MARCHE: MOZIONE IN REGIONE SUI MASSACRI IN NIGERIA

di REDAZIONE

Il consigliere regionale Enzo Marangoni di  LIBERTA’ E AUTONOMIA – NOI CENTRO ha presentato una mozione per impegnare la Giunta Regionale a richiedere al Governo nazionale ogni azione urgente affinché cessino i massacri di cristiani in Nigeria e nel mondo e affinché la comunità internazionale prenda provvedimenti contro gli oltraggi alla popolazione e ai monumenti islamici in Mali.

“Ho già  presentato un’analoga mozione a gennaio (la mozione n. 238 del 10 gennaio 2012- n.d.r.) che è stata  approvata dall’Assemblea Legislativa delle Marche nella seduta del 21 febbraio 2012, n. 69. Di fronte al perpetrarsi di nuovi massacri di cristiani in Nigeria non si può rimanere in silenzio. In questa mozione ho voluto associare la richiesta alla comunità internazionale di provvedimenti contro gli oltraggi alla popolazione e ai monumenti islamici in Mali.

Rispetto a questi ultimi la Corte penale internazionale, per bocca del procuratore Fatou Bensouda, si è pronunciata a favore del riconoscimento di crimine di guerra, ma la violenza è la stessa che spinge ai massacri di cristiani e l’odio produce la stessa intolleranza: la lotta contro questa intolleranza deve essere il vero obiettivo dell’impegno internazionale”.

Il consigliere Marangoni si riferisce ai massacri dei cristiani avvenuti l’11 giugno scorso durante la messa domenicale in cinque attentati terroristici messi a segno dalla setta islamica di Boko Haram contro altrettante chiese cattoliche ed evangeliche, provocando quarantacinque vittime accertate e centinaia di feriti.

Il consigliere Marangoni ritiene inoltre sintomatico di una cieca intolleranza ad oltranza anche l’attacco da parte di fanatici salafiti di Al Qaeda contro i mausolei dei santi musulmani a sud di Timbuctù, contro le moschee della città e la porta dell’antica moschea di Sidi Yehya, risalente al XV secolo e considerata un prezioso elemento dell’arte islamica africana, attacco in risposta proprio alla loro inclusione nella lista Unesco del Patrimonio mondiale in pericolo, mentre i dintorni della città di Timbuctù sono stati minati per impedire alla popolazione di fuggire .

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