Niente di nuovo sotto il sole fino alle elezioni europee del 2019

due italie

di TILLER – Con queste elezioni si è chiusa la 2° repubblica. E si chiude  questa mia esperienza di “articolista” sotto pseudonimo.  Cambia tutto. Vediamo di capire come. Salvini ha vinto le elezioni nel centro destra assorbendo molti voti di Berlusconi, e ancora ne assorbirà, archiviando “Roma ladrona”. Non condivisibile ma ha funzionato.  Di Maio, dai  “vaffa” ha aspirato il voto del sud  promettendo la “Roma ladrona”. Entrambi alla faccia della Lega di Bossi che ci aveva costruito la sua fortuna elettorale poi miseramente dissipata.  Uno dei due tra nordisti  e sudisti è fesso e l’altro una volpe. A voi la scelta. La rivoluzione dei quarantenni in verità ci fu anche nel 1994. Uscì Spadolini a favore del più giovane e aitante Scognamiglio. Alla Camera arrivò una giovanissima Irene Pivetti.  Perdemmo di vista i De Mita e tutta una lunga serie di vecchi DC.  Un solo partito riuscì a farsi riciclare. Il  già partito comunista oggi PD .

Oggi, passa indenne da una repubblica all’altra quella Lega che di quella rivoluzione del 94 fu l’anima cavalcando mani pulite. Quella rivoluzione durò 5 mesi. Poi un governo tecnico Lega – Democratici (PD). Nuove elezioni che vinse Prodi.  Questi di oggi credo dureranno sino al 2019 quando si voterà per le europee. Nessuno degli sconfitti può permettersi di ritornare al voto. Nessuno dei 2 vincitori può  far accadere l’irreparabile perché ne pagherebbe le conseguenze. Tutti devono per forza andare avanti.

Elezioni europee assolutamente proporzionali quelle del 26 maggio 2019 che immagino saranno anche di nuovo nazionali per Camera e Senato. Si consolideranno le attuali posizioni rendendole ancora più chiare e definite aumentando il numero dei perdenti. E poi avanti sino alla prossima evoluzione che, chi ci sarà, chiamerà 4a repubblica. Così, sin che dura.  Sino a che non interverrà una vera rivoluzione planetaria. Ma questa è un’altra storia e qui non ci sta. Questa prima tornata elettorale ha fatto vittime che sono nell’ordine: la sinistra, Silvio Berlusconi,  e la secessione nordista. Come è finita in Francia e altrove. E’ finita per fortuna anche una strana stagione che ha avuto a capo del Governo, a torto o a ragione, comunque un pregiudicato. Non si offenda nessuno, ma i fatti sono fatti. Adesso il vecchietto, assieme ai suoi coetanei (politicamente e non)  va messo in una idonea struttura Si agita, punta i piedi, cerca di mettersi in vista, ma sarà inutile. Viene archiviato in buona compagnia. C’è l’Umberto e tutta una lunga serie di eccellenti personaggi che hanno rappresentato la politica negli ultimi 20 anni. Che poi abbiano governato il paese è, altra cosa.

Tuttavia la vittima eccellente di questo voto è il PD e Matteo Renzi. Giovane rampante che per un certo tempo ha animato le speranze di tanti di rappresentare una via nuova senza rivoluzionare il sistema. E’ stato archiviato, da giovane. Io non credo che sia tutta colpa sua. Credo che, avendone merito e capacità, abbia cavalcato un’idea morta. E’ successo in tutta Europa, Francia in primis. Non ha vinto/perso l’età del leader. Ha vinto la volontà popolare di cercare una nuova strada seppur con rilevanti rischi di destinazione ignota. Succederà in Spagna e in altri paesi. Per questo credo che le elezioni europee  saranno un punto di svolta, un perno. Avremo un Parlamento Europeo con i grandi  gruppi di oggi, Popolari, Socialisti e Liberali spazzati via. E i nuovi eletti si aggregheranno in gruppi tutti da immaginare. Berlusconi e Salvini   da sempre in Europa sono in gruppi diversi e su fronti diversi. E i 5S dove si collocheranno. Con Macron? Non sarà possibile ignorare, nella formazione dei gruppi parlamentari, l’arrivo a Bruxelles di ben più di metà dell’assemblea di gente nuove e fuori dai vecchi schemi. E i gruppi a Bruxelles sono il Parlamento. Fuori dai gruppi e senza i gruppi non c’è operatività.

Dopo il trattato di Lisbona il Parlamento ha un potere vero sul Consiglio e quindi sulla Commissione. E non sarà la fine dell’Europa ma un inizio. Perché ormai siamo ad un punto di integrazione che non può essere smontato. Abbiamo tagliato i ponti dietro a noi. E in Italia ? In politica i vuoti non sono mai esistiti. Lo spostamento di Salvini  verso la nazione ha riaperto, seppur latente, lo spazio per la secessione. Per chiamarla con il suo vero nome.  Ma non sono le varie sigle nostalgiche di oggi che troveranno spazio. Dovrà nascere qualcosa di nuovo sulla base della contraddizione citata in apertura. Contraddizione che da una parte ha silenziato la questione settentrionale, dall’altra ha aperto  con forza quella meridionale che della prima è l’essenza. Verrà fuori un Umberto 2 la vendetta che, con i mezzi e gli strumenti  di allora, rilancerà il progetto in una Europa che giorno dopo giorno diventa sempre meno l’Europa degli stati  e sempre di più l’Europa del cambiamento. Questo almeno il mio auspicio di vecchietto che alla causa  Padana  e all’Europa dei popoli, crede di aver dato qualcosa. Anche se forse non se ne è accorto nessuno o quasi. Con un #, oggi si fa la storia. All’epoca ci voleva qualche sudore della fronte in più. Alla fine si impara che, il tempo paga così.

 

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One Comment

  1. luigi bandiera says:

    Se gli italiani fossero come i magiari…
    Ho letto i risultati del voto in Ungheria… Ottimo ed abbondante ne’..?
    Noi tajani siamo sempre stati divisi per cui siamo anche in politica divisi in tanti partitini che contano solo quando serve rompere i cosiddetti. Salvo il balon…
    Forse un giorno capiremo come si vota..!
    Eppoi, o ci si unisce davvero o meglio divorziare tout court…
    Bacio le mani…

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