Nel Nord Europa si ricicla la neve. Livigno all’avanguardia nella tutela della nostra montagna

Fondo in mezzo ai boschi, discesa in pista: gli appassionati di sci classicamente si dividono in due macrocategorie (poi c’è lo snowbording e altre novità) ma con le nuove sensibilità green come la mettiamo? La neve, se c’è, è ecologica (gli impianti un po’ meno) ma se non c’è ed è artificiale i conti per lo sciatore eco consapevole non tornano. Da poco tempo si sperimenta lo snowfarming,un metodo ecologico e molto avanzato, che non impiega alcun agente chimico, di immagazzinare la neve avanzata a fine stagione per riutilizzarla al principio di quella successiva.
In pratica si accumula la neve, la si copre con un telo stagno e trucioli di legno isolandola. Una soluzione tanto semplice quanto efficace per conservarne le caratteristiche. In questo modo i fondisti hanno a disposizione almeno una pista, anche in assenza di nevicate, sin dai primi di novembre. Stessa cosa per le piste. La preziosa riserva verrà poi adeguatamente lavorata, per eliminare eventuali blocchi di ghiaccio, e posata dai mezzi battipista sull’asfalto, preventivamente bagnato

Dove si trovano piste eco?  Nel nord Europa si usa già da qualche anno, dalla Svezia alla Finlandia, ma anche in Svizzera a Davos.

 

In Italia l’iniziativa è promossa a Livigno , dove per il secondo anno consecutivo a partire da marzo è stata messa da parte una consistente quantità di neve, depositata nel mezzo dell’incantevole vallata cittadina, lungo il corso dell’Aquagranda, dove si colloca l’anello dello sci di fondo, d’estate adibito a pista ciclabile.

 

In Tirolo apripista dello snowfarming è Seefeld che dall’inverno scorso la sta sperimentando, frequentata meta anche dagli italiani, poco snob ma molto blasonata, fa parte della ristretta cerchia dell’associazione Best of the Alps , regina dello sci di fondo nell’Europa centrale con oltre 279 km di tracciati, 7 piste per disabili e un circuito per chi pratica lo sci di fondo accompagnato dal proprio cane.

In Val Martello la tecnica è stata in grado di dare il via alla stagione sciistica con un notevole anticipo: nella località altoatesina è stato riaperto il centro di Biathlon con largo anticipo. Riciclare la neve sembra essere anche una soluzione per il mercato mercato dello sci che richiede un inizio di stagione sempre più anticipato, rispetto ad un clima che invece rende sempre più difficile l’apertura impianti. La resa varia dal 40 al 60%, il costo per la creazione del nevaio artificiale ed il successivo ripristino sembra non superare quello della produzione di neve artificiale con i cannoni sparaneve.

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