Nel Milanese la pressione fiscale sulle imprese salita del 13% nel 2013

di CLAUDIO PREVOSTI

«Nel 2013 il livello di pressione fiscale è complessivamente aumentato del 13% rispetto al 2012, secondo una stima risultata dall’aggregazione dei diversi importi versati dalle imprese». Lo dichiara Michele Angelo Verna, direttore generale di Assolombarda, commentando i risultati del Rapporto sulla fiscalità locale nelle province di Milano, Lodi, Monza e Brianza che analizza la pressione fiscale esercitata dai principali Comuni delle province di Milano, Lodi e Monza e Brianza, mettendo a confronto i valori di Imu, Tares/Tarsu, addizionale Irpef e degli oneri di urbanizzazione pagati dalle imprese. Più nel dettaglio, gli uffici hanno subito gli incrementi di imposta maggiori (in media +24%) passando dagli oltre 7000 euro pagati dall’ufficio ‘tipò nel 2012 ai quasi 9000 euro del 2013. La pressione fiscale sui capannoni industriali è, invece, cresciuta meno rispetto agli uffici (in media +7%) anche se gli importi pagati nel 2012 erano già piuttosto elevati: le imposte del capannone ‘tipò passano infatti dagli oltre 37000 euro del 2012 agli oltre 39000 del 2013. Il livello della pressione fiscale per gli uffici è diminuito soltanto in due Comuni, mentre sono 21 le Amministrazioni che hanno alleggerito il carico fiscale sui capannoni industriali. I Comuni con il livello di pressione fiscale più alto sono quelli di grandi dimensioni e più vicini al capoluogo lombardo: Milano stessa, Cologno Monzese, Rozzano, Baranzate e Pieve Emanuele. Anche Monza e Lodi risultano avere un’alta pressione fiscale. Si caratterizzano, invece, per un più basso peso del fisco locale le amministrazioni più piccole e più distanti da Milano: Cerro Maggiore, Codogno, Liscate, Casalpusterlengo e Rodano. Fanno eccezione alcuni Comuni di maggiori dimensioni anch’essi caratterizzati da una bassa imposizione fiscale come, ad esempio, Magenta, Limbiate, Cornaredo e Paderno Dugnano.

 «I risultati del presente rapporto offrono ad Assolombarda gli spunti e gli strumenti per costruire e rafforzare il dialogo con le amministrazioni comunali in vista delle scelte, connesse alle nuove imposte, che dovranno essere prese per il 2014 – afferma Carlo Bonomi, vicepresidente Assolombarda per Credito, Finanza e Fisco – Su questo fronte, è auspicabile una collaborazione tra imprese e amministrazioni comunali per progettare soluzioni che portino a una maggiore attrattività del territorio che, a sua volta, produrrà evidenti benefici per coloro che vi abitano e lavorano. In tutti i Comuni sono aumentati gli importi dell’Imu sia per gli uffici sia per i capannoni industriali. I più penalizzati, però, sono stati gli uffici che hanno subito in media incrementi del 30% (in 13 comuni sono stati addirittura rilevati aumenti superiori al 50%). Relativamente ai capannoni industriali, invece, l’aumento dell’Imu è stato più contenuto (+15% in media, però con punte superiori al 50% in quattro Comuni). Nella tassazione relativa ai rifiuti si osserva, per quanto riguarda le attività industriali, un alleggerimento, seppur lieve, del carico fiscale, mentre per quanto riguarda gli uffici si registra un incremento. La Tarsu/Tares è, infatti, diminuita in media di oltre il 3% per i capannoni industriali, mentre è aumentata del 13% per gli uffici. Rispetto al 2012, gli oneri di urbanizzazione sono rimasti stabili sia per gli uffici sia per i capannoni industriali (+1%).

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