Nel nome del genitore 1, del Figlio e dello Spirito Santo

di GIOVANNI MARINI

Le parole Padre e Madre sono state sostituite per legge dai termini genitore 1 e genitore 2. Lo vorrebbe lo Stato nella persona della ministro congolese che si occupa della emancipazione degli italiani che, a suo dire ben ponderato e ben supportata dalla cultura di provenienza, ne hanno un’assoluta necessità. Si può supporre che l’urgenza di questa novità evolutiva sia la difficoltà nello stabilire chi siano gli effettivi responsabili legali nel caso il minore non conviva coi genitori naturali ma con quel che passa il convento quando padre a madre prendano strade non più parallele, ben coscienti che è sempre meglio il convento al deserto emotivo. Io non credo alla buona fede dei politici e mi son fatto l’idea che a 43 anni dalla legalizzazione del divorzio vi fosse l’urgenza, per la parte politica sensibile ad ogni occasione di disfacimento della civiltà, di soddisfare il bisogno di normalità di quei gay infelici, senza per altro appagare l’ossimoro, che sognano di poter allevare cuccioli umani così come un preadolescente sogna di crescere un criceto per poi lasciarne le incombenze ad altri.

Quel che fa la politica ha poco conto negli animi e molto nel reddito rapinato dei contribuenti che di burocratismo stanno morendo. Sarà quel che sarà, dunque, dell’ennesimo atto della furia iconoclasta dei mistici ideologici e delle ideologie mistiche che al pari dei talebani e con le stesse motivazioni, abbattono a cannonate il significato delle parole come fossero dei Bubba osceni per il loro mondo. Possiamo capire il ministro che con i suoi 38 fratelli importati nella nazione in cui è costretta a governare per evidente mancanza di personalità migliori, non possa sapere chi sia il padre o la madre se non enumerandoli. Non possiamo capire gli italiani che si lasciano trascinare nell’inferno senza ritorno di quella perdita di personalità sociale di cui il tempo e la storia li aveva dotati prima dell’unità d’Italia.

Non importa granché. Nella lingua quechua, la lingua degli Inca, che assieme allo spagnolo e lo yamara è la lingua riconosciuta del Perù c’è una parola wawa che significa bambino, ma ha anche il significato di luogo dello spirito, luogo dell’anima.

Non descriverò la stupefacente sensazione che ho provato quando ne sono venuto a conoscenza. Mi piacerebbe che il lettore si volesse concentrare e, lasciando il proprio mondo per un momento, si mettesse nell’animo di chi vede il mondo alla luce di questa armonia intima per poi voler considerare il valore di quel burocrate che gli impone di sentire il luogo del proprio spirito come il frutto di un numero anonimo.

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30 Comments

  1. luigi bandiera says:

    La merda non ha fine in questo stato di…

    Domani avremo i marziani che metteranno a posto le cose.
    Noi nel frattempo pensiamo ad altro…

  2. Carlo says:

    Eh eh, gentile Allmore, lei mi fa venire in mente una parodia di Neri Marcoré, quella del berlusconiano tipo, solo in grado di dire ossessivamente “comunisti comunisti comunisti comunisti…”. Magari attaccare il cervello prima di scrivere…
    Gentile Marini: mai preteso di avere la verità in tasca e sono d’accordo con lei sul superamento del continuum destra-sinistra. Io personalmente mi definisco liberale libertario e federalista, vorrei proprio sapere dove dovrei collocarmi 🙂 Per il resto, mi spieghi pure cosa vi sia di indipendentista e di liberale nel suo articolo, che vedrei bene pubblicato su Libero o Il Giornale (nulla di male, eh… Basta saperlo)

    • Giovanni Marini says:

      “mi spieghi pure cosa vi sia di indipendentista e di liberale nel suo articolo”.

      Un solo indizio: il significato di personalità sociale.

      Capisco che per alcuni il significato di liberale sia “puttanaio” come parametro sociale, ma una comunità che sia omogenea nel suo rapporto col territorio e voglia averne cura per sé e per i propri successori si lascia “contaminare” dalla bellezza esotica e non soffocare dal pattume altrui. Le libertà civili non hanno come attuatore la burocrazia che imponga una visione auto referenziata come illuminata a chi ha opinioni diverse.
      Coloro che non sanno leggere “oppressione burocratica” là dove c’è scritto “diritti civili” sono, più che altro, snob che non si rendono conto di essere complici della burocratizzazione dei comportamenti.

  3. Federico Lanzalotta says:

    ed il bimbo disse la sua prima parola: genitore 1.

  4. Giuseppe says:

    Il paparino della Kyengé, lo stregone, però, non potrà mai essere Genitore 1 ma Genitore 38… Per il comico di Piacenza (Bobibersani) e i suoi scagnozzi è senza dubbio un problema: dovranno quanto meno cambiare i moduli già predisposti…

  5. Federico Lanzalotta says:

    la kenge è in una botte di ferro, notare le migliaia di firma in suo favore e naturalmente contro Calderoli:
    183.000 firme
    http://www.change.org/it/petizioni/dimissioni-di-calderoli-iostoconcecilekyenge

  6. È l’arricchimento culturale che questi africani-congolesi portano a casa nostra, come mangiare il riso con le mani, grande insegnamento di civiltà e progresso dei nigeriani d’italia.
    Avanti così !!!!!!!!!!

  7. L'incensurato says:

    I negri in campania sono i principali sostenitori (piccolo spaccio e “vigilanza”) di gomorra (o gomorrah alla R. Savianoh); in calabria di “ndranghetah”: niente di cui stupirsi: il tribalismo tipico delle (sotto) culture africane nonché dell’italia del sud, loro ce l’hanno nel dna. Continuiamo a cedere al tribalismo di afritalia come facciamo ormai da 150 anni che andremo sicuramente lontano. Secessione anche dall’etica pelosa della kienge. Padania Libera

  8. Carlo says:

    Ah vabbe. Se l’argomentazione è questa… Scrivono pezzi simili (quella dei gay infelici non l’ho capita, peraltro) quei sinceri indipendentisti di Forza Nuova. Buon lavoro, le mie siano intese come critiche costruttive di un simpatizzante

    • Ada Niap says:

      “quella dei gay infelici non l’ho capita”

      Be’… se sono gay (gaio, allegro) come possono essere infelici?

      Da lì l’ossimoro (dal greco “acuto ottuso”) che sarebbe come dire “ghiaccio bollente”, “grida piano”, “banca etica”, “vigile distratto” o “leghista indipendentista”.

  9. Carlo says:

    Egregio Leonardo, l’attacco – ennesimo, su questo giornale – alla Kyenge, certi toni, talune espressioni, il senso stesso dell’articolo qui sopra non ha proprio nulla né di indipendentista, né tantomeno di liberale. Ora, capita anche che scappi uno scritto fuori linea, ci mancherebbe: stimola il dibattito, Dato però che è il terzo o il quarto articolo del genere che leggo in pochi giorni, e la triste parabola leghista (dai libertari, credo proprio di non dire cose che le sfuggono, a Buonanno) l’ho seguita ahimé passo passo, ecco… vorrei solo capire qual è la direzione in cui stare marciando (il Giuseppe Reguzzoni che apre oggi il giornale sarà immagino solo un omonimo del Giuseppe Reguzzoni cattolico tradizionalista che imperava su laPadania bossian-berlusconiana, vero?). Lieto delle sue rassicurazioni

    • Leonardo says:

      La Kyenge, la sua ideologia demenziale, è una nemica di ogni indipendenza.

    • Giovanni Marini says:

      ” … il senso stesso dell’articolo qui sopra non ha proprio nulla né di indipendentista, né tantomeno di liberale.”

      Il fatto che tu ritenga né indipendentista né liberale il mio articolo non significa che tu abbia ragione o che il tuo stereotipo sia quello virtuoso, anzi.
      Rileggilo con più attenzione e con una migliore coscienza di te stesso e di ciò che vorrai essere nel prossimo futuro.

      Io, oltretutto, sono ateo e lontano anni luce dalla concezione, per me idiota, di destra e sinistra; tipica gabbia mentale italica.

  10. Carlo says:

    Ma questo è un giornale indipendentista o un quotidiano di estrema destra cattolica? Si riproduce anche qui la triste parabola del leghismo, da forza di innovazione a banda di ottusi baciapile tradizionalisti? Si ha come modello i catalani (avete presente Barcellona? Uscite mai dal paesello?) o i russi? No, giusto per saperlo…

    • Leonardo says:

      Sull’argomento si è dato spazio a diverse opinioni, io stesso ho scritto di questo argomento secondo un punto di vista libertario. Sono argomenti che si trattano in rubriche diverse, che non mettono affatto in discussione la linea INDIPENDENTISTA E COERENTEMENTE LIBERALE del giornale. Impari una cosa anche lei: il giorno in cui vorrà leggere una testata che scriverà solo quel che lei pensa, probabilmente dovrà stamparsela (o farsela, blog) da solo. Ma finirà col leggerla solo lei probabilmente.

    • Allmore says:

      Su questa battaglia, anch’io e a ranghi serratissimi, sono al fianco della redazione dell’Indipendenza.

      Certi valori sono irrinunciabili, fanno parte integrante della stessa esistenza e cultura di un popolo e certe proposte aberranti, le reputo socialmente criminali, perchè irrispettosamente e inutilmente devastanti!

      Permettimi poi, Carlo, di dubitare apertamente della tua genuina fede indipendentista.
      Ti esprimi da ” segretario particolare di…….. ” qualche boiardo in seno al PD.

      Il vostro è comunque un partito, ebbro di privilegi immeritati e nemico dei valori tradizionali del popolo. Questo carrozzone lercio e vetusto, merita pertanto di scomparire in fretta dalla faccia della politica, visto che non soddisfa neppure la maggioranza dei suoi militanti.

      Un partito serio non avrebbe mai proposto un ministero a una kyenge, ma al massimo una rappresentanza sindacale di quartiere, sperando non facesse danni anche in quel contesto.

      Quando sceglierete prossimamente un negro, ( perchè va tanto di moda ) selezionatelo almeno preparato e intelligente.
      Prendete spunto dai bravissimi attori e politici afroamericani.
      Alcuni di loro sono in testa alle mie preferenze, altro che definizioni idiote quali ” indipendentisti di forza nuova ” !
      Con i tuoi ” compagni ” in ipocrisia, impara a rispettare le idee e soprattutto i plurisecolari irrinunciabili valori altrui.

  11. lorenzo Canepa says:

    La kyenge probabilmente non vuole chiamare padre un gorilla e madre ina sonosciuta.
    Ma va a cagher

  12. CrisV says:

    Non mi adeguerò mai a questa legge infame, generata da aberranti menti contorte, irrispettose delle plurisecolari tradizioni cattoliche e della famiglia.

    Con questo principio insolente, prima di tutto verso il buonsenso e l’intelligenza, genereranno odio tra famiglie tradizionali e famiglie diverse.

    Solamente il peggior ministro della storia italiana, quella con lo sguardo perennemente ottuso, con la tipica arroganza mascherata di chi sa di non valere nulla, ma di essere comunque tutelata e con i discorsi ufficiali preconfezionati, poteva generare un simile aborto legislativo, che distrugge quanto poco di buono rimane all’Italia ( la famiglia ).

    Mamma e papà rimarranno tali per sempre, nelle menti del popolo.
    L’idiozia becero-gaio-comunista non trionferà, soppiantando i valori della vera famiglia.
    Cominciamo a reagire a queste imposizione bastarde, che la sinistra vuole ficcarci dentro con l’ingozzo forzoso.
    Da popolo sovrano a popolo bue, che accetta le imposizioni ignobili di chi nulla conosce e soprattutto niente capisce, della nostra cultura a matrice esistenziale e di valori.
    I nostri non sono harem con 20 mogli come in Katanga, ma famiglie sane in valori e principi civili, educativi e democratici.

    Bisogna togliere il terreno politico al PD da sotto i piedi, con ogni mezzo lecito.

    Le prossime mosse studiate da questo entourage ?
    Dopo l’offerta di un lavoro statale, obbligarci coattivamente ad ospitare nelle nostre case, una famiglia di clandestini immigrati.
    Attendete solo un anno e vedrete nascere anche questa proposta legge.
    L’ottusa del ministero, serve proprio a imporci anche questo.

    • CrisV says:

      Sono spiacente con Marchi per questo mio inserto.
      Sono perfettamente consapevole che avevo scritto che sarei intervenuto il meno possibile su l’indipendenza.

      Se non lo ritiene interessante o meritevole, può tranquillamente cestinarlo.
      Possibilmente senza ulteriori scritti in polemica personale suoi, o di altri individui.

      Grazie.

  13. nick says:

    Una delle madri era sicuramente di stirpe oranghese; le altre, chissà.

  14. Rodolfo Piva says:

    Bravo sig. Marini. Ho apprezzato il contenuto del suo articolo molto garbato ma che amaramente illustra la deriva morale della società italiota. La ministra Kyenge è l’espressione dello squallore dei politicanti italioti. Nell’industria privata, la qualità di un manager sta nel sapersi circondare di validi collaboratori. Il sig. Letta ha dichiarato che la signora katanghese l’ha scelta lui personalmente. Da ciò si deduce la qualità del sig. Letta.

  15. patrizia says:

    Parlo da separata la mia la si puol dire sia la classica famiglia allargata.. la figlia che ho avuto dal mio primo matrimonio,chiama da ben 17 anni il mio compagno ..Luca,ed e’ giusto cosi’,poi Luca si e’ sempre comportato con lei come un adulto dovrebbe fare ma mai ha preteso di prendere il posto del padre assolutamente anzi e’ stato per lei oltre che la persona che insieme a me ha fatto si che lei sia diventata adulta e corretta verso la vita,l’ha aiutata e ascoltata nei momenti di sconforto o di crisi della crescita,ma mai si e’ sostituito al padre ..mai.e mai ha preteso che lei lo chiamasse babbo o papa’,tra lor c’e’ un affetto spontaneo di stima riconoscenza e anche adesso che il padre di mia figlia e’ morto,lui rimane il suo papa’….questo non vuol dire sminuire la sua figura o metterlo in secondo piano..anzi Luca per mia figlia e’ il punto di riferimento l’appoggio l’affetto incondizionato.Sinceramente penso che lo sbaglio che molte persone fanno (e ne conosco tante),sia quell che quando una coppia con figli si divide ,sembra quasi d’obbligo che il figlio debba chiamare il nuovo compagno o compagna ,mamma o papa’ ..tipo ..questa e’ la mia seconda mamma……non so se riesco a rendere l’idea di quello che voglio dire…….. Luca firmava tranquillamente sul libretto al posto del padre luca ha fatto da padre a mia figlia lo sta facendo ancora oggi che lei ha 28 anni ed ha una bambina,ma sinceramente penso che non gli interessi (anzi sono sicura che avrebbe la sensazione che il suo ruolo verrebbe sminuito leso),essere considerato padre 2/3 ovvia dicendo……lui e’ Luca ,educatore ,amico ,il compagno della mamma ,sempre presente nel bene e nel male,il legame che c’e’ tra loro va oltre una dicitura padre 1 padre 2………il padre di Andrea e’ Silverio……..e questo non diminuisce certo l’operato di Luca anzi gli da ancora piu’ valore………. il resto sono solo bischerate……

  16. AUVERNO says:

    … ma poi il “genitore 1” chi sarà, il padre, pardon, il genitore di sesso, e dagli… il genitore di genere maschile o quello di genere femminile?
    Suggerisco alla geniale ministra che ogni famiglie estragga a sorte chi dovrà essere “genitore 1” e chi “genitore 2” per evitare intollerabili discriminazioni di genere.

    PS: e le ragazze madri? Qui è un bel casino… che senso ha parlare di “genitore 1” se non c’è il “genitore 2”. Ah sì, chiamiamole “genitore X” e la schedina del totocalcio è completa

  17. Alberto Pento says:

    Kisà se la cexa catolega de Roma, par narghe drio sta edeoloja poledega, la ghe canvia el titolo e le parole del “Pare Nostro”.
    Xe vero ke pal pasà pristorego, el vecio Dio/Dia soran de li omani el jera, anbises, ermafrodio e kel jenerava par sision/secesion pì ke par fecondasion e partojenexi, … però!

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