Nel decreto fiscale 300 milioni per Alitalia e solite tasse sul Nord. Reguzzoni: rapina a cui ribellarsi

Alitaliadi Benedetta Baiocchi – Ti aspetti che, un decreto fiscale, tagli le tasse alla luce degli annunciati tagli, e che dia fiato allo sviluppo, alla luce dell’annunciato sviluppo. Ma né l’uno né l’altro. Aumentano i contratti da precari, non scende la pressione fiscale, resta immutato il residuo fiscale del Nord. La Lega? Nomn pervenuta, ma Marco Reguzzoni, fondatore di Grande Nord, entra a gamba tesa nella contesta di una rappresentanza tradita.  “Governo bugiardo e truffatore. Altro regalo da 300 milioni alla voragine di Alitalia. E’ una vergogna inaccettabile: il Nord deve ribellarsi a questa rapina di Stato”, commenta. Infatti, tecnicamente parlando, è esteso sino al 30 aprile 2018 il termine per l’espletamento delle procedure di cessione dei complessi aziendali facenti capo ad Alitalia e delle altre società del medesimo gruppo in amministrazione straordinaria, che sono in corso di svolgimento. Il burocratese ha il suo lato più pratico: il Dl fiscale varato dal consiglio dei ministri è un prestito statale oneroso – si legge nel comunicato – già disposto in favore di Alitalia, ed è conseguentemente integrato per il tempo (fino al 30 settembre 2018) e nella misura necessaria (300 milioni di euro) a garantire la continuità del servizio di trasporto aereo sino all’effettivo trasferimento dei complessi aziendali. La misura si è resa necessaria anche in ragione dell’evoluzione del contesto di mercato nell’ambito del quale sono in corso di svolgimento le predette procedure”.

Tutto chiaro, anche troppo.

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2 Comments

  1. Alessandro Guaschino says:

    Non taglieranno mai le tasse, appena c’è un cosiddetto “tesoretto” pensano subito a quali spese fare, mica a quali tasse tagliare. Non ho mai visto PD e Forza Italia litigare se si deve tagliare l’Irap o l’Irpef….

  2. luigi bandiera says:

    Ad ogni evento mi tocca ripetermi. Condannato sono…

    Siamo davvero in mano o sotto dominio della BANDA DEI QUATTRO.
    I quattro sappiamo chi sono per cui inutile ripeterlo.

    Preghiamo, magari San Marco.

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