Niger, 2 miliardi e mezzo di dollari per frenare il secessionismo

di REDAZIONE

Contro la secessione il Niger cerca di attrezzarsi e lo fa riversando una marea di denaro pubblico in quelle zone in cui l’unità nazionale è messa maggiormente a repentaglio.

Il governo del Niger ha deciso di investire 500 milioni di dollari all’anno nel prossimo quinquennio per lo sviluppo del nord del Paese. Si tratta dell’area a maggior concentrazione della minoranza Tuareg, la cui ribellione, nel vicino Mali, ha portato di fatto alla secessione del settentrione dal resto della nazione. Per prevenire pericolose analogie, dunque, il governo nigerino ha deciso che la miglior terapia sia di limare al massimo le cause del malcontento: i 2,5 miliardi di dollari, questo lo stanziamento complessivo, verranno indirizzati soprattutto per sviluppare i servizi sociale di base (sanita’, istruzione, giustizia) e per ammodernare o costruire ex novo le infrastrutture nelle sei regioni del settentrione.

Un occhio di riguardo sara’ riservato al settore sicurezza: il Niger del nord confina con Mali, Libia e Algeria, cioe’ la zona diventata crocevia dei traffici di armi della regione e dove si trovano le principali roccaforti di al Qaeda nel Maghreb islamico (Aqmi). Parte dei fondi, hanno spiegato le autorita’ locali, saranno messe a disposizione da partner istituzionali internazionali. La Repubblica del Niger, tra i principali produttori mondiali di uranio, e’ anche tra le nazioni piu’ povere del pianeta.

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