Nel 2014 ci sarà la ripesa. Come no… ma della crisi!

di FABRIZIO DAL COL

Gli italiani hanno smesso da tempo di credere alla politica, ma nonostante ciò, i politici non se ne avvedono,  o peggio ancora, fanno finta di non accorgersi. In altre parole, ai politici, come ai partiti, non interessa un bel niente di quello che pensano gli italiani, e ciò che veramente interessa loro è riuscire a  mantenere lo status quo e, soprattutto, gli interessa di non cambiare nulla per non incrinare un metodo che funziona da anni . E’ il “collante” tra destra e sinistra, che mantiene e garantisce i privilegi, le prebende e gli affari, oltre a far sopravvivere se stesso  e tutto il regime politico a parvenza democratico.

Alla luce di ciò, diventa facile capire i motivi dell’inerzia politica e, vuoi per un motivo o per un altro, le priorità decisionali del “collante” politico, ovvero  quelle finanziarie, di interesse condiviso, e del mantenimento del consenso, sono e restano per sempre,  quelle più importanti e necessarie. Ecco che, le ragioni per cui il “collante” politico continua ad arrabattarsi, in modo quasi sistemico, nel  trovare misere risorse finanziarie per superare le ormai quotidiane emergenze, sono esclusivamente riconducibili alle volontà politiche decisionali, ovvero all’incapacità di tagliare quella spesa pubblica dalla quale derivano i privilegi, le prebende, e gli affari di cui sopra. In altre parole, niente tagli, ma innalzamento delle tasse, e così facendo si continua a distruggere il tessuto economico ancora in vita. Sintetizzando meglio: per ogni azienda che chiude, quella che invece resta aperta è costretta a pagare più tasse, e ciò  per colmare le entrate mancanti dall’azienda che ha chiuso.

La Cgia di Mestre ha stimato la perdita di 450.000 partite iva negli ultimi 5 anni, la conseguenza  quindi,  è che le aziende ancora aperte oggi sono tutte a rischio e si ritrovano con maggiori imposte da pagare e minori possibilità di sopravvivere. Gli interessi della politica e dei partiti, sono ormai permanentemente in conflitto con gli interessi dei cittadini e tutto ciò che giova al sistema di potere politico per gli italiani diventa invece una vera e propria oppressione. Infatti, nella situazione attuale i mancati tagli alla spesa continuano ad impoverire tutti, ma non impoveriscono il sistema di potere con tutte le sue branche, che invece continua a foraggiarsi grazie ai mancati tagli della spesa.

In sostanza, nel corso degli anni, il potere dei partiti retto sul “collante” di cui dicevamo sopra, ha sempre utilizzato la spesa pubblica come voto di scambio del consenso politico, e questa potrebbe essere già da sola, la ragione più forte per cui si ostinano a non voler tagliare nulla. Detto ciò, da tre anni a questa parte, i politici hanno continuato a sfornare promesse su una crescita ormai certa: hanno iniziato col dirlo nel 2011, poi lo anno detto nel 2012, poi con l’arrivo di Monti nel 2013, e oggi lo dicono per il 2014. Ma continuerà  così?

L’Italia è oggi avvitata su se stessa, e con l’attuale oppressione fiscale tendente al rialzo su chi produce, se  i partiti  non decideranno in fretta per un deciso taglio della spesa pubblica (almeno il 30%), diventa  praticamente impossibile pensare a una crescita economica per il 2014. Di più, è proprio a causa della debolezza economica dell’Italia  che la crisi può invece riprendere un certo vigore, e non è certo un caso, se tutti gli economisti più accorti oggi sono lì ad accusare la politica economica della Ue, ovvero a rinfacciare all’istituzione europea, di aver posto all‘Italia condizioni inaccettabili e di aver spinto sulla politica integralista del rigore e dell’austerity, senza  nemmeno  tener conto,  che gli Stati del bacino del Mediterraneo, in primis l’Italia, sono stati svantaggiati dal cambio dell’euro. Nonostante sia l’Italia a guidare il prossimo semestre europeo, ovvero ad avere,  grazie alla presidenza europea,  l’opportunità  di trovare le giuste alleanze con gli omologhi del bacino del mediterraneo,  per porre un radicale cambiamento di rotta all’Europa, finirà che ai politici levantini italiani, riuscirà  ancora una volta  l’impresa di buttare alle ortiche la più grande delle occasioni. E lo sapete il perché? Perché la loro priorità, prima ancora di salvare il Belpaese, ancora una volta sarà quella della loro sopravvivenza, ovvero di preoccuparsi delle prossime elezioni europee.

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3 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Caro Albert Nextein,

    io, invece, credo ai numeri, ma delle loro SUPER STRA PAGHE..!!

    Quelle NON VOGLIONO DIMINUIRE!!

    MENTRE A NOI L’AUMENTO LO FECERO SUBBITO… alla fornerona maniera.

    E gli alti hanno i diritti acquisiti per cui non si abbassano le loro paghe, mentre a noi bassi NIET diritti acquisiti, ed infatti ce li abbassano con la legge del PIZZO.

    Scrivevo, invano come al solito: RIVOGLIO LA SCALA MOBILE..!!

    Beh, ce l’hanno per fino i super mercati..??

    Infatti, niet scala mobbbile… o noi BASSI.

    IL PALAZZO POGGIA DA SEMPRE VERSO IL…
    BA SS SO..!!

    continua

  2. Albert Nextein says:

    Superfluo, ormai, confermare che io non credo ai numeri che ci dicono e alle loro parole.

  3. pippogigi says:

    L’analisi è perfetta. Un economista francese, Daniel Gros, giorni fa aveva bocciato la finanziaria dicendo “dovete tagliare la spesa pubblica, tutti ve lo chiedono, tutto il mondo ve lo chiede”, invece ogni manovra consiste in un irresponsabile aumento della tassazione e in nessun taglio della spesa pubblica. I motivi sono sopra spiegati.
    ma a questi va aggiunta la spiegazione del perché l’italia, nonostante abbia versato molti soldi al Mes, non abbia chiesto gli aiuti europei come Grecia e Spagna: farlo significherebbe avere la Troika in casa a comandare che ovviamente imporrebbe per prima cosa il taglio della spesa pubblica e probabilmente un abbassamento della tassazione.
    Non sono sensazioni, giorni fa l’Europa ha richiamato l’italia per non aver rispettato i patti sottoscritti da Monti, ovvero il taglio della spesa pubblica e la diminuzione della tassazione su lavoro e capitale.
    Per non avere la Troika in casa ecco Letta e Saccomanni fare gli imbonitori da fiera di paese, riprese dietro l’angolo, tutto va bene, ce la abbiamo fatta da soli, ecc fino a nascondere o alterare i veri dati economici.

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