No Euro, iniziata anche a Varese raccolta firme per referendum

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Movimento Libero, membro del comitato referendario “No Euro” insieme a decine di altri movimenti presenti su tutto il territorio nazionale,  ha iniziato la raccolta firme a Varese a sostegno dei referendum per l’abrogazione dell’euro. I quesiti referendari sono stati depositati alla Corte di Cassazione dal Movimento Base Italia  il 3 settembre 2013 e pubblicato in G.U. n. 207 il 4 settembre 2013.

«Volete Voi che sia abrogato interamente il dlgs. n 213 del 24 giugno 1998 dal titolo: “Disposizioni per l’introduzione dell’Euro nell’Ordinamento Nazionale a norma dell’art 1 comma 1 della legge 17 dicembre 1997 n. 433”, pubblicato nella G.U. n. 157 del 8 luglio 1998 – Supplemento Ordinario n. 116?»

«Volete Voi che sia abrogata interamente la Legge 17 dicembre 1997 n. 433, pubblicata nella G.U. n. 295 del 19 dicembre 1997, dal titolo: “Delega al Governo per l’introduzione dell’Euro”? »

Sono questi i due quesiti con i quali il comitato referendario intende abrogare le due leggi ordinarie con le quali è stata introdotta la moneta unica europea (euro).

“Gli Italiani- afferma Alessio Nicoletti, leader di Movimento Libero e Consigliere Comunale di Varese- potranno finalmente esprimersi direttamente sull’euro. Prima , però, dobbiamo raccogliere le 500.000 firme valide per ottenere il via libera. Abbiamo tempo fino al 20 di Aprile. La modulistica è già stata depositata in quasi tutti i Comuni d’Italia. Per quanto riguarda il Comune di Varese,  ci si può già rivolgere direttamente all’Ufficio anagrafe, via Sacco n. 5, da lunedì a venerdì, 8.15/13.10, sabato 8.15/12.15 o all’ Ufficio elettorale, via Copelli n. 5, dal lunedì al giovedì, 8.30/12.15 e 14.15/16.30 e venerdì 8.30/12.15. Invitiamo tutti a sostenere questa importantissima iniziativa”.

Movimento Libero

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6 Comments

  1. Roberto Porcù says:

    Secondo me sono i vecchi marpioni che stanno scoprendo di non riusciure più a fare i loro maneggiamenti e vorrebbero tornare alla lira per far tutti contenti, salvo svalutare continuamente e far che “i contenti” si ritrovino gabbati.
    Meglio rigore, amministrazione seria e vadano a rubare altrove.
    N.B. Non c’è una casetta specifica, i vecchi marpioni abitano ormai ovunque, tant’è che la storia di uscire dall’euro la sbandierano bipartisan.

  2. Marco Zorzi says:

    Senza una informazione libera il referendum è un boomerang. Prima bisogna pensare a garantire il pluralismo, e poi si può iniziare con i referendum.

  3. Marco Mercanzin says:

    Ottima iniziativa, ma ….

    Articolo 75

    Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio [cfr. art. 81], di amnistia e di indulto [cfr. art. 79], di autorizzazione a ratificare trattati internazionali [cfr. art. 80].

  4. Dan says:

    E dopo che saranno state prese le firme, dopo che sarà stato fatto il referendum, dopo ancora quando la volontà popolare avrà sentenziato di andare per la propria strada, lor signori diranno picche e le pecore torneranno nell’ovile.

    Quello che ci vorrà quel dato giorno sarà l’avere pronta una valuta di riserva, a costo di crearla, e cominciare ad usarla rifiutando l’euro stesso.

    • Mister libertarian says:

      Come valuta di riserva bisognerebbe puntare su una moneta aurea e sul bitcoin, non su un’altra moneta fiat inflazionabile a piacimento dai politici e dai banchieri.

      • Dan says:

        Già peccato che l’oro che lo stiamo svendendo al compro oro ed il bitcoin è un concetto molto complesso da spiegare alla gente comune.

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