Nella battaglia contro e pro Tav gli autonomisti tacciono. Sono Tar…

di TONTOLO

Nel sanguinoso dibattito sulla Tav della val di Susa si affrontano in questi giorni  con durezza il parlamentare grillino Marco Scibona (No Tav) e quello del Pd Stefano Esposito (pro Tav). Fra i più grandi supporter dell’inutile e costoso trenino elettrico c’è anche Roberto Cota, uno che è etichettato come leghista. Tutti e tre sono stati eletti in Piemonte ma tutti hanno cognomi che suonano molto “ariosi”, da quelle parti li chiamano “piemunteis dal tac”.  A tuonare nel bene e nel male ci sono solo degli italiani veraci: a subire ci sono solo i poveri piemontesi autoctoni della Valle. Gli autonomisti tacciono. Forse, più che Tav la si dovrebbe chiamare Tar. Non serve spiegare di cosa sia l’abbreviazione.


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3 Comments

  1. ingenuo39 says:

    Basterebbe proporre, visto che la val Susa è molto inquinata, e la TAV, dicono che non si può eliminare, per eliminare l’ inquinamento fare in modo che una volta fatta la TAV i camion e i TIR non devono passare più dalla valle ma viaggino sui treni.

  2. Miki says:

    Bè che i Piemontesi siano più pecore che leoni (di S. Marco) non è un mistero. Anche chi non merita questo marchio,penso ad esempio a Nicoletta Dosio
    non dispone comunque di un’adeguata rete di informazione (più o meno sotterranea) per tutelare i propri,legittimi,interessi. Penso al tipico esempio del camion di m.. che proviene da napoli: se arriva a Bergamo si trova davanti i vozzi montanavi con la voncola assetati di sangue. Se lo fa a Cisterna d’Asti o a Mondovì può scaricare nottetempo di tutto senza che nessuno faccia una piega. E la Tav è una miniera d’oro per i clan delle ecomafie..

  3. Simone T. says:

    Sistemare l’esistente e renderlo migliore!
    No TAV!
    Qui c’è già abbastanza cemento, non abbiamo bisogno di altro. L’occupazione può ben venire con il sostenimento di quel che si è costruito, e in esubero, fino ad oggi.
    Queste sono le politiche da addottare.

    Un veneto vicino alla causa che, troppi dimenticano, è di tutti, non solo legata a chi la vive oggi, in val di Susa.

    W S M

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