“No euro day”, la banalità delle soluzioni sinistre

di GIAN LUIGI LOMBARDI CERRI

Mi sono sorbito in streaming, il “No euro day” organizzato da Salvini, nel tentativo di accaparrarsi i voti alle elezioni interne della Lega. Per raggiungere il risultato il buon Matteo (dopo l’ingresso in lizza di Bossi) sarebbe disposto a recitare tre rosari all’ora alternati all’inno “bandiera rossa la trionferà”. La riunione è stata tenuta invitando tre cosiddetti economisti alla moda (o almeno che tentano di esserlo) : Claudio Borghi Aquilini, Alberto Bagnai e Antonio Maria Rinaldi. Due centro-meridionali , uno milanese. Due sinistri, uno non si sa.

I sapienti, dopo aver ribadito il concetto che gli italiani, per risolvere i problemi nazionali devono stare uniti e compatti, pur con le inevitabili diversità di pensiero (fino alla prossima tappa) ci hanno illustrato in maniera semplice e molto chiacchierata come non solo è prioritario uscire dall’euro, ma che la cosa è semplicissima, addirittura banale e che , salvo qualche leggero prurito (effetto collaterale) non produce che benefici.

Faccio una preliminare considerazione. Il sottoscritto, con molto anticipo rispetto all’entrata della zona euro si è sempre battuto contro l’ingresso nell’euro, dichiarando che l’operazione oltre che un’emerita cavolata era anche un furto,  beccandosi più volte il titolo di euro scemo. Mentre venivo così titolato i feroci attuali sostenitori dell’uscita si spellavano le mani per l’entusiasmo di aver visto aprire la strada di un roseo avvenire. Ed ora veniamo ai fatti.

L’ingresso dell’Italia, nell’area euro è stata sostenuta con tutti i mezzi possibili dall’intera sinistra e portata a conclusione da due benemeriti dell’umanità: Ciampi e Prodi. Con il cambio di1 a 2000 circa l’Italia si è subito beccata un taglio del 50% dei guadagni e i sinistri, dopo un periodo di alcuni mesi hanno sostenuto che gli “inconvenienti” erano semplicemente dovuti alla nostra provvisoria (si spera ) mancanza di comprensione hanno dirottato le colpe sul solito Berlusconi, autore tra l’altro della fame nel mondo. Che cosa è successo di tanto grave al di fuori del lievissimo taglio dei guadagni? Semplice: le speranze su cui speravano i fautori del passaggio era che gli stupidi europei ci pagassero almeno una parte del deficit evitandoci così a noi di dover tagliare drasticamente le SPESE SUPERFLUE e di riorganizzare la struttura organizzativa di questo Stato di m… arzapane.

Adesso che l’Europa sta lentamente costringendo l’Italia al redde rationem ecco la geniata: usciamo dall’euro. E la spiegazione dei tre candidati al Nobel occupa non più di tre minuti: usare la stessa Legge che ci ha permesso di entrare, cambiando la moneta nel rapporto 1 a 1. Semplice, addirittura banale, direi. E a ulteriore nostra consolazione ci hanno detto che noi, contrariamente alle apparenze, siamo ricchi e ci hanno mostrato una serie di grafici (voltati ad usum delphini, che scrivo col ph e non con la effe per non fare la figura del “firla”) a sostegno delle loro tesi. Il grafico più esilarante è quello in cui si evidenziava l’andamento del PIL in funzione del debito pubblico dal quale risulterebbe che l’Italia avrebbe uno dei più bei rapporti esistenti. Mi verrebbe da suggerire un ulteriore miglioramento di tale rapporto. Basterebbe raddoppiare gli stipendi degli impiegati pubblici, per aumentare il PIL in maniera rilevante, con le conseguenze del caso.

Naturalmente hanno accennato al fatto che sarebbero aumentate subito le esportazioni in quanto il cambio con le altre monete verrebbe a portarsi su posizioni a noi favorevoli. Perbacco! Certo che si aumenterebbero le esportazioni, ma chissà cose succederebbe se il cambio lira-dollaro tornasse a circa1 a 2000. Pensate proprio che non aumenterebbe il prezzo del petrolio ( e quindi della benzina, dei trasporti e dell’energia elettrica), dei generi alimentari e altro? L’unica cosa giusta che ho sentito dire : “fermatemi , perché se mi lasciate libero sono capace di parlare per ore”. Non ne dubito. Conclusione: non sono contrario all’uscita dall’euro, tanto volontariamente o involontariamente ne usciremo o salterà l’intera baracca europea, ma PRIORITARIA rimane sempre la drastica riduzione dei costi di gestione dello Stato. Senza questa operazione andremo in ulteriori, irreparabili guai.

Considerazione finale. Il dolce Matteo ha invitato tre esperti, sicuramente di sinistra (almeno così hanno affermato). Orbene la sinistra, nel mondo intero non ha certo brillato per capacità economico finanziarie. Basti ricordare il crac dell’URSS, soprattutto finanziario più che politico e degli altri 39 paesi (tutti saltati per aria) in cui hanno fatto il bello ed il brutto tempo con potere assoluto. Basti ricordare sempre che è stata la sinistra ad infilarci nell’euro ed ora la sinistra ci viene a raccontare una nuova storiella per tirarci fuori dai guai. Proprio ora, dove, per esempio a Genova, sono stati fatti 5 giorni di sciopero dei mezzi pubblici per non tagliare una buona fetta dell’ormai inutile servizio. Ma ragazzi, credete proprio che la gente sia costituita da un branco di imbecilli all’ultimo stadio?!

Da ultimo: Matteo questa scoperta è un sommesso ritorno ai tuoi antichi amori?

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18 Comments

  1. Mi trovo totalmente d’accordo con Lombardi Cerri, salvo per l’idea appena accennata che tra berlusconi e i suoi compagni di lenzuola della sinistra ci fosse qualche differenza sostanziale. Nessuno ha tradito le idee liberali più di berlusconi.

    Grazie a Lombardi Cerri, sempre acuto.

  2. Veritas says:

    Ma.dico, scherziamo? Cambiare col rapporto 1 a 1 non vuol dire dimezzare un’altra volta i propri capitali (o, meglio, risparmi?). Non ci capisco proprio di economia ma mi sembra proprio così. Quindi, una follia.
    Attenzione comunque: se non ci sbrighiamo ad ottenere la nostra indipendenza o almeno la massima autonomia, potremme tra non molto ritrovarci davanti un esercito europeo, Pare che ne parlino…..

    • lombardi-cerri says:

      Il cambio proposto di 1 lira per 1 euro sarebbe solo la fase iniziale, poichè il giorno dopo, il cambio lira / dollaro , flotterebbe liberamente e allora, caro o cara veritas lei andrebbe a comprare la benzina pagandola il 20 0 il 30 % di più.
      Altrettando dicasi per il grano e altre quisquilie.

    • lombardi-cerri says:

      La proposta fatta di uscire dall’euro prevede di cambiare nuova lira/euro nel rapporto 1 a 1.
      Il guaio comincia il giorno dopo quando la lira , flottando liberamente sui mercati assumerebbe valori verosimilmente osillanti tra 1,3 ed 1,5.
      Con tutte le delizie successive al momento dei nostri acquisti all’estero.

  3. Paolo says:

    Qualche veloce osservazione.
    Lo sport del “tiro al Salvini” , questa volta, mi sembra abbia pochi argomenti. Si trattava infatti di un convegno, nel corso del quale Matteo Salvini ha più volte precisato che la linea che intende proporre è: indipendenza da Roma e da Bruxelles. I contributi dei professori intervenuti non volevano né potevano essere “la linea ufficiale” della Lega sull’argomento.
    E poi, scusate, è una colpa avere un generico orientamento di sinistra? Mi pare che quando parliamo di indipendentisti, parliamo soprattutto di movimenti che hanno una matrice di quel tipo… O forse la colpa della Lega è semplicemente quella di esistere?
    Sull’Euro: c’è qualcuno che possa obiettivamente sostenere che ha portato qualche beneficio alla nostra economia o alla nostra gente? A me, onestamente, pare di no.
    E mi pare che gli argomenti portati dai prof. intervenuti fossero abbastanza solidi, ovviamente nei limiti di un’esposizione pubblica con limiti di tempo.
    D’altra parte, lo stesso prof. Lombardi Cerri afferma , nella parte finale del suo articolo, la sua contrarietà all’euro.
    Ma allora cos’è che non va bene? Che sia contrario anche Salvini? O Bagnai?
    Mi spiace, stavolta sto al 100 per cento con Matteo Salvini!

    • L'incensurato says:

      Di sinistra è una cosa. De sinisdra è n’artra. E Salvo pare soffrire dello stesso malattiume del suo principale sponsor Bobolo. Più claro così?

    • lombardi-cerri says:

      Caro sig Paolo, lei gli articoli li legge tutti o solo qualche parola ?
      Ho dichiarato con enfasi di essere stato, ante litteram, contrario all’euro , ma che ora rimanendo in tale area saremmo costretti , finalmente, a tagliare le spese inutili.
      Dopo potremo e dovremo uscire a vele spiegate.
      L’unica grave colpa di Salvini è di parlare di argomenti che non conosce neanche di sfuggita.

  4. Malgher says:

    NO Euro ? NO a questa europa stracciona e nazi-comunista !

    (parte 1)

    KALERGI: chi era costui?
    Richard Nikolaus Kalergi (nato nel 1894 e morto nel 1972) era un politico austriaco precursore e sostenitore della Europa così come sottostiamo oggi.
    Misconosciuto ai più egli è il fondatore del “Movimento Paneuropeo” che attraverso il suo manifesto «Praktischer Idealismus», dichiara che gli abitanti dei futuri “Stati Uniti d’Europa” non saranno i popoli originali del Vecchio continente, bensì una sorta di subumanità resa bestiale dalla mescolanza razziale. Egli afferma senza mezzi termini che è necessario incrociare i popoli europei con razze asiatiche e di colore, per creare un gregge multietnico senza qualità e facilmente dominabile dall’elite al potere.
    «L’uomo del futuro sarà di sangue misto. La razza futura eurasiatica-negroide, estremamente simile agli antichi egiziani, sostituirà la molteplicità dei popoli, con una molteplicità di personalità». (Kalergi, Praktischer Idealismus)

    Egli, insomma, pronostica e si batte per una europa multirazziale e controllabile, nelle masse, da una “elite” a sua volta facente parte di organizzazioni quali: la massoneria (loggia B’nai B’rith), le banche e i governi degli stati europei.
    La sua filosofia riceve una forte spinta in avanti dopo la seconda guerra mondiale e riceve il placet e il sostegno da parte dei maggiori politici del tempo: Konrad Adenauer, Robert Schuman, Alcide de Gasperi e Winston Churchill (coloro che poi vengono considerati i padri della nuova europa).
    Nel gioco entrano i potentati economici e nella prima riunione, quella di Bildeberg, si gettano le basi del “nuovo ordine mondiale”.
    Kalergi proclama, in sostanza, l’abolizione del diritto di autodeterminazione dei popoli e, successivamente, l’eliminazione-superamento delle nazioni, attraverso l’imposizione di trattati e norme legislative che debbono obbligatoriamente essere accettati da chi fa parte di questo nuovo soggetto chiamato “stati uniti d’europa” (Maastricht, Lisbona, MES, parità di bilancio ecc.).
    Attraverso la creazione di commissari, presunti europei e gente NON eletta dal popolo (ne è un esempio quello che viene definito presidente del Consiglio europeo tale Herman Van Rompuy), vengono create le condizioni perché il progetto si attui in modo strutturale ed efficace.
    Tutto ciò, affinchè l’Europa sia governabile da questo gruppo di “illuminati”, si elimina per prima la democrazia, ossia il governo del popolo, poi il popolo medesimo attraverso la mescolanza razziale, e, di conseguenza, la perdita dell’identità, la perdita delle nostre tradizioni.
    (continua)

    • Dove non è riuscito Hitler, sottomissione delle masse, ci possono ora riuscire gli emuli di Nikolaus Kalergi, il sogno di essere TUTTI SCHIAVI finalmente si realizzerà, il brutto è che hanno cominciato l’esperimento dall’italia.

  5. arcadico says:

    Non abbiamo capito un c … oppo!

    Additando come fonte primaria dei nostri problemi l’euro ( … la storia dell’infarto in corso) si ottengono due risultati.

    Iil classico 2 piccioni (riacquisire i voti leghisti che non vogliono più votare lega e allargare la base di consenso con i voti del popolo incazzato nero per la crisi) con una fava ( le colpe inaudite dell’euro appunto)!!

    Facciamo la prova della cartina al tornasole o come amo dire del calzino rovesciato!

    Se l’Italia non avesse avuto quel po-pò di debito pubblico e non fosse un Paese allo sfascio (Giustizia?, Welfare?, Tenore vita in caduta libera?, Politica?, etc…) su quante risorse si sarebbe potuto contare per fare la cosa … veramente necessaria che è … investire sulle aziende e sull’innovazione di prodotto il che avrebbe consentito di agevolare in modo corretto le vendite e assorbire manodopera qualificata?

    No!

    Tra l’altro immediatamente fattibile … tagliando quei 850 mld di spesa pubblica (altro che spending review … de noantri)

    Sia mai!

    Molto meglio una soluzione populista per ‘svalutare’ e utilizzare manodopera comunque a basso costo quella che una immigrazione selvaggia ci procura a man bassa tutti i giorni!!!

    La Lega … ti ‘frega’ (a prescindere)!

  6. Schwefelwolf says:

    Senza sprecare parole – ed energie – per commentare le convulsioni terminali della “Lega”, a caccia degli ultimi creduloni da reclutare per salvarsi la “cadrega”, ritengo che il tema “euro” sia però – in effetti – assolutamente condizionante: tanto piú in combinazione con il secondo tema evidenziato, cioè quello dei costi di gestione dello Stato.Chiunque abbia letto Ricolfi (“Il sacco del Nord”) non può non condividere.
    Temo, tuttavia, che la situazione – proprio in questa combinazione “Euro & Costi dello ‘Stato'” – sia comunque insanabile. In altri termini – per non essendo un economista – penso che l'”Italia” abbia ormai superato il punto di non-ritorno: restando nell’euro – nelle condizioni previste dai trattati – è condannata. Uscendone, avrebbe (forse) qualche speranza in piú, ma solo con una ristrutturazione della spesa pubblica tale da portare ad una guerra civile (eventualità che escluderei).
    Non ho seguito il “No-Euro-Day” ma ho sentito spesso Borghi in varie trasmissioni e devo dire che c’è una sua frase ricorrente che ritengo giusta: Borghi sostiene che l’unica possibilità di uscirne (almeno transitoriamente) restando nell’euro sia, per l’Italia, quella di riuscire a convincere/costringere il “Nord” (Germania, Olanda etc.) a rilevare nei confronti del “Sud” (Italia, Grecia etc.) il ruolo che Lombardia, Veneto & Emilia-Romagna hanno loro malgrado avuto in Italia negli ultimi 50 anni, cioè quello di finanziatore dell’assistenzialismo centro-meridionale. Il nord paga, il sud campa.
    A differenza di Borghi, non sarei cosí sicuro che la Germania riesca a sottrarsi a questo ingrato compito. Le “manette” europee valgono molto piú per i tedeschi che per gli altri – ma questo è un tema che porterebbe molto lontano: contrariamente a quanto si crede/sostiene nel “Club Med” i tedeschi non sono i carcerieri, ma anzi i carcerati della UE.
    Comunque, in breve: non vedo vie d’uscita . Almeno: non “pacifiche”.
    Tagliando la spesa – in misura significativa – bisognerebbe fare infatti i conti con MILIONI di assistiti del sud che non avrebbero piú un sostentamento. Si dovrebbero tagliare rigorosamente decine di MILIARDI di sprechi e malversazioni, e anche questi tagli porterebbero il sistema al collasso. In altri termini: un federalismo vero (stile tedesco, con forte autonomia e responsabilità tributaria) – o una secessione – che soli potrebbero (forse, ancora) salvare il Nord-Italia non sono ipotizzabili senza una guerra civile (vedasi Jugoslavia).
    Tutto il resto è solo una presa per i fondelli. No way out…

  7. luca says:

    E c’è ancora qualcuno che pensa che Borghi sia un liberista…

  8. Tullio says:

    Vi lascio leggere invece questo articolo

    http://scenarieconomici.it/esclusiva-simulazione-di-cosa-accadrebbe-con-euro-con-e-senza-austerity-e-senza-euro-2/

    Anche su http://www.rischiocalcolato.it si è spesso discusso di uscita dell’euro.

    Io non lo ridicolorizzerei questo argomento, anzi…

    • eridanio says:

      non c’è nulla di ridicolo, semmai di tragico.

      Ogni grafico è una fotografia alla palla di cristallo.

      Prevedere il futuro è magia non economia.

      Quel che si può fare ora sta nel presente ed il passato oggi si materializza con tutti gli errori fatti dalle proiezioni allora future. Good luck.

      Tra poco è Natale, scrivete la letterina, magari qualcosa arriva. Speriamo sia sale in zucca.

    • lombardi-cerri says:

      Non mi sogno di ridicolizzare, anzi, la cosa è di una serietà spaventosa.
      Le tabelle da lei citate forniscono il dettaglio delle mie indicazioni.
      Quando i finanzieri o meglio più precisamente certi finanzieri, dicono che è meglio che l’Italia esca, mi viene il sospetto che la speculazione alle nostre spalle sia pronta.

  9. eridanio says:

    Uno streaming pietoso dal punto di vista della consistenza delle idee economiche. Pura fuga dal riconoscimento delle responsabilità.
    Tutti a dirigere un chiosco di cocomeri
    sarebbe + istruttivo ed avrebbero poi cose vere da raccontarci.
    IMHO

  10. Amedeo says:

    La spesa pubblica, è il problema prioritario, ma nessuno ha voglia di impegnarsi. L’euro, ha peggiorato la situazione, ma tornando indietro, in Italia resta sempre il problema dell’eccessivo costo dell’apparato statale che sta distruggendo le imprese del nord per finanziare il baraccone romano. Uscendo dall’euro, resterebbe ugualmente questo problema. L’unico sistema è quello di attuare lo sciopero fiscale e smettere di finanziarli.

  11. Dan says:

    >> Ma ragazzi, credete proprio che la gente sia costituita da un branco di imbecilli all’ultimo stadio?!

    Si ?!
    Per come ha reagito fino adesso il popolo bue, ritenerli imbecilli è ancora poco

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