Noi indipendentisti lombardi smettiamo per una volta di essere “coglioni”

di GIANLUCA MARCHI

L’ho scritto più volte e lo ribadisco: noi lombardi – e sottolineo il noi, perché mi ci metto io per primo – siamo dei coglioni giganteschi, politicamente parlando. E noi indipendentisti, se fosse possibile andare oltre, lo siamo ancora di più. Siamo la prima regione di questo insopportabile Paese in fatto di numero di abitanti, di Pil, di ricchezza pro-capite e di tasse pagate, ma dal punto di vista politico abbiamo sempre contato poco più di una cippa, anche quando abbiamo avuto nostri concittadini alla guida del governo, vedasi Bettino Craxi e Silvio Berlusconi.

Non intendo qui indagare le ragioni storiche di questo andazzo che si rinnova ciclicamente,  lascio  volentieri tale compito agli studiosi più preparati di me, che abbiano o meno la laurea non me ne può fregare di meno (io per primo non ce l’ho, e qualcuno si affretterà a dire “si vede”, ma ciò non mi ha impedito di svolgere dignitosamente il mio lavoro da più di trent’anni). Intendo invece soffermarmi sulla galassia “disperante” degli indipendentisti e degli autonomisti, una realtà che, se fatta da tre persone, è capace di prendere quattro posizioni diverse. Ciò nonostante, vorrebbe avere la pretesa di cambiare il corso della storia: qualcuno inneggia alla rivoluzione armata, soprattutto se fatta dagli altri, una cosa che non sta né in cielo né in terra in questo momento storico; altri invocano la protesta fiscale e poi sono i primi a correre a pagare la gabella di turno. Se poi cerchi di proporre un percorso politico da compiere insieme per tentare di raggiungere il risultato che tutti dovrebbero condividere – la libertà delle proprie comunità territoriali – ecco che cominciano mille distinguo. Tutti sono pronti a demolire qualsiasi indicazione, come se fossero preda di una sorta di libido da bastian contrario.

Veniamo a queste ultime ore e alle critiche che anche alcuni lettori de L’Indipendenza hanno rivolto a Gilberto Oneto, a chi scrive e a Unione Padana per aver scelto di appoggiare, nella corsa al Consiglio regionale lombardo per il collegio di Milano, la battaglia di Marco Bassani, candidato indipendente nella lista di Fermare il declino: eccoli lì i fenomeni – questo il senso della critica sostanziale che ci viene rivolta – che hanno scelto di appoggiare il millantatore di lauree e di master Oscar Giannino. Avessimo per assurdo appoggiato Grillo avrebbero avuto ugualmente da ridire. Una critica non diversa ci sarebbe toccata se avessimo deciso di schierarci in toto con la Lega e via discorrendo.

Mettiamo in chiaro le cose: la cacca pestata da Giannino è enorme, tanto più per chi dovrebbe essere a favore dell’abolizione del valore legale del titolo di studio. Uno vale per quello che dice e per quello che fa, non per i titoli di cui usa fregiarsi. Detto questo, né io né l’amico Oneto abbiamo mai scritto di stravedere per Giannino: abbiamo sempre detto e ribadito che il nostro invito era ed è ad appoggiare la candidatura di Marco Bassani, persona e studioso che consideriamo un indipendentista vero, uno che, se eletto in Consiglio regionale, procederebbe per la sua strada. Quale? Quella di lavorare un giorno sì e l’altro pure con l’intento di offrire a noi lombardi la possibilità, in tempi non biblici, di esprimersi in un referendum per l’indipendenza della nostra terra. Ci piace o ci dispiace questa cosa? C’è qualcuno che ha idee più risolutive per arrivare allo stesso risultato, idee che non siano la cazzata del ricorso alle armi? Se sì, perché se le tiene sotto il cuscino e intanto sbrodola di ammirazione per gli amici veneti che quella strada, lunga e non semplice, sembrano averla almeno imboccata? Scommetto fin da ora mille euro che non ci sarà risposta a queste domande…

Oneto è andato poi oltre suggerendo anche che, per la presidenza della Lombardia, di votare per Maroni, perché a suo modo di vedere la vittoria della sinistra di Ambrosoli mettererebbe una pietra sopra a ogni aspirazione autonomista e indipendentista per qualche decennio. Apriti cielo, è venuto giù il diluvio, ma nelle critiche che ha subìto è stato difficile individuare la traccia di un ragionamento politico: solo fuoco di sbarramento dettato in buona parte da odio verso la Lega, odio spesso meritato, ma col quale non si costruiscono prospettive politiche. Poi l’amico Gilberto ha rivolto un appello agli elettori leghisti (sottolineo, leghisti) affinché prendano in considerazione il voto disgiunto con Maroni pr la presidenza e il “nostro” Bassani per il Consiglio, un potenziale consigliere regionale molto più indipendentista e federalista di tutti quelli che la Lega riuscirà a portare al Pirellone.

Unione Padana ha invece espresso una posizione diversa: sì all’appoggio a Bassani e a Fid, no alla Lega perché le alleanze “contro natura” siglate da Maroni con Pdl, Fratelli d’Italia, Forza Sud e Destra di Storace impedirebbero al segretario del Carroccio, se eletto governatore, di realizzare i punti fondamentali del suo programma, a cominciare dalla Macroregione del Nord, che pure poteva essere un obiettivo condiviso.

Sommessamente dico la mia. Per quanto riguarda la presidenza della Regione Lombardia, ciascuno faccia quel che crede: valuti nel proprio intimo se, ai fini di tenere viva la fiammella indipendentista, sia meglio scegliere Maroni, Ambrosoli, Pinardi, Albertini, Carcano o nessuno di loro. Ma per la composizione del Consiglio regionale rifletta seriamente sulla candidatura di Marco Bassani nel collegio di Milano, e su il voto a Fid negli altri collegi (voto funzionale a raggiungere il traguardo del 3% a livello lombardo, percentuale necessaria per far scattare almeno un eletto). Sono convinto che intorno a Bassani, se portato al Pirellone, si potrà realizzare il nucleo fondativo di un vero e nuovo progetto indipendentista del quale alla convention di Jesolo del maggio 2012 noi de L’Indipendenza abbiamo cercato di gettare i semi.

Se ciò non avverrà, sarò il primo a suggerire che l’esperienza de L’Indipendenza venga ripensata, se non addirittura conclusa. Poi saranno i soci fondatori a decidere.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

80 Comments

  1. Miki says:

    Voto disgiunto per elezioni che si giocano su un vantaggio di 1 o 2 punti percentuali per Maroni in Lombardia vuol dire una valanga di schede annullate dai furbetti di seggio (si sa che quelli di centrodestra preferiscono guardare la partita che votare o scrutinare). QUINDI personalmente voterò il più semplice possibile: matita umida e x sul simbolo scelto (Lega Nord). Chissàmai per una volta di vincere con 25000 voti di vantaggio a differenza del 2006!

  2. Fratelli says:

    Adesso capite perche Marco non ai è candidato? Il disastro deve essere totale e tra 72 ore nasce una nuova lega non ci sarà nemmeno bisogna del congresso. No prigionieri no recuperi!

  3. pallino says:

    Sottoscrivo tutto quello che ha scritto
    Roberto Lamagni.

  4. Roberto Lamagni says:

    alla regione si vota “FARE per fermare il declino” con una bella croce sul simbolo e SOLO nella provincia di Milano si scrive BASSANI..
    al senato si vota UNIONE PADANA..
    QUESTE SONO LE INDICAZIONI DI “UNIONE PADANA”

  5. elcurierun says:

    Mi dicono che sono liti continue tra il Matteo e la Isabella, una roba imabarazzante! Vai così che si stravince e poi si festeggia….

  6. Gian says:

    …che abbiano o meno la laurea non me ne può fregare di meno (io per primo non ce l’ho…

    bravo direttore, ma non sei mai neppure andato in giro a dire che ne hai due e un master, questo fa la differenza!

    personalmente sono furioso con Giannino, ma ritengo sempre che le responsabilità siano individuali, per cui la colpa è tutta sua e di chi lo difende arrampicandosi sui vetri, ma non capisco perchè si debba criticare voi o Bassani per la pirlata di Giannino. Io non abito in provincia di Milano e non posso votare Bassani e voterò Toni che è altrettanto indipendentista.

    In ogni caso non capisco neppure perchè si dia tanto peso ai commenti, molti sono troll, gente infiltrata in previsione delle elezioni, altri sono provocatori di professione e in ogni caso rappresentano sempre una minima parte dei lettori, oggi il tuo articolo ha 600 visite e 50 commenti di cui molti delle stesse persone e neppure tutti negativi, Oneto oggi ha 1000 visite e 40 commenti. Se anche fossero tutti negativi, e non lo sono, sarebbero il 4% del totale.

    Ora, considerato che apri questo articolo dicendo che siamo una manica di coglioni, io trovo che qualche punto percentuale di commenti negativi sia persino un segno di speranza, non dimenticare la maggioranza silenziosa pari al 96%.

    Chissenfrega come vanno le elezioni, non è mica colpa tua, non è che con i tuoi articoli puoi cambiare la mentalità dei lombardi, se chiudi per i risultati elettorali togli a certi provocatori l’unico impegno delle loro giornate, l’unico sfogo, ma priverai anche il 96% dei lettori silenziosi che non avranno più a disposizione questo mezzo di informazione, che per quello che ne so, avendo contribuito con una ventina di articoli, è decisamente libero e privo di censure!

    • Miki says:

      Ah si? E perchè invece nel caso di bel-sòla belsito le responsabilità sono di tutto il partito? O di quel (autocensura) di RENZO Bossi, (tutto sua madre).
      Coerenza a gogo!

  7. p. ranzani says:

    Qui cè da morir dal ridere caro Marchi. Qualcuno dei suoi lettori finalmente lo ha scritto chiaro e tondo quel che tra i ragazzi di Bellerio si dice da mesi…voatiamo Maroni così ce lo leviamo dai c…E vanno pure a scriverlo! Ma uno che volesse votare Lega, diciamo per antica simpatia e tiurandosi il naso e il resto sulla fogna che abbiamo visto, come fa a prendere in considerazione questi dementi? Vogliono chiedere al popolo di votare per eliminare il loro capo e farsene uno nuovo, usando lo strumento elettorale come un chiavistello…Ma da gente così c’e’ da aspettarsi qualsiasi cosa…Vada per Bassani che essendo allievo di Miglio (definito anni fa dai leghisti scoreggia spaziale salvo poi riabilitarlo, non dimentichiamolo…) ha il nostri rispetto ma la Lega proprio no. Siamo daccordo con Facco.

    • gianluca says:

      Ma se si rilegge il mio articolo non troverà che io ho invitato a votre Lega: per la presidenza ho detto che ciascuna faccia la propria riflessione

      • Gian says:

        mah, secondo me la metà dei commentatori gli articoli non li legge, forse dà un occhio al titolo, ma non ci giurerei, poi dice quello che deve dire, che aveva già in mente di dire… non a caso più sotto una commentava su Calderoli!

        • Casse says:

          Acuissimo! Ma ti sfugge che questo giornale è stata una trovata geniale del bravissimo Marchi che così ha ripagato la lega della sua stessa moneta. Loro lo hanno sfruttato e poi snobbato. Lui ha aperto una porta a chi da dentro ha scatenato l’inferno. Astuto e sottile, un giornalista di grandissima classe!

      • Jesse James says:

        Caro Marchi, io sono certissimo che lei, da persona intelligente, votera’ MARONI presidente. Purtroppo su questo giornale lei assiste al vomito di contumelie quotidiane su MARONI e deve evitare di schierarsi per non perdere lettori, ma il suo pensiero e’ evidente. Buon voto, direttore, alla faccia dei corvi del malaugurio che da martedì sera torneranno a leggere topolino.

  8. Castagno12 says:

    Solo per cotesia non analizzo quello che potrà fare Bassani, innestato nel FiD.
    Ma dato che, con il suo articolo, il Direttore prende in esame varie realtà dell’attuale panorama politico italiano, io, nel mio piccolo, faccio una sintetica carellata.

    – Abbiamo Giannino che pretende di Fermare il Declino, di riformare il sistema italia, senza rimuovere le imposizioni del SISTEMA (Mondialista) che tengono in vita l’attuale crisi.

    – Abbiamo anche Grillo e tutto il resto del “Nuovo” che, più o meno, ricalcano la “strategia” di Giannino.
    Tacciono sulle vere cause del disastro.

    – Abbiamo Maroni (PDL2) che, forzatamente alleato con il mondialista DOC (Silvio), vuole realizzare la Macroregione del Nord mentre, implacabili, continuano ad arrivare gl’invasori che aprono imprese e negozi.

    – Abbiamo Monti, il bocconiano, che si ripropone per il bis, vista la “bontà” della sua teoria rivoluzionaria: far ripartire una economia disastrata aumentando le tasse (vedi la fine della Grecia).

    – Abbiamo Mario Draghi, presidente della BCE, che non è la Banca dell’Ue perchè è Privata. Quindi il Nostro, senza interpellare i popoli, ha deciso lui “democraticamente” di salvare l’€uro, “ad ogni costo”.
    Si guarda bene dal farci sapere le vere cause del disastro e ci fa pagare un inutile tentativo di salvataggio.

    – Abbiamo Destra, Sinistra e Centro che ripromettono soluzioni positive, quando in passato, in condizioni meno difficili, meno disastrose delle attuali, sono sempre riusciti a peggiorare la situazione.
    Anche per tutti questi, le vere cause della crisi “sono una sciocchezza” (vedi Giannino a Radio24) – mio odierno commento in coda all’articolo di Claudio Romiti.

    – Abbiamo un elettorato diviso in due schieramenti:

    a) I mantenuti ovviamente riconfermeranno la loro “Dama di San Vincenzo” (“pensioni” e posti di “lavoro” fasulli) generosa, ma con i soldi dei contribuenti.

    b) I NON mantenuti sono in fibrillazione e si illudono di aver individuato chi farà ripartire l’economia.

    Come faccio da 14 anni, resterò a casa perchè non intendo approvare il Governo Mondiale nè alzare la percentuale dei votanti presentandomi al seggio.

    • Miki says:

      Voti Fn o Casa pound allora. Non saranno secessionisti ma antimondialisti di sicuro
      Dico per dire eh!? Ma il non voto è sempre la scelta paggiore (meglio il “non ritiro la scheda”)

  9. miki says:

    Ci vorrebbe un William Wallace che con una mazza e spadone entri nel Castello di Via Bellerio, dove c’è la Casta Leghista traditrice del popolo padano, e faccia piazza pulita di quei traditori (come i nobili scozzesI) che si sono arricchiti alle spalle dei popolo…..che bel sogno! ma dov’è il nostro Wallace?…io aspetto…

  10. miki says:

    Ragazzi avanti con Oscar Giannino e Bassani….a me delle lauree e dei Master non me ne frega un bel niente….giudico il candidato dalle sue capacità non dai titoli, quei manager delle banche sono tutti plurilaureati ed hanno rubato a man bassa milioni di euro.
    Non parliamo poi dei politici …Vorrei vedere le lauree della Gelmini, di Bossi (se ce l’ha), di Maron Di Pietro e Berlusconi ecc. da dove vengono i titoli di studio ed i master ….ma non sanno fare di conto nemmeno a livello di quinta elementare…..avanti così, ma non chiedeteci di turarci il naso con Maroni e la Lega ….questo NOOOOOO!!!

  11. Flavio Poli UPA says:

    Ciao Gianluca, dimentichi che la lega é stata al governo a tutti i livelli. Uno di questi governanti ora promette altre cose per governare la Lombardia. Che credibilità ha una persona del genere ? ! La gente é stata presa in giro e alcuni toni sono comprensibili. Credo che molti di questi non siano rivolti a te e Oneto come persone ma siano sfoghi verso altri. Penso che chiunque vinca, metterà una pietra sopra ad ogni aspirazione autonomista e indipendentista. In particolare Maroni, visto il suo curriculum politico. Infine, non ritengo corretto legare il destino del giornale all’elezione di Bassani e posso capire la delusione nel caso non venisse eletto. L’anima autonomista appartiene all’istinto di sopravvivenza e, anche oggi si manifesta in coloro che seguono qualunque movimento che rivendichi questo “istinto”. Ci sono è vero i parassiti che su questo istinto si ingrassano e ottengono il vitalizio (pensione istituzionale) o lo pretendono prima di avere raggiunto l’età per ottenerlo. E forse, questo giustifica alcuni attriti tra diversi gruppi di indipendentisti. In ogni caso, la via non è chiusa, si tratta di proseguire oltre Padenghe e confederare i movimenti tra loro, dopo un buon chiarimento a porte chiuse.

    • Miki says:

      La credibilità che ha e ha avuto come ministro dell’interno. Se poi lei è di quelli che “il merito è delle forze dell’ordine e soprattutto della magistratura” inutile inziare un qualunque discorso.

  12. Jesse James says:

    PERCHE’ ANCHE I “BOSSIANI” E GLI ANTI-MARONIANI INTERNI ALLA LEGA DEVONO IN MASSA VOTARE PER MARONI PRESIDENTE-
    Qualche imbecille “bossiano” o antimaroniano ha già detto che non bisogna votare per Maroni in Lombardia. Per fortuna la stragrande maggioranza degli antimaroniani sono più furbi di quei cretini di cui sopra e voteranno tutti Maroni presidente perché Maroni fra poco NON sarà più segretario federale. Questo é certissimo.
    Quindi gli antimaroniani e i “bossiani” potranno cercare una rivincita interna cercando di riprendersi il partito al congresso. Ma se Maroni non vincerà in Lombardia, il partito MORIRA’ e con esso tutti i leghisti, antimaroniani compresi. Voteranno quindi Maroni, garanzia di esistenza politica della Lega Nord, e poi si batteranno per la conquista della segreteria federale e di quelle nazionali.
    Non sono certo per “muoia Sansone e tutti i filistei”…imbecilli (pochi) esclusi.

  13. Tere says:

    Dott Marchi condivido il suo pensiero ma, chi come me vota in Brianza, non avrà l’opportunità di promuovere Bassani … peccato
    Intanto voto per Maroni presidende e Leganord, presupposto necessario per avviare qualsiasi cooperazione con altri indipendentisti
    Spero che Bassani ce la faccia nel solo collegio milanese, anche se Milano tutto è tranne che roccaforte dell’indipendentismo (infatti c’è Pisapia)

    • AUVERNO says:

      Lo dico io perché mi sa che Marchi è a pranzo:
      Chi non vota a Milano ma vuole l’elezione di Bassani in consiglio regionale deve comunque dare il voto per la presidenza della regione Lombardia a FID, e il voto di lista a chi vuole (nel suo caso alla Lega).

      Perché anche se Bassani prendesse vagonate di voti a Milano, se FID non raggiunge il 3% a livello lombardo non parteciperà all’attribuzione dei seggi, per cui Bassani non potrà essere eletto.

      • gianluca says:

        Precisiamo meglio: chi vota fuori Milano non è necessario che voti Fid per la presidenza, basta che voti per uno dei candidati della lista, e per la presidenza può votare altro. Se invece non vuole votare per un candidato al consiglio, votando Fid per la presidenza dà il voto automaticamente alla lista e contribuisce ad alzare il quorum: quest’ultima è la formula più semplice per chi non è interessato a votare un candidato presidente diverso (Maroni, o Ambrosoli o altro).

        • Tere says:

          per chiarezza anche nei confronti dei 568 vews

          non votando nel collegio di Milano dovrei dare il voto sul simbolo Fid poi posso scegliere un presidente di un’altra lista
          questo per favorire l’elezione di Bassani
          E’ corretto ?

          • gianluca says:

            Fuori da milano meglio indicare un nome in lista di Fid perché se si vota il simbolo si vota automaticamente anche il candidato presidente. Questo per chi vuole invece scegliere il candidato presidente di un altro partito

          • È corretto Tere.
            Barrare il simbolo di Fare-FiD e barrare il nome prestampato di uno qualsiasi dei candidati presidenti.
            Questo è il voto disgiunto per chi non vota a Milano e provincia.

            Per chi invece è milanese (o della provincia) va anche scritto il nome “Bassani” a fianco al simbolo di Fare-FiD.

        • AUVERNO says:

          Giusta precisazione

      • Miki says:

        Ma com’è che questo dr. Bassani al di fuori de l’indipendenza.com non esiste? Sembra spuntare dal nulla: dov’è possibile trovare il suo credo?

  14. marta says:

    Ma con tanta gente che soffre, con malati cronici che ci sono in tanti famiglie c’era proprio bisogno che pubblicaste quella cosa di Calderoli che per far vedere che c’e’ si inventa che lo davano per morto??? Ma dove, ma quando? ma quando mai si era visto che uno per farsi pubblicità fa finta di dire che lo danno per morto per affermare di essere vivo? Disgustoso!!! Questo è un bumerang che costerà caro ho sentito tanta gente dire che non si fa così, non c’e’ rispetto per chi davvero soffre.

    • gianluca says:

      Ma Lei prima di dire certe cose è proprio sicura che Calderoli scoppi di salute?

      • marta says:

        Se sta bene o male non so io dicevo un’altra cosa e cioè che non ci si fa pubblicità elettorale a quel modo! Dove era scritto che han detto che è morto??? Chi lo aveva detto? Questo io chiedevo e comunque non sta bene usare la malattia in campagna elettorale comunque sia. Manco Bossi lo ha mai fatto!!!!!!!

      • Maurizio says:

        Sig.ra Marta, guardi che Calderoli recentemente ha subito delicati interventi chirurgici…non scoppia certo di salute. Bisogna informarsi prima di scrivere certi post, suvvia..

    • pierluigi says:

      Calderoli, che lo si apprezzi o meno,è un uomo che ha dato tanto per la Lega e per cercare di portare a cxasa dei risultati per i Padani.È stato operato all’intestino a giugno 2012,come dichiarato da lui stesso sul palco di Venezia,e rioperato per 12 ore filate il 22/1 scorso.Del resto basta guardare il suo fisico per capire.Signora Marta lei ha in corpo odio da vendere.

    • turolla says:

      bisognerebbe chiede a chi ha messo in gioro la voce…per esempio al Corriere….veri amici della Lega!!! Gente che per una foto vende la madre….

    • Miki says:

      Se lei avesse ascoltato l’intervento di Calderoli a radio Padania ieri avrebbe colto anche l’ironia con cui Roberto ha dato la notizia “mi davano per defunto,qualcuno ha telefonato a mia moglie per le condoglianze” ecc..
      Niente per cui indignarsi quindi..

  15. mario says:

    condivido l’analisi, Marchi. Spesso ho avuto l’impressione che se lo stesso impegno, e la stessa cattiveria noi Indipendentisti l’avessimo rivolta anche ‘oltre trincea’, non saremmo nelle situazioni attuali. Bassani è una grande opportunità, il miglior cavallo di cui potremmo disporre. Al galoppo!
    ps. giusto ieri ho postato una riflessione, mi permetto di copiarla qui. Buon lavoro, a Lei e a tutti quelli che preferiscono fare, rischiando di sbagliare, piuttosto che criticare quel che gli altri fanno.

    Può un Indipendentista votare (anche) Maroni alla Presidenza della Lombardia?

    Pota, il livello infimo di ‘sta campagna elettorale un po’mi annoia, quindi provo a lanciare un sasso nello stagno Indipendentista. Sono ben conscio che mi attirerò non poche critiche, da una parte e dall’altra. Ma mi piacerebbe che per una volta ci si potesse confrontare, ognuno con le proprie convinzioni, senza scadere nella pratica, tanto cara a noi Indipendentisti, dell’insulto e del maccartismo. Proviamoci, per una volta, giusto per il gusto della novità..

    Analizziamo la situazione: la Giunta Regionale Lombarda pdl-lega si dimette prima della fine naturale del mandato, sull’onda delle note vicende, di fatto non dando agli Indipendentisti la possibilità di presentare proprie liste. Perché, per farlo, servono soldi, e soprattutto un minimo di collaborazione fra noi quattro gatti, che piuttosto di divenire un piccolo branco con un’unico obiettivo, preferiamo rimanere randagi un po’ spelacchiati, ma molto litigiosi. Avete presente i mici in calore che vocalizzano uno contro l’altro nel periodo degli amori? Ecco, così, mentre l’unica femmina se la spassa con un chihuahua travestito da felino.
    Fortunatamente, un candidato Indipendentista, serio e preparato, c’è lo stesso. Si chiama Marco Bassani, fa il professore alla Statale di Milano ed è candidato indipendente nel collegio di Milano, nell’unica lista che ha pensato di dare spazio alle nostre istanze, Fare per fermare il declino. (della figuraccia del dimissionario Giannino, se permettete, ne parliamo in altro post, stiamo al punto). Per poterlo votare, visto che sono di Brescia, ho stretto un patto d’onore con un amico residente a Milano. Il cosiddetto ‘voto di scambio’, ma nell’accezione più nobile del termine..
    La priorità, per me, è che entri in Consiglio, che dia voce alle nostre istanze, che porti un po’ di sana concorrenza in quell’area che fino ad ora ha avuto solo una rappresentanza, e che certo non si è distinta per attivismo.
    La presentazione in Consiglio Regionale della Risoluzione 44, di cui è firmatario, già presentata in Veneto, e che impegna il Governatore a convocare un referendum consultivo sull’Autodeterminazione, sarà il suo primo atto, e quel giorno voglio esserci. Sarà il primo, vero passo verso l’Indipendenza della Lombardia.
    Detto del voto di preferenza, resta da votare il Governatore, sostanzialmente scegliendo fra Ambrosoli e Maroni. Ambrosoli sostiene che la Lombardia riceva da roma già il 78% di quanto paghi di tasse. Quindi, è presumibile che richieda a roma di riprendersi un altro 3% di tassazione, perché non è giusto che ci si faccia mantenere dalle altre Regioni (sic).
    Maroni propone di mantenere in Lombardia il 75% delle tasse, e di formare una macroregione per avere più forza contrattuale con la (momentanea) capitale.
    Per poter mantenere qui il 75% delle tasse, serve una maggioranza dei 2/3 in Parlamento. Vedo già Gasparri, La Russa e Lombardo (Raffaele) vestiti di verde sventolare il sole delle alpi dalle barricate al grido: “Più piccioli alla Lombardia!”
    Ah, dimenticavo, c’è un contratto firmato, quindi ‘stiamo in una bote de fero’..
    Tornando seri, non credo si riuscirà a trattenere un bel niente, non credo che la macroregione farà la voce grossa, e se devo dirla tutta, se i rappresentanti della lega saranno come il capogruppo uscente, che ha reinterpretato in salsa padana le peggio abitudini capitoline (note spesa, consulenze a parenti, ecc ecc) non crederò neppure a loro, anche se ne conosco di onesti. Aggiungiamo che in campo nazionale (nazionale per ora) la lega si è messa di nuovo a rimorchio delle boutade peroniste di Berlusconi, rinunciando di fatto a proporre la sua, di ricetta, e il quadro è completo.
    Allora perché dovrei votare Maroni? Perché Montanellianamente è meglio tapparsi il naso (ed ogni altro orifizio, N.d.M.) e scegliere il meno peggio?
    No, il mio calcolo è un po’ più pragmatico, forse cinico, e mi spiego.
    Nel 2014 partirà da Barcellona, passando da Glasgow, forse Venezia, un’iniziativa referendaria che scuoterà l’Europa dalle fondamenta. Sono le Piccole Patrie, le comunità che chiedono rispetto, libertà, autodeterminazione. Chiedono di poter nascere, contrapponendosi al grande fronte abortista degli Stati Nazione. Perfino la stampa italiana non potrà più far finta di nulla..
    In questo quadro internazionale, nello stesso periodo probabilmente staremo toccando con mano l’impossibilità di ottenere il minimo risultato dalle trattative con roma, mentre la crisi non si fermerà di certo con le ricette di Bersani, Vendola o Ingroia. (Quelle centraliste di Monti le abbiamo già viste, Dio ce ne scampi).
    La mia speranza è che la lega di fronte al nulla di fatto si riconverta all’Indipendentismo? No, realisticamente, credo che al massimo lo potrà cavalcare, strumentalmente.
    Tutto dipenderà da quanta pressione genereremo dal di fuori del Consiglio, come avvenuto in Veneto con l’azione di Indipendenza Veneta, sapendo di avere all’interno un fiero rappresentante, che procederà a tappe forzate, concentrato su quell’unico risultato.
    Ma per poter arrivare al referendum, serve che il Governatore non si metta di traverso, e serve la maggioranza in Consiglio.
    Obiettivamente, mi vien più facile pungolare dei leghisti, che rimbalzare contro un muro di gomma, rossa e nazionalista. Tra l’altro, il progetto di macroregione non è in contrasto con l’Indipendenza delle singole regioni, è un eventuale passo successivo, una riaggregazione, ma su base volontaria.
    Io voglio rivendicare il Diritto di Voto per i Lombardi, voglio che possano essere liberi di decidere con chi stare e con chi non stare più. Perché sono intimamente convinto che alla prova dei fatti si riveleranno enormemente migliori di quanto non siano coloro che si candidano a rappresentarli. Noi compresi.
    Voto Maroni governatore della Lombardia, quindi. Convintamente? No.
    Lo voto strumentalmente.

    • Veritas says:

      Mario: strumentalmente o no, l’importante sarebbe evitare Ambrosoli e Co. perchè per decenni rimarremmo schiavi di roma.

    • Miki says:

      ” Vedo già Gasparri, La Russa e Lombardo (Raffaele) vestiti di verde sventolare il sole delle alpi dalle barricate al grido: “Più piccioli alla Lombardia!” ”

      Appunto quindi implicitamente se con Ambrosoli tutto questo fermento non si crea vuol dire che non solo lui non cambierà un bel nulla ma nemmeno ci prova. Anzi guai a disturbare il manovratore delle due Sicilie. Che poi Maroni per un secessionista sia un dito in un occhio non stento a crederlo ma è un ragionare di pancia

  16. sanvoini says:

    Bellerio è la nostra Berlino, gli eroi che combatton son qua: Contro il mndialismo e contro il comunismo il nostro ridotto è l’ultima speeranza. Grazie all’aiuto dei Fratelli d’Italia siamo sulle barricate e combattiamo la battaglia finale contro il drago rosso! Vincere o morire per noi poco importa, come a Berlino noi siamo l’armata che non si arrende!

  17. Rinaldo C. says:

    Io sono Emiliano, vivo a Carpi, sono fiero di essere Emiliano Padano (Eridano), amo la mia gene, il territorio e lotto per renderla indipendente dall’italia.
    Io credo nello stato Emilia ma credo anche all’unione dei vari stati del nord padani, stati produttivi, pagatori di tasse, anche evasori, ma l’italiano è evasore da una vita e nessuno può contraddirmi l’italia è evasore i governanti che ci hanno per anni permesso di evadere, di fare i nostri comodi, perchè ci hanno inculcato che eravamo un popolo libero ( di fare quello che volevamo) e ora piamgiamo tutti politici e popolo per il debito ma chi lo ha creato questo debito che le generazioni future avranno sul gruppone per sempre; chi i demoscristiani, i socialiste, i compagni comunisti, socialdemocratici, liberali, missini, fino al 1990, poi sono nati altri partiti, qualcuno ha cambiato nome ma erono sempre gli stessi professionisti della politica, che non hanno mai lavorato, non hanno mai prodotto ma hanno approffittato di quelli che poducevano ricchezza. Domani che vinca maroni o riesca a conquistare un consigliere Il proff. Bassani, persona seria e indipendente in Lombardia mi fa veramente piacere in modo particolare per il proff.
    Ma noi dell’Emilia e delle atre regioni che partecipiamo al voto domando per chi dobbiamo votare, io sono per il (D.P.R 30 marzo 1957, n.361, Art.104) l’unico voto valido mentre l’astenzione non sevrve a niente e le schede nulle o binche vanno ai partiti politici che avranno più voticui vi chiedo come anche detto Vantini ha scritto fatelo girare!!!!. Io vi mando il volantino, grazie

    Rinaldo Cometti

  18. tinelli says:

    Maroni rischia di perdere perchè è circondato da scemi o leccaculo acritici. Come accadde a Bossi. La storia si irpete. Faccio un paio di esempi: ieri Bobo ha affermato che con Grillo ci sono solo comunisti e centri sociali: Riptendo la cazzata di Berlusconi. E invece Grillo è fascista nel profondo. Tanto è vero che sul palco aveva Dario Fo che quei cretini di sinistra considerano una loro incona ma che da ragazzo militò nella Rsi….Numero due: si è visto qualche fesso di dirigente leghista in giro per mercati ad ascoltare e ‘fomentare’ positivamente la rabbia della gente contro Pisapia? Andassero sui tram questi dementi del twitter e del facebook, alzassero il culo per vedere come si viaggia nella Milano che aspira a fare l’Expo. Andasseroi nei mercati a sentire gli ambulanti e i negozianti alle prese con l’area C…e no: Queste battaglie le fa, in parte solo De Corato. Eppure quale esempio migliore che dire ai milanesi ”Volete voi che si allarghi il meraviglioso buon governo di Pisapia????”: Bastava questo. E invece vediamo dei bei salottini e dei bei culetti pesanti che fanno i professori….

    • pinasi says:

      Vero il problema e’ che si è pure alleato con dementi che fanno filmati omofobi, con astuti utilizzatori del tricolore e della fratellanza italica, con gente che ha sparso tracce di antisemitismo, con razzisti o deficentelli che cantano canzoncine contro i terroni finite su tutti i media, con ultras di squadre di calcio che sono neonazi….insomma, lui ha scelto mica noi!

      • Aquele Abraço says:

        Attenzione, se sei lombardo indipendentista e anteponi l’ideologia alla tua libertà e a quella dei tuoi corregionali, stai sbagliando, perché ci sarà tutto il tempo poi per dirimere le questioni ideologiche, magari fondando il partito di sinistra della Lombardia redenta.
        Se, invece, sei un romano-terrone infiltrato oppure un seguace della vergogna lombarda che è Monti, beh, allora, inutile sprecare altre parole e tempo con te.

    • elio says:

      Attenzione, furbone, sei un troll comunista e si capisce. Questa è una trappola…ma noi mica siamo fessi come voi!

      • tinelli says:

        Ecco la plastica dimostrazione di quanto dicevo: Maroni è sostenuto da dementi totali. Accecati dall’anticomunismo che li accomuna ai più grandi dementi in circolazione….

        • wow says:

          Conosco fiori di sindaci leghisti (e li conosci anche tu a meno che tu viva a Roma o più a sud) che amministrano degnamente e senza tanti proclami
          Non mi sembra il caso di offendere gente che non si conosce nemmeno.

        • Miki says:

          La tua analisi profonda invece è “Grillo è fascista,Fo è fascista” quindi il solito demente comunista che parla,di quelli ds=ss ecc. o sbaglio?

    • wow says:

      Queste sono provocazioni da Politburo! Attenzione il comunismo nelle ultime ore spara i suoi colpi più ferali. Alta la guardia! Con Bellerio ora e sempre.

  19. migotto sandro marco says:

    Convengo con l’ultima frase, “saro’ il primo a suggerire che l’esperienza dell’Indipendenza venga ripensata”.
    Non condivido affatto il resto dell’articolo; non conosco il Dott. Bassani e sicuramente e’ quello che voi dite, preparato, indipendentista, etc. Non e’ solo un problema di uomini ma di scelte editoriali, ovvero politiche.

    Sarei andato a votare “Forza evasori” se fosse stato ammesso perche’ e’ un pugno in faccia al sistema, nonostante abbia litigato con Facco.
    Invece faro’ quello che faccio da quindici anni, ovvero non votero’.

    Non e’ mai stata presa in considerazione, a parte qualche sporadico articolo la linea del rifiuto all’esercizio del diritto di voto. Questo semplicemente nasce dalla convinzione che nessuna parte di questo Stato e’ riformabile da dentro. Non e’ mai avvenuto e non succedera’. Lo standard morale dei politici italiani – nazionale e regionali – e’ troppo al di sotto di qualsiasi soglia di tolleranza.

    La possibilita’ poi di effettuare referendum per l’autodeterminazione “autorizzati” e’ ancora piu’ bassa.

    credere poi che Maroni con il guinzaglio del PDL possa, vincendo ed avendo tre Governatori creare la fantomatica euroregione del Nord e’ solo propaganda da quattro soldi.

    Chi vinca in Lombardia e’ un dato poco interessante e poco cambia che vinca l’uno o l’altro schieramento. Molto piu’ interessante sarebbe a mio avviso, che i responsabili di questo giornale provassero a pensare la possibilita’ di lanciare il tema del Referendum unilaterale in ogni dove; allora si il sistema Italia prenderebbe paura; non avrannop mai timore di indipendentisti seduti in Parlamento od in Consiglio regionale, perche’ la storia (sopratutto quella recente) insegna. Allora si aldila’ degli slogan, della propaganda dei miserabili calcoli di rappresentanza, probabilmente aiuterebbe i popoli del Nord a creare quel vasto movimento indipendentista.

  20. Luca says:

    Sarebbe bello avere un partito indipendentista da votare, ma purtroppo al momento ciò non è ancora possibile, quindi optare per un indipendentista candidato (scusate il gioco di parole) come indipendente mi sembra una scelta più che dignitosa. Anche se sinceramente non ho ancora capito se la preferenza per Bassani si possa esprimere solo in provincia di Milano o in tutta la Lombardia (ho disertato le urne talmente a lungo che non so più neanche come funzionino i meccanismi elettorali). Qualcuno può chiarirmi le idee?

    • gianluca says:

      Solo in provincia di Milano essendo candidato per questo collegio. Chi sta nelle altre province e condivide questa battaglia dovrebbe votare Fid per contribuire ad alzare il quorum. Questo è lo stato dell’arte

      • Luca says:

        Grazie. Quindi l’obiettivo è più difficile di quanto pensassi. Bhe, vorrà dire che voterò Fid per aiutare a raggiungere il 3%. Meglio di niente.

  21. giannarcixo says:

    Secondo me dovreste smettere di essere coglioni spiegando qual’è il percorso legale e democratico che potrebbe portare all’indipendenza della Lombardia.
    Se pensate di poter fare lo stesso percorso del Veneto il rincoglionimento si aggrava perchè manca il principio, il fondamento, manca il popolo lombardo.
    Conviene quindi appoggiare a testa bassa l’Indipendenza Veneta, una volta che il Veneto sarà indipendente il sistema italia crollerà e in quell’ambito potrete riprogettarvi.
    Capisco però che ciò non è compreso considerato che l’unico partito che ha messo in atto un’azione travolgente in questo senso (INDIPENDENZA VENETA) non viene sostenuto da questo giornale.

    • Fabrizio says:

      Questo giornale non ha mai smesso di sostenere i movimenti politici indipendentisti quindi, affermare che Indipendenza Veneta non è mai stata sostenuta da questa redazione, è spudoratamente un falso. Personalmente, sono in pieno disaccordo sul percorso e procedimento politico scelto da Indipendenza Veneta, in quanto utilizzati più come vetrina piuttosto che di sostanza, e dato che le risoluzioni non possono considerarsi manifestazioni di volontà espresse, esse diventano invece solo un impegno per la giunta regionale la quale, dopo averne esperito le richieste, di fatto assolve l’impegno del documento e chiude la pratica della suddetta risoluzione. Nonostante questo e per quanto mi riguarda, chiunque sostenga una causa indipendentista è giusto che sia sostenuto.

  22. lloris says:

    I ricordi degli “anziani” sono simpatici ma non sono in tema. Le elezioni sono domani mattina. Giannino ha fatto la sua pirlata, come pensava di scamparla coi dossier di Sallusti?Maroni è il portabandiera dell’autonomismo? Questa la domanda. Di lui e della Lombardia a Berlusconi non gliene può fregar di meno. Ma che messaggio è : “se la Lega rompe le scatole gli togliamo le poltrone!” ? Al sud Crosetto e i suoi dicono nei comizi : “anche se vince Maroni tanto comandiamo noi!”. Da lombardo vorrei almeno qualcuno “pulito” , che dice cose diverse anche perché gli indecisi , quelli che hanno votato turandosi il naso, se li porta Grillo..La Lega dopo gli scandali e sconfitta nel voto si SBRICIOLA I militanti tornano a casa e poi ci vogliono anni per ritornare

  23. AUVERNO says:

    Bravo Direttore, una presa di posizione chiara e senza tentennamenti.
    Io vado più in là. Bassani rappresenta per tutti gli autonomisti/indipendentisti l’unica possibilità di speranza. I movimenti nati sul territorio lombardo hanno il merito di aver tenuto accesa la fiammella dell’indipendentismo nonostante la Lega, ma nessuno di essi è in grado di aggregare attorno a sé un consenso decente. Il perché è presto detto. Sappiamo dove vogliamo arrivare, ma manca una tattica e la capacità di sostenere con una seria base teorica l’obiettivo, il tutto condito con un antileghismo sacrosanto per qualunque indipendentista serio, ma che porta inevitabilmente la discussione politica al livello di bega tra portinaie.
    Bassani è la speranza: capace, preparato, concreto, convincente e allergico a facili cadreghe, è l’uomo attorno al quale potrebbe addensarsi la galassia di autonomisti/indipendentisti lombardi. Non un intellettuale prestato ad un movimento politico, che in ogni momento può essere accantonato come successe a Miglio, ma un intellettuale che aggrega attorno a sé un movimento politico e d’opinione.
    Non raccontiamo fregnacce, fatti salvi i problemi economici, sono convinto che questo giornale abbia la possibilità di fare veramente ciò per cui è nato DOPO queste elezioni, perché, che sia eletto o no, Bassani può rappresentare l’elemento aggregante dell’universo autonomista/indipendentista, l’unico in grado di fornire una solida base teorica e una immagine credibile alle nostre istanze. E L’Indipendenza rappresenterebbe lo strumento più clamorosamente efficace per sostenere e diffondere il progetto.

  24. Jesse James says:

    mi scusi, dottor Marchi, ma, con tutto il rispetto per il prof. Bassani, se al governo della Lombardia ci sarà ambrosoli e il suo caravanserraglio di partiti centralisti, comunisti, immigrazionisti, zingarofili, centrisocialistoidi e canea urlante, che ci sia o non ci sia lui in Consiglio regionale non cambierà nulla: TUTTO FINITO!
    Dite di votare per Maroni presidente, se siete persone serie (e lo siete) e per Bassani come consigliere. Questa é l’unica cosa da fare. Cordiali saluti.

    • gianluca says:

      Oneto l’ha detto chiaramente e si è scatenato il finimondo. Io dico: ciascuno faccia una riflessione e arrivi alla sua conclusione. Di certo le istanze indipendentiste non trarranno giovamento dalla vittoria di questa sinistra. Perché invece possano crescere, devono invece essere capaci di fare breccia anche a sinistra come è successo in Catalogna. Ma questa è un’altra storia…
      glm

  25. Albert Nextein says:

    Non sono lombardo.
    Bassani mi piace, appare un tipo energico e molto ben preparato.
    Oneto è pragmatico.
    L’Unione ha un taglio più ideologico,purista direi.
    Ognuno degli elettori potrà decidere secondo il proprio punto di vista.

    Fossi elettore lombardo io non voterei più la lega e i suoi accoliti.
    Voterei per l’Unione che si collega a Fare.
    A bocce ferme si potranno attuare quegli accordi utili con la lega e il pdl per il governo della regione e la preparazione degli atti propedeutici all’indipendenza della lombardia.

  26. Un articolo che sottoscrivo dalla prima all’ultima riga. E sottolineo l’ultima. È una cosa che ritenevo giusto tenere per me, fino a dopo le elezioni, ma dato che il direttore Marchi l’ha messa sul tavolo della discussione, ne approfitto per dire la mia.

    Io sono ottimista in merito alla possibilità di eleggere Marco Bassani, il candidato indipendentista che ho scelto di sostenere convintamente ed attivamente. Nonostante il pesante scivolone umano di Oscar Giannino, le possibilità restano intatte. Nel costruire questa candidatura, questa straordinaria opportunità, abbiamo sempre ragionato in termini di 3,01% dei votanti, non di più. Considerando che, prima della tempesta, Fare-FiD veniva dato vicino alla soglia di sbarramento dell’8% su base lombarda, utile per far scattare un senatore, direi che abbiamo margini per restar comunque sopra il 3%. In fondo, ad oggi, gli unici ad essersi dimessi sono il Papa e Oscar Giannino. È una medaglia, questa, non certo un’onta.

    Detto questo, se la sorte risultasse avversa e Marco non dovesse farcela, a mio parere sull’intero movimento indipendentista lombardo si abbatterebbe un piccolo cataclisma. Piccolo ma sufficiente per distruggerne le fondamenta. Verrebbe infatti certificata l’incapacità organizzativa e numerica per pesare nel contesto elettorale più importante, quello delle Regionali. Nè si potrebbe dire: sarà per la prossima volta. Non perchè una prossima volta non ci sarebbe, ma perchè molte delle disponibilità di tempo, di energie, anche di denaro, verrebbero meno.

    A cominciare da quelle del sottoscritto.

    Per un indipendentista che abbia un minimo di visione politica e strategica, votare Bassani non costa nulla. Bassani è una figura terza rispetto a quelle di tutti coloro che hanno fatto politica in partiti e gruppi schierati, quindi è “vergine”, non può essere accusato di portare avanti gli interessi di una fazione rispetto a quelli di un’altra.
    Bassani è l’ultimo allievo e collaboratore di Miglio, insieme ad Alessandro Vitale, e quindi è una figura di grande levatura scientifica che legittima ogni rivendicazione separatista: una risorsa per tutti, in altre parole.
    Bassani non si candida all’interno di una formazione indipendentista o autonomista, cosa che avrebbe fatto storcere il naso agli uni o agli altri, a questo o a quello: egli è candidato come indipendente in un piccolo partito che nel proprio simbolo non ha alcun riferimento all’Italia e al tricolore e il cui slogan è perfettamente declinabile in chiave territoriale. Esattamente come ha fatto fin da subito Marco Bassani, dimostrando in questo modo che le idee indipendentiste possono fare molta strada e possono essere portate in mezzo agli altri, contagiando i programmi altrui. Perchè di fatto, se Bassani verrà eletto, il gruppo consiliare Fare-FiD in Regione Lombardia vedrà la presenza al proprio interno di una componente dichiaratamente indipendentista, una situazione simile a quella di certi partiti catalani o fiamminghi.

    Ripeto: se questo progetto fallisse, significherebbe certificare il fallimento di un’intera area politica. Non siamo più all’inizio dei Novanta, con una pressione fiscale che era il 60% di quella attuale, una forza politica come la Lega con una militanza giovanissima e una forza d’urto che nemmeno Grillo si sogna. Sono passati vent’anni e più, la popolazione è più stanca, più rassegnata, più distaccata, più vecchia, più impoverita. L’occasione per mettere una chiave nella serratura che apre la porta della libertà e provare a cominciare a girarla è adesso. Se la perdiamo, saranno solo graffi sulla porta, come un gatto prigioniero in una stanza.

    Ad ogni indipendentista, guardando alla propria coscienza, la scelta. Io la mia l’ho già fatta, e si chiama Bassani. Comunque vada, il 26 non dovrò pentirmi.

    Un cordiale saluto e grazie, caro Gianluca, per aver costruito questo spazio preziosissimo di libertà, dibattito e, soprattutto, indipendenza.
    Alex Storti

  27. Alberto Pento says:

    Caro Marki
    la me enpresion lè ke sto xornal el sipia nasto purpio par tirarghe a ste elesion, prasiò come ca te dixi memo ti el podaria anca saràr.
    Mi no gò mai dasto on contribù economego purpio par coesto e anca parké a so stà maltratà (çensurà) a ‘olte co tocavo li to amighi come Oneto.
    Mi a gò n’età e tra poco ndarò a far parte de la tera e no me faso pì iluxion co le robe false e fate de gnente o de ciacole.
    Le robe bone le sostegno, le pratego, … anca la dexobediensa çevile, poledega e fiscal:
    a so tenpo me so refiutà de far el servisio militar par lo stado talian e go fato mexi de galera a Peskiera del Garda (li ani de le prime obiesion d ecosiensa), so stasto socio LIFE e ghemo fato le nostre bataje a riscio de galera e de ospedal, so stasto anca endagà par verghe da na man a li Serenismi co li jera en galera … mi no mando vanti li altri e se ghè da piantarghela dura al Stado Talian mi so pronto e ti ?

    • gianluca says:

      Mi spiace ma non riesco a leggerla, ammetto la mia ignoranza…
      glm

      • silvano polo says:

        [traduzione: perchè la risposta è di interesse…]

        Caro Marchi,
        la mia impressione è che questo giornale sia nato proprio per approfittare di queste elezioni, perciò come dici anche tu potrebbe pure chiudere.
        Io non ho mai dato un contributo economico [al giornale] proprio per questo ed anche perchè sono stato maltrattato (censurato) quelle volte che attaccavo i tuoi amici come Oneto.
        Io ho un’età che fra poco andrò a far parte delle terra [morirò] e non mi faccio più illusioni con cose [idee]false fatte di niente [vuote] o di chiacchiere.
        Le cose buone le sostengo, le pratico, …. anche la disobbedienza civile, politica e fiscale:
        a suo tempo mi sono rifiutato di fare il servizio militare per lo stato italiano e ho fatto mesi di carcere a Peschiera del Garda (negli anni delle prime obiezioni di coscienza), sono stato socio LIFE e abbiamo fatto le nostre battaglie a rischio di essere incarcerati o malmenati, sono stato anche indagato per avere dato una mano ai Serenissimi quando erano stati incarcerati …. io non mando avanti gli altri e se c’è da assumere atteggiamenti duri contro lo Stato Italiano sono pronto e tu ….?

        • gianluca says:

          Errore clamoroso, questo giornale è nato per una sfida che un gruppo di amici ha deciso di intraprendere più di un anno fa, avendo una sola certezza: siamo in grado di durare sei mesi, poi si vedrà. Quindi, le elezioni del 2013 manco stavano nel nostro cervello, meno ancora le regionali della Lombardia che allora nessuno poteva prevedere sarebbero state anticipate.
          Secondo: le critiche a Oneto. Sì, mi sono stufato di sopportarle, perché sono rivolte alla persona e quasi mai alle cose che dice: quindi fine del tiro al piccione per ragioni che non mi interessano.
          Io faccio il giornalista e non il politico e nemmeno il capopopolo: per vostra conoscenza, tuttavia, sappiate che come direttore della Padania, quando la Lega era sola contro tutti e quel giornale lo leggevate pure voi, sono uscito da via Bellerio (1999) con oltre 90 procedimenti giudiziari a mio carico, i mobili di casa sequestrati, il quinto di stipendio sequestrato, la casa salvata solo per miracolo e qualche pm che nei mei confronti cominciava a chiedere condanne al carcere. Mi pare di aver dato il mio piccolo contributo…
          gl marchi

Leave a Comment