Nella Francia in crisi, Marine Le Pen punta a vincere le Europee

di GIORGIO CALABRESI

In una Francia dove il presidente Hollande ormai è malvisto non solo dalla destra, ma persino da buona parte delal sinistra, adesso in molti dovranno fare i conti con Marine Le Pen. In ascesa da tempo, il Fronte nazionale per la prima volta punta a veramente a conquistare il potere in Francia. Alle comunali dell’anno prossimo proverà ad ottenere il massimo numero di consiglieri, così da forgiare la sua nuova classe dirigente. E alle europee, vuole vincere. Sono finiti i tempi del vecchio patriarca Jean-Marie Le Pen, del razzismo strabordante, della xenofobia sfrenata, dell’intolleranza e del negazionismo. La figlia Marine ha cambiato molto nel partito, anche se i temi di estrema destra sono rimasti dominanti nella loro essenza. Soprattutto, ha saputo avviare il lento cammino di sdoganamento del Fronte, per anni relegato a mascotte nera e inavvicinabile del sistema politico francese.

Ora accade che Nicolas Sarkozy, per recuperare voti nella rincorsa poi fallita al bis presidenziale, insegua i temi cari alla Le Pen senza alcuna remora. E, addirittura, che l’ex premier Francois Fillon, qualche giorno fa, non abbia escluso di consigliare ai suoi di far confluire i voti sull’estrema destra nel caso di duelli con i socialisti dai quali l’UMP sia escluso. «Consiglierei di votare il candidato meno fazioso», ha detto Fillon che ha la fama di moderato, lasciando di stucco i benpensanti della sua destra.

Ma la Francia è cambiata e Marine Le Pen punta sul fatto che cambierà ancora parecchio nei prossimi mesi di crisi, disoccupazione e criminalità in aumento. Tanto che se fino a qualche settimana fa erano pronti i piani per conquistare tre o quattro arrondissement nelle comunali di Marsiglia, la seconda città di Francia da tempo in mano alle bande criminali, adesso non si esclude più una possibile conquista del municipio. Nei corridoi in cui ferve il lavoro in queste ore di preparazione del congresso estivo che – guarda caso – si svolgerà questo fine settimana proprio a Marsiglia in molti pensano che l’exploit vero e proprio sarà alle europee. In quell’occasione, sulla Le Pen e sul suo discorso anti-Bruxelles e anti-euro confluirà tutto il malcontento accumulato in questi anni dai francesi: crisi, scelte politiche ed economiche imposte dall’Europa, immigrazione, insicurezza, disoccupazione dilagante. Il Fronte nazionale, alle europee, punta addirittura a diventare il primo partito di Francia.

Intanto, oggi e domani il Fronte si presenterà al suo popolo annunciando di essere pronto a gestire le città, i piccoli centri, contraddicendo la politica del vecchio Le Pen che privilegiava le elezioni nazionali. Stavolta, Marine non punta al numero di Comuni, ma a quello dei consiglieri: 623 capilista saranno presentati dal Fn, 515 dei quali in centri di oltre 3.500 abitanti, tutte persone formate adeguatamente per evitare sbandate e figuracce del passato. Il Fronte è diventato «professionale» assicura la Le Pen, «oggi siamo perfettamente pronti per essere messi alla prova e mettere in pratica, nel rispetto della legge, le nostre idee in un Consiglio comunale». I Comuni e l’Europa saranno due trampolini di lancio, nella strategia della bionda Marine, che ha ringiovanito i quadri, accompagnando gentilmente alla porta della pensione i coetanei del padre e la generazione «che ha fatto la guerra». L’obiettivo resta la conquista del potere, tanto che un partito da sempre antisistema, si preoccupa oggi persino del ricambio dei funzionari dei servizi (gli 007 della DGS) che fossero «ostili» in un futuro governo Fn. Sta preparando un «pool» per sostituirli: «nessuna caccia alle streghe – assicura Steve Briois, 41 anni, padre operaio, segretario del partito da quando la Le Pen è presidente – dove le cose andranno bene non cambieremo. Ma non lavoreremo con gente nella quale non abbiamo fiducia. I DGS dovranno essere in osmosi con noi».

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

2 Comments

  1. AUVERNO says:

    Cos’è?!?! La Le Pen ha buttato fuori quel cazzone di Borghezio perché troppo poco fascista?
    Ma per piacere… siamo su un giornale autonomista/indipendentista… I cessi fasciocomunisti lasciamoli sguazzare nella loro merda.

  2. Beppa says:

    Marine sembra una persona seria, di recente ha fatto sbattere fuori Porchezio da un congresso frontista a Bruxelles dove il ciccione si era infiltrato.

Leave a Comment