CRISTIANI SOTTO ATTACCO, ALTRI 20 MORTI IN NIGERIA

di REDAZIONE

L’Unione europea ha condanna “senza riserve” gli atti di terrorismo contro la minoranza cristiana in Nigeria e in Kenya ed ha auspicato che gli autori dei crimini “siano al più presto portati davanti alla giustizia”, perchè gli attentati di ieri hanno provocato oltre 20 morti e decine di feriti.

C’è «preoccupazione» per i cristiani nel mondo alla luce degli attentati di ieri. Lo ha sottolineato senza mezzi termini il segretario di stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone che ha precisato “viviamo in una intolleranza crescente, una intolleranza a volte anche crudele verso i cristiani. Siamo preoccupati anche perchè i cristiani sulle frontiere del mondo, nelle trincee del mondo, come è stato notato nei paesi africani e anche in Medio Oriente, i cristiani sono un fattore di equilibrio, di riconciliazione, di unità, non di conflittualità”. Pertanto, ha argomentato ancora Bertone, “appare strano che ci sia una lotta di intolleranza, una aggressività così forte contro i cristiani che danno un contributo di riconciliazione e di pace, di giustizia e di solidarietà”.

Padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana ha definito gli attacchi terroristici “orribili ed esecrabili, da condannare con la massima decisione”. Il religioso ha anche detto però che “al di là delle differenze religiose, non bisogna cedere alla tentazione di cadere nel circolo senza uscita dell’odio omicida”. Il presidente della Cei, cardinal Angelo Bagnasco ha ribadito: “La persecuzione religiosa non è un fatto nuovo purtroppo. Si sperava che fosse qualcosa ormai ampiamente superato, ma di fatto non lo è in alcune parti del mondo”. Ma i cristiani africani, ha osservato, “reagiscono alle persecuzioni con forza e senza volontà di vendetta. Questo è un grande insegnamento anche per noi occidentali e europei”.

I fatti parlano chiaro: sono almeno 15, alcune fonti han confermato 20, le persone rimaste uccise nell’esplosione e nella conseguente sparatoria avvenute nell’università di Kano, nella sala lettura dove gli studenti cristiani erano riuniti per la messa domenicale. Lo ha reso noto la polizia nigeriana che è impegnata nella ricerca all’interno del campus della seconda città del paese degli assalitori e di eventuali altri ordigni. Secondo la ricostruzione della polizia, le esplosioni sono state provocate da ordigni contenuti in lattine di bevande, una sorta di “firma” del gruppo islamista Boko Haram. Come lo è – ha affermato gli inquirenti nigeriani – il fatto che gli assalitori hanno usato le motociclette, senza contare il fatto che sia stato ancora una volta scelta la comunità cristiana come obiettivo. L’università della seconda città della Nigeria – dove lo scorso gennaio il gruppo islamista “Boko Haram” ha condotto una serie di attacchi simultanei che hanno provocato oltre 180 vittime – aveva adottato misure di sicurezza ritenute avanzate. Nessun gruppo ha ancora rivendicato gli attacchi, ma si ritiene che anche questo attacco sia opera degli estremisti islamici di cui sopra che ha all’attivo molti sanguinosi attacchi alle chiese cristiane.

Gli attivisti di “Boko Haram” – durante la Pasqua – ha causato un’altra ventina di morti in un attentato nella città di Kaduna, nel nord della Nigeria. L’esplosione era avvenuta all’esterno di una Chiesa, nel quartiere di Sadauna Crescent e secondo la polizia è stata causata da un’autobomba. La setta Islamista è la responsabile anche degli attentati dello scorso Natale che causarono almeno 40 morti nel nord del Paese, aveva minacciato di compiere attentati contro la comunità cristiana durante la Settimana Santa.

 

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One Comment

  1. Prete Gianni says:

    E’ proprio vero…….uno ha quello che ha dato….
    chi di spada ferisce di spada perisce…
    qualcuno sta pagando per le guerre ‘sante’ dell’anno 1000.
    Tutto ritorna e, dopo essere andati a rompere i coglioni agli ” infedeli ”, adessi gli infedeli restituiscono quello che a tempo debito si era andato a fare a casa di altri.

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