

La cancelliera sa bene che la Cina è il quarto mercato tedesco. Altro che storie. Si parla di 184 miliardi di euro, nell’ultimo anno.  Come riporta correttamente l’analisi di Paolo Raffone sul sussidiario.net, questo la dice lunga sulle priorità strategiche di Berlino rispetto agli equilibri con gli Usa e la stessa Europa. Gli affari sono affari, mica ristoranti wok.

A dire il vero, anche l’Italia, ricorda Raffone, avrà la sua particina nel copione con la visita del premier cinese ma mentre a Berlino e Mosca si parlerà di sostanza, a Milano…. il premier partecipare al vertice Asem Ue-Asia con una scaletta da nascondersi: incontro con le autorità, cooperazione nucleare, export. vino e tessile, Expo per il padiglione cinese. Fine delle trasmissioni. Ammazza che brivido.

A seguito del recente viaggio in Russia, invece…..? Quaranta protocolli commerciali tra Mosca e Pechino (che frega a Putin delle sanzioni?), e una linea di cambio yuan/rublo per 20 miliardi di dollari. Per il dollaro, il nuovo rapporto di cambio, è una botta senza precedenti. Ma andiamo oltre.

Poi, per finire, più o meno, c’è l’alta velocità Berlino-Mosca-Pechino.

Anche la visita a Berlino del leader non ha trattato di vino e rotoli di stoffa, bensì di…liberalizzazione del sistema finanziario, energie rinnovabili, aerospazio, industrie ad alta tecnologia…, apertura in Lussemburgo di un hub per il “clearing” dello yuan. C’è altro da aggiungere?

A pieno titolo, il secolo Euroasiatico è in corsa…. Berlino non ha bisogno dell’Europa o di Bruxelles per trattare con la Cina. Lo fa, punto e basta. La Germania è protesa verso Oriente, l’Europa implode su se stessa e i propri fallimenti.

L’Italia, così piccola, come i suoi politici, non si è accorta che il Times ha titolato di recente che “L’impero è a Londra”. Un’eurozona non germanica, rilancia Sussidiario, in contrapposizione al blocco che sta correndo sulla tav della nuova via della Seta.

Noi, fermi ovviamente sull’Arcisate Stabio o sui viaggi di Expo sotto la lente della Procura.

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One Comment

  1. renato says:

    Noi abbiamo ancora nel cuore e nella mente le convergenze parallele e la politica del nulla, che ci vede primeggiare come ciarlieri d’eccellenza, tanto chi aiuta lo stivale a tirare avanti, sempre e comunque, c’è : ossia quei quatro moni a nord del Po. Pare che ora solo la moda riesca a tirarci fuori dal guano e quindi mandiamo al macero o svendiamo società come Saipem, Finmeccanica, Ansaldo etc. che avveduti stranieri meno furbi di noi si sono già pappate o stanno per farlo. Come osservava un tale sembra proprio che non ci sia via di scampo; il nostro destino di gente era già segnato secoli fa. Dante ce lo disse, ma facemmo orecchie da mercante, bizantino.

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