Nicht Negrellihalle, sondern faschistische Denkmäler abreißen!/ Non distruggere la sala “Negrelli”, bensì i monumenti fascisti!

sala negrelli

Die Ortsgruppe Bozen der Süd-Tiroler Freiheit spricht sich für den Erhalt der Negrellihalle am Bozner Bahnhof aus.

Der Ortssprecher Cristian Kollmann teilt mit: „Statt die faschistischen Denkmäler mit Südtiroler Steuergeldern auf Hochglanz zu bringen, sollte sich die Gemeinde Bozen vielmehr um den Erhalt der ehrwürdigen historischen Bauten aus der altösterreichischen Zeit bemühen!“

Il Gruppo locale bolzanese della Süd-Tiroler Freiheit appoggia il mantenimento della presso la stazione di Bolzano.

Il portavoce Cristian Kollmann comunica:”Invece che lucidare a specchio i monumenti fascisti con il denaro dei contribuenti sudtirolesi, il Comune di Bolzano  doprebbe piuttosto occuparsi per il mantenimento degli apprezzabili edifici storici risalenti all’epoca austriaca antica.

Die 1859 nach den Plänen von Alois von Negrelli errichtete Lagerhalle ist der längste Bau mit offenem Holztragewerk dieser Art im Alpenraum und gut erhaltenes Zeugnis der frühesten Bahngeschichte im südlichen Tirol. Der Landtagsabgeordnete Sven Knoll will auch die Landesregierung in die Pflicht nehmen. In einem Antrag fordert er, dass sie sich für den Erhalt dieses, so wörtlich, „einzigartigen Baudenkmals“ ausspricht.

La sala deposito realizzata secondo i progetti di Alois von Negrelli nel 1859, è la costruzione con travatura di questo genere nel territorio alpino. Essa è in buono stato e rappresenta una testimonianza della storia della ferrovia del passato nel Sudtirolo. Il Consigliere Regionale Sven Knoll vuole coinvolgere anche la giunta provinciale in questo dovere. Egli ha avanzato una richiesta con la sollecitazione che essa si esprima per la conservazione di questo straordinario e autentico “monumento edilizio”.

 

 

 

 

 

 

 

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One Comment

  1. Padano says:

    E’ sicuramente condivisibile la posizione della comunità sudtirolese, volta a rimuovere i monumenti fascisti costruiti nella provincia di Bolzano.

    Spero che l’intento sia dovuto a posizioni sinceramente antifasciste, piuttosto che ad una strumentale, benchè legittima, posizione antitaliana, cioè, ca va sans dire, di ultranazionalismo teutonico.

    Forse tale sincero antifascismo sarebbe più credibile se la detta comunità sudtirolese avesse il coraggio di evidenziare le proprie responsabilità risalenti al periodo 1943-45: l’adesione pressochè totalitaria al Terzo Reich, e, in particolare, l’evidenziazione del fatto che il massacro della Divisione Acqui, avvenuto a Cefalonia nel ’43, in totale spregio della Convenzione di Ginevra, sia stato perpetrato da unità principalmente costituite da militi sudtirolesi.

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