PRIMO MAGGIO IN NEPAL: I POLITICI DISTRUGGONO IL LAVORO

di REDAZIONE

Fuori la politica dai sindacati: è il grido delle decine di associazione di lavoratori per questo Primo maggio, dopo aver sperimentato chiusura di fabbriche e disoccupazione causate dai partiti politici, interessati al loro potere e non al bene della forza lavoro. Rashmi Khanal è stata supervisore della Surya Garment, una compagnia multinazionale di confezioni nella zona est del Paese che ha chiuso nel 2012 per non riuscire a rispondere alle crescenti richieste sindacali. Commenta amara questo Primo Maggio: “Molti leader politici cercano di politicizzarci, ma quest’anno noi domandiamo: fuori i partiti politici dai sindacati!”. “Ci siamo divisi in diverse associazioni, ognuno sostenuto da un diverso partito politico e abbiamo fatto tante manifestazioni in favore dei partiti. Ma abbiamo perso il lavoro, le industrie sono state chiuse e non abbiamo da mangiare”. Rashmi aggiunge: “Prima avevo uno stipendio dignitoso, mandavo a scuola i miei bambini e mangiavamo a sazietà. Ma ora ho dovuto togliere i miei figli da scuola”. E scoppia a piangere.

Più di 15 compagnie nazionali e internazionali hanno sperimentato interminabili proteste sindacali e almeno sei di esse hanno chiuso per sempre. Centinaia di operai ora disoccupati lottano ogni giorno per poter mangiare. Promod Sharma, presidente  della confederazione nepalese dei professionisti afferma lo stesso giudizio: “Le divisioni politiche sono la causa principale della mancanza di miglioramenti nella situazione del lavoro”. E Makunda Neupane, ex responsabile sindacale aggiunge: “I partiti politici non sono capaci di salvaguardia dei diritti dei lavoratori. Essi sono responsabili di una valanga di proteste e della chiusura delle fabbriche”.

A causa di ciò, quest’anno il Primo Maggio in Nepal è tutto focalizzato  sul non politicizzare i temi del lavoro. “È tempo di tenere i lavoratori e le fabbriche lontano dai partiti politici – afferma Neupane – perché dobbiamo proteggere le persone e garantire loro un lavoro”. La critica alla politicizzazione è una velata critica al governo maoista che dopo anni di guerriglia ora cerca di amministrare il Paese fra divisioni interne e problemi sociali.

Un uomo se la prende addirittura con la retorica del Primo Maggio. Si tratta di Hemkanta Khatri che seduto al lato della strada guarda con tristezza il corteo sindacale. “La celebrazione del Primo Maggio causa la fame alla mia famiglia”. Khatri, 38 anni, proviene dal villaggio di Kavre, dove vivono i tre figli e la moglie. “Da 25 anni lavoro come facchino. La festa del Primo Maggio significa negozi chiusi e niente lavoro. Per me festeggiare questo giorno significa non avere alcun guadagno e annegare nei problemi”. “Nessun governo o sindacato ci dà felicità. Addio alla scuola per i miei figli: riesco appena a dare loro a mangiare”.

TRATTO DA: http://www.asianews.it

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