Nel paese dei carrozzoni c’è sempre una cattedra vacante

di CLAUDIO ROMITI

Introducendo l’ennesima infornata di nuovi assunti nel settore dell’istruzione pubblica, il premier Letta ha così commentato: “Ci interessa ricominciare a investire sulla scuola e l’istruzione dopo anni di tagli, perchè sono il centro per il rilancio del nostro Paese. Abbiamo messo a punto alcune prime risposte, ne verranno altre”. Tanto è vero che la  ministra dell’istruzione Carrozza gli ha fatto eco, annunciando un piano triennale per la sistemazione di ben 69.000 nuovi insegnanti,oltre a 16.000 tra bidelli e impiegati amministrativi. Tutti in carrozza, allora.

L’enorne stipendificio che non ha eguali in Europa, e forse nel mondo, sta per allargare i suoi inverosimili confini. In particolare, un buona percentuale  dei nuovi entrati sarà riservata ai cosiddetti insegnanti di sostegno, una qualifica la quale, sebbene solo pochi anni addietro non esisteva, oggi sembra diventato il refugium peccatorum per molti aspiranti al posto fisso nella scuola. Tutta gente che si propone per “sostenere” il disagio, vero o presunto, di tanti discenti, in cambio di un modesto “sostegno” economico pagato coercitivamente a colpi di tasse. Solo che a forza di “sostenere” questo o quell’edificante obiettivo sociale il Paese di Pulcinella sta inesorabilmente sprofondando in uno spaventoso baratro economico e finanziario. Ma questo, ovviamente, ai professionisti del bene comune come il buon Enrico Letta interessa nulla. Costoro, avidi di consensi a buon mercato, farebbero carte false per tenersi il proprio posto al sole. Ed in effetti cosa c’è di più falso nel dichiarare finita una  fase, quella  dei tagli nell’immenso carrozzone della scuola statale, che non si è mai vista nemmeno in cartolina?

Abbiamo, in rapporto alla popolazione studentesca, circa il doppio del personale di Francia, Germania e Gran Bretagna e questi pagliacci si permettono il lusso di raccontarci tali balle? A tale proposito, perché il nostro giovane e compassato presidente del Consiglio non spiega chiaramente al popolo dei tartassati dove andrà a prendere le coperture necessarie per questa ulteriore imbarcata di pubblici salariati? Eppure un simile statista non dovrebbe avere alcuna difficoltà a spiegare ai suoi polli da spennare che l’operazione “carrozzone scolastico” verrà in gran parte finanziato raschiando ancora una volta il barile tributario.

Infatti è previsto un ulteriore aumento delle accise sugli alcolici.  Ma evidentemente  il prudente Letta preferisce evitare il rischio di scatenare una rivolta fiscale, spiegando con chiarezza che pure il suo governo si muove sulla linea irresponsabile di spendere e tassare senza limiti. Molto meglio nascondersi dietro una cortina di eufemismi, sul tipo “investiamo sulla scuola pubblica”, piuttosto che svelare ai ceti produttivi e pagatori che l’aria che tira nella stanza dei bottoni è sempre quella fetida di sempre.

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12 Comments

  1. Wop says:

    L’istruzione pubblica è una delle prime emergenze nazionali. Il livello di preparazione medio degli studenti italiani è agli ultimi posti nella classifica OCSE, e circa due terzi degli adulti italiani sono analfabeti di ritorno, cioè sono privi delle competenze minime per vivere nella società moderna. La maggior parte degli italiani non sa cosa sono le frazioni e non conosce alcuna lingua straniera. I Paesi più avanzati d’Europa invece sono proprio quelli in cui la gente ha il più alto livello di istruzione e vengono dati più fondi alle scuole, il che significa infrastrutture scolastiche adeguate e insegnanti preparati, numerosi e ben pagati. In Svizzera un professore di scuola superiore prende tipo 8000 euro netti al mese, per intenderci. Da noi invece si pensa che gli insegnanti siano tutti parassiti statali terroni e comunisti, e che la ricerca scientifica sia solo roba da parassiti statali nelle università e del tutto inutile per fare impresa….

  2. MIGOTTO SANDRO says:

    questa e’ l’ulteriore dimostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che questo Stato e’ irriformabile.
    La cosa che ormai mi sembra incredibile e’ che ci sia ancora, tra chi vuole cambiare, ovvero tra gli indipendentisti chi pensa ancora a vie “pacifiche e democratiche”…. Vi sveglierete tardi e male. Purtroppo.

  3. Roberto Porcù says:

    Sentii anch’io quel discorso di Letta. Pensai che sentisse aria di elezioni e che volesse ingraziarsi una parte dell’elettorato. Nelle scuole manca la carta igenica perché tutti i soldi sono spesi per stipendi a persone (di ottimo ed infimo livello ben allineate fra loro) impegnate a lavorare molto meno che in tutti gli altri settori dell’impiego pubblico.
    Non si avvertiva il bisogno di un aumento di organico.
    Tutte le riforme della scuola che da ragazzo prima e da padre dopo ebbi modo di vedere, o di subire, erano tutte finalizzate ad un aumento degli organici con molte ore passate non con gli studenti, ma in corsi, aggiornamenti, riunioni, …
    I bidelli (o il personale parascolastico) che un tempo curavano in tutto le scuole, ora aprono i portoni e poi giocano a carte fra di loro, vendono brioscine, …, fanno il caffè per gli insegnanti e pulizia e manutenzione sono affidate ad imprese esterne.
    Nel nome dell’Istruzione e della Sanità, pronunciate con rispetto a bocca piena, si sperperano quattrini che è una meraviglia.

  4. Albert Nextein says:

    Allora, questa mattina ascoltavo il programma di Alessandro Milan su radio24.
    Una signora ,che ha telefonato in radio durante l’intervista con Massimo Fini e Sallusti, oltre a manifestare tutto il suo disgusto per la classe politica, raccontava che a scuola di suo figlio succede che non abbiano la lavagna , e che richiedano da casa la carta igienica.
    Naturalmente si tratta di una scuola pubblica ,del nord.
    La signora si lamentava anche del fatto che pareva che i vari ministri dell’istruzione avessero promesso una totale informatizzazione del sistema scolastico, promessa non mantenuta.
    Inoltre raccontava di aver iscritto via internet nel febbraio scorso il figlio a scuola.
    Quando si è recata a a scuola per completare l’operazione si è accorta che proprio le segreterie scolastiche erano a livello primitivo gestionale, avendo ricopiato a mano tutte le iscrizioni pervenute via internet, e su questa documentazione da amanuensi basavano il completamento della pratica.

    Ora, io non posso che essere in totale disaccordo con questa nuova infornata di insegnanti.
    Perché la scuola pubblica italiana, in larghissima parte , è obsoleta, marcia, ideologica, ipocrita, inefficiente, pericolosa maestra.

    Il governo continua a fare assistenza a spese dei contribuenti.
    Il governo non ha un timoniere degno.
    L’italia è una barca alla deriva.

    Numeri alla mano, beninteso.

  5. luigi bandiera says:

    I komunisti di DX o di SX o di CENTRO che essi siano hanno in testa solo il POTERE.

    Per averlo devono avere tanti “sacerdoti” sparsi per tutto il territorio: devono seminare il “Vangelo secondo Marx o qualche altro santone”.

    In piu’ si aggiunge il “precetto” del FARE GLI ITALIANI. E meglio del PULPITO SCOLASTICO non c’e’.

    Non sentite e vedete mica che il napolion IV sta perdendo la voce e diventa sempre piu’ curvo per operare a pro UNITA’..? (Ricordatevi: una e indivisibile deve essere e per l’eternita’, demokratikamente o komunistamente).

    Eppoi quante commemorazioni… ma mai a commemorare la guerra in Etiopia dove l’italia usava i GAS..??

    Cosa volete con la KST si fanno MIRACOLI..??

    Da cosi’ a cosa’… altro che, bae de muso.

    Poi e’ ovvio che si fa fatica a svegliare sta gente… inCIPtada come e’ sara’ dura e sempre piu’ dura.
    Assumere, quindi, e’ un obbligo per appunto ingrossare le fila degli INDOTTRINATORI a pro loro religione..!

    E tra quelli che ci vogliono far INVADERE DEL TUTTO e tra quelli che ci vogliono tririnkoglioniti costi quel che costi, per noi non c’e’ piu’ tempo e scampo.

    Amen

  6. lo schifo continua, e l’ineffabile Sen. Mario Pittoni Capogruppo Lega Nord dà una mano al carrozzone romano-statalista:

    “E’ stato approvato subito e all’unanimità dalla commissione Istruzione del Senato il parere sullo schema di regolamento dei Tfa speciali.
    Unico neo: non è passata la riduzione a 360 giorni di servizio per l’accesso, da noi richiesta per allineare L’Italia ai “tempi” europei, nonostante la strenua battaglia condotta nella fase dibattimentale. Alla fine come Lega Nord abbiamo deciso di dare ugualmente parare favorevole al parere proposto, in quanto l’unanimità del Senato può “velocizzare” l’espressione del parere alla Camera. Sono infatti molto stretti i tempi per l’attuazione del provvedimento già da quest’anno.
    Sen. Mario Pittoni Capogruppo Lega Nord Commissione Istruzione del Senato”

    http://www.tirocinioformativoattivo.it/tfa-speciali/tfa-speciali-pittoni-lega-approvato-in-senato-parere-allunanimita-2901656

  7. Diego Tagliabue says:

    Ma noooooo… non è possibile.

    La sQuoLLa fallitagliota è feudo dei genialoidi della “cultura” sessantottina, quindi infallibili e inconfutabili.

    È sicuramente il solito gombloddo teutonico-ugro-finnico-vichingo, che vuole piegare la “resistenza” culturale di un Paese “avanzatissimo” (come un pesce marcio) come Fallitaglia.

    Quindi, tutti a leggere Montale e Ungaretti e a scendere il cane!

  8. Liugi mobile says:

    Quando ero un ragazzo nella mia scuola c’era un giovane sordomuto. Aveva tre insegnanti di sostegno. Tre, di cui due meridionali. Probabilmente in quel periodo hanno assunto troppi insegnanti di sostegno rispetto al numero di alunni. Se gli insegnanti se li fosse scelti la scuola stessa non avrebbero dovuto pagare tre persone per fare il lavoro di ha persona sola.

  9. pippogigi says:

    Mi sono sempre chiesto come mai, nonostante il blocco del turn over nella pubblica amministrazione a metà degli anni novanta, la spesa per i dipendenti pubblici non fosse mai diminuita anzi aumentata in questi quasi vent’anni.
    La risposta è nell’articolo: a che serve bloccare le assunzioni per diminuire la spesa in maniera soft e non traumatica, tipo licenziare un milione di dipendenti pubblici di botto, tagliare la tredicesima e gli stipendi del 20%, se poi si continua ad assumere nonostante che gli insegnanti in italia siano il doppio che altrove e i dipendenti pubblici in generale un milione/un milione e mezzo in più in confronto agli altri paesi europei, cifra ottenuta raffrontando PIl, popolazione e statalizzazione?
    Invece che aumentare le accise sugli alcolici, facendo un danno pari a quello provocato dalla tassa sulle sigarette elettroniche al mercato vinicolo e delle birre italiane, perché non trovare risorse tagliando stipendi ai politici o l’illegale finanziamento pubblico ai partiti? vedrete che di fronte all’orribile scelta tra incassare meno oppure assumere nuovi ed inutili dipendenti pubblici i nostri maestri negli affari (privati) che siedono in Parlamento saprebbero subito cosa scegliere

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