New York, Madrid, Londra, Parigi, Bruxelles. E una bombetta in Italia quando?

bruxelles4di BENEDETTA BAIOCCHI – Parigi. Poi Bruxelles… Ma prima ancora New York, Londra, Madrid… Poi? Un altro attentato strategico dietro l’altro scuote l’Europa. Strategico per distogliere l’attenzione dall’obiettivo principe, che è l’Occidente cristiano e chi lo rappresenta. L’11 settembre americano fu la rivincita dell’islam sulla vittoria di Lepanto e di Vienna. E un avvertimento, nel loro richiamo e ritorno ai valori, ai “neocon” di Bush. L’11 marzo madrileno fu la rivincita sulla cacciata dei musulmani dalla Spagna, rivalsa presa grazie al coordinamento ideologico tra il terrorismo e il relativismo incarnato dalla sinistra europea.
È dimostrata una volta di più la vulnerabilità del sistema di difesa occidentale, come scriveva in tempi non sospetti il gesuita Giuseppe De Rosa – di “Civiltà Cattolica” – sulla rivista Gnosis del Sisde, n.1/2005: «Non si può non rilevare, inoltre, che il terrorismo trae enormi vantaggi anche dalle garanzie che le leggi dei Paesi democratici offrono ai terroristi, permettendo loro di muoversi liberamente nel territorio dello Stato, di uscire e di rientrarvi senza difficoltà, di procurarsi e ricevere finanziamenti per inviarli alle organizzazioni terroristiche, di rifornirsi senza difficoltà di documenti falsi. Negli anni passati, ad esempio, qualche migliaio di aspiranti terroristi, residenti in Italia, è potuto andare ad addestrarsi in Afghanistan, per poi rientrare nel nostro Paese, costituendo anche cellule terroristiche in stretto collegamento con omologhi gruppi in Francia e Germania». Come ci ricordava anche Ida Magli   siamo una grande spianata senza più frontiere, senza barriere, con una sola moneta che annulla le ultime diversità dando segno di debolezza, con una Costituzione europea incompiuta che per vergogna rinnegò le proprie radici e il senso religioso che è nella natura di ogni uomo.

I fatti di Londra e Madrid presagirono il raggiungimento del bersaglio: quel che resta dell’identità. Ancora sulla rivista del Sisde, Maurizio Molinari, inviato Usa per La Stampa: «L’Islam radicale (ovvero estremista) ha un disegno globale: (…) vendicare la caduta
di Costantinopoli, riconquistando le terre europee che furono sotto il dominio dei Califfi (…). Trattandosi di un conflitto ideologico, lo scontro sarà di lunga durata». Che conta rispetto ad altri attacchi non è neppure la domanda “non se ma quando” quanto piuttosto se abbiamo già perso in partenza.

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