Nell’Europa della crisi chi avanza sono gli euroscettici

di REDAZIONE

Nell’Europa che stenta a uscire dalla crisi, e sullo sfondo delle contestazioni ai governi nazionali, avanzano gli euroscettici, in alcuni casi con veri e propri record. È il FRONT NATIONAL di Marine Le Pen il simbolo del terremoto che scuote uno dei paesi più grandi dell’Ue, e che con il record storico del 25%, secondo le prime stime, mette all’angolo i socialisti del presidente Francois Hollande. In Gran Bretagna anche l’UKIP di Nigel Farage rivendica di essere in testa e di aver sconvolto gli equilibri politici del Regno. In Grecia è terzo il partito ALBA DORATA che nonostante gli arresti e le gravi accuse di reati ottiene quasi il 10%. E se in Olanda, dove si è votato giovedì, i populisti islamofobi del PVV di Geert Wilders hanno subito un forte arresto, in Danimarca è boom per l’estrema destra del DANISH PEOPLE PARTY, che sarebbe primo partito con il 23,1% guadagnando 3 deputati in più rispetto al 2009, mentre i nazionalisti di estrema destra del piccolo e neonato NPD tedesco otterrebbero un seggio nell’europarlamento. In Germania si afferma inoltre il partito antieuro ALTERNAIVE FUER DEUTSCHLAND (Afd) con il 6,5%. L’austriaco FPOE, il partito fondato negli anni ’90 da Haider, ha visto raddoppiare i consensi raccolti superando il 20%. Successo in Polonia del piccolo partito euroscettico KNP di Janusz Korwin-Mikke, che conquisterebbe 4 seggi col 7,2%. I leader dei maggiori partiti antieuropeisti, guidati dal Front National, cercano ora di fare quadrato: fra martedì e mercoledì prossimi si riuniranno a Bruxelles per fare il punto della situazione dopo il successo registrato dalla formazione di Marine Le Pen. L’indicazione è giunta dal segretario della Lega Nord Matteo Salvini. Oltre al Fn e alla Ln, al gruppo – che si dovrebbe chiamare European Alliance for Freedom (Alleanza europea per la libertà), Eaf – dovrebbero aderire il partito della Libertà olandese di Wilders e l’austriaco Fpoe.

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