NO TAV, I CITTADINI ALPINI DAL CONSOLE A GINEVRA

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Grazie alla Federazione dei Movimenti dei Cittadini dell’Arco alpino (FMCA), al suo Presidente Claude Jeanneret, deputato a Berna come l’Avv. Poggia del Movimento dei Cittadini di Ginevra (MCG), al Consigliere comunale di Verner (Ginevra) del Movimento Cittadini di Romandìa (MCR), del Movimento Cittadini del Canton Vaud (MCVD) e soprattutto su iniziativa del Movimento dei Cittadini di Savoia (MCSE) , è stata organizzata una manifestazione sabato pomeriggio,3 marzo 2012, davanti all’ONU a Ginevra a sostegno dei cittadini piemontesi contrari al TAV, in particolare, delle Valli di Susa e Sangone, a cui i rappresentanti del Movimento dei Cittadini del Piemonte (MCP) hanno voluto rispondere con presenza e riconoscenza .

Con pronta determinazione, i cittadini alpini NO TAV, che si oppongono pacificamente da 22 anni alla costruzione di una seconda linea ferroviaria nelle vallate tra Torino e Lione (mentre il TGV collega normalmente, da 30 anni, queste due città) e che si rifiutano di lasciar deturpare il loro ambiente, la loro salute, il loro patrimonio per un progetto iper-costoso e totalmente inutile, hanno così trovato una rilevante sponda e un’eco mediatica nella sede più prestigiosa e attenta al rispetto dei diritti umani. Una significativa delegazione di cittadini delle diverse Regioni coinvolte, intervistati dai principali mezzi di comunicazione europei, ha presenziato sulla “Spianata della Grande Sedia” per rendere noto al mondo intero e ai passanti di ogni nazionalità, anche in concomitanza della rassegna cinematografica sui diritti dell’uomo, il comportamento dello stato italiano.

E’ stato chiesto al Console italiano e francese di ricevere una delegazione all’interno della sede ONU, per un confronto sull’inutilità di questa infrastruttura, ma si sono resi indisponibili, quasi sicuramente, su indicazione dei rispettivi Stati. E’ stata richiesta, ai rappresentanti dei Governi dei Paesi Membri delle Nazioni Unite la disponibilità a recarsi rapidamente in Valle di Susa per verificare il comportamento “irrispettoso” del governo “tecnico” italiano e la forte militarizzazione del territorio messa in atto dalla scorsa estate. In un colorato scenario di bandiere delle diverse nazioni e No TAV, è stato denunciato, come documentato dai video rintracciabili su vari siti internet, l’atteggiamento provocatorio e violento da parte della polizia, dei carabinieri e l’utilizzo di uomini e mezzi dell’esercito nei confronti dei manifestanti, i quali sono stati feriti dalle manganellate e gasati dai pericolosi lacrimogeni “C5”, denunciando al contempo il mancato rispetto per i “diritti dei popoli all’autodeterminazione” e della loro volontà nell’opporsi allo sperpero del denaro pubblico e della distruzione irreversibile dell’ambiente alpino.

*Dario Catti, Silvia Garbelli.

 

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