Lo Stato peggio di Ebola. In Francia nuovi manifesti: i politici, immigrati venite a casa nostra

this_is_sparta_wallpaper_by_brendan531-d3bdh7adi REDAZIONE

Ne uccide più lo Stato di Ebola. Se Ebola è il virus che arriva da lontano, piombato sull’Occidente più che come arma virale, piuttosto come arma di distrazione di massa, è vero che a questo male si possono sostituire altri nomi. O apparentare altre realtà: lo Stato italiano del fisco è Ebola, uccide e desertifica i territori. La sanità italiana ne ammazza più di Ebola. Le pensioni da fame ne affamano più di Ebola.

 

Ebola e i nomadi della politica

Ebola come paradigma del sistema malato è stato il centro del convegno promosso da Indipendenza Lombarda domenica scorsa, all’Hotel Cavalieri di piazza Missori a Milano. Indipendentisti ma anche semplici cittadini, si sono ritrovati per chiedersi come uscire dalla lunga incubazione che sta ammorbando il Paese. Perché sono decenni che l’alternativa allo stato centralista è e resta solo un nuovo stato neocentralista, come hanno ricordato intervenendo i relatori. Ora si subisce il paradosso di una politica di sinistra che prova a fare quello che non è riuscito a Berlusconi con la Lega: ridurre le imposte alle imprese. “Ci voleva Renzi per togliere l’Irap alle aziende?!”, si è interrogato infatti Roberto Bernardelli, presidente di Indipendenza Lombarda. Ed la Lombardia, con un pil che, assieme al Veneto, tocca la stessa cifra più o meno di Austria, Svizzera e Svezia messe assieme, paga il prezzo forse più alto del Paese. In 20 anni di tentativi di governi di centrodestra, nulla è cambiato. E oggi, si è detto nel corso del convegno, si assiste persino al “nomadismo della politica”, alla migrazione della rappresentanza. Ma non si va oltre il refrain dello stop all’immigrazione e allo stop ai campi nomadi. E dopo?

Non c’è solo l’immigrazione

Che fare contro l’Iva più alta d’Europa? Contro le tasse più alte per i servizi peggiori? Per l’energia più cara della Comunità europea? Per l’unico sistema che fa pagare le tasse sui presunti redditi dell’anno successivo? Per la revisione del catasto che sarà la prossima patrimoniale? Per l’unico Stato che paga anni dopo il credito alle imprese? Per l’unico parlamento che offre banche che regalano ai deputati mutui all’1% di interesse? Basta dire “stop immigrazione” per demolire il meccanismo dello Stato Ebola?

 

La rassegnazione settentrionale

“Indipendenza come unica via, ci salviamo solo se ci sottraiamo dalla voracità dello Stato italiano”, ha commentato Giulio Arrighini, segretario del Movimento. Ma ormai si sta assistendo ad un processo imitativo anche a casa nostra. “Si è passati dalla rassegnazione meridionale alla rassegnazione settentrionale. E’ cambiato il modello culturale, si aspetta un nuovo profeta, ma come in tutte le cose, o ne usciamo noi o nessuno riuscirà a tirarci fuori”. Intanto è evidente la progressiva deindustrializzazione del Nord, su cui soffia la Germania, per renderci più vulnerabili e meno competitivi. A meno che salti il sistema euro…

 

La sciura Maria e la pensione

E a meno che “salti il sistema fisco”, ha rilanciato Francesco Formenti, vicesegretario del Movimento. Perché portare a casa, come è stato esposto, 88 euro di pensione a 102 anni, dopo aver lavorato fino a 75, perché il resto te lo mangia Equitalia, è da Stato da Ebola. Ma più eclatante è la testimonianza di Carlo Fatuzzo, segretario del Partito Pensionati: è la vicenda della signora Maria, piemontese di 69 anni, che scopre di aver diritto ad una integrazione previdenziale con sette anni di arretrati, da sommarsi ai 600 euro che già incassa mensilmente. Ed ecco che finalmente l’Inps che invia l’assegno risarcitorio di 56mila euro ma… ne incasserà solo 42. Gli altri sono tasse, per il sistema Ebola della previdenza, infatti, è come se dovesse essere tassata per aver incassato ogni anno 42mila euro di pensione. Insomma, non solo per sette anni l’Inps si è ben guardato di comunicarle che aveva degli arretrati, non solo non le sono stati indennizzati gli interessi sul mancato incasso, non solo lo Stato non le ha detto “grazie” per aver lasciato per 7 anni quei soldi a maturare interessi nelle casse Inps… No, le hanno chiesto di pagare più tasse sul dovuto.

300 lombardi

Manca un Leonida, oggi in Lombardia, nel Nord in generale, tuttavia l’associazione 300 Lombardi ci prova, e invita a prendere come spunto la battaglia del sostituto d’imposta, oggi a carico delle imprese, e che non rende ancora cosciente il lavoratore dipendente della massa di tassazione che dimezza lo stipendio a fine mese. Soldi che servono al sistema per mantenere se stesso e non per generare servizi. O, in alternativa, per sostenere il peso crescente del welfare per l’immigrazione. E nel dibattito è emerso un nuovo corso” francese critico verso le politiche di accoglienza. Si tratta   del Mouvement pour la Remigration,  nato in Francia il 21 settembre scorso, e per il quale l’immigrazione non è più sostenibile in Europa. Unica alternativa: la “remigration”, un piano per il ritorno degli immigrati nei loro paesi d’origine.Da qui il via ad un serie di manifesti provocatori,  in cui si invitano gli immigrati a farsi accogliere dai vip pro immigrati con tanto di indirizzo in bella mostra.

Una delle prime immagini vede l’ex ministro Cécile Duflot che pronuncia con un fumetto, una sua dichiarazione in favore della regolarizzazione dei clandestini. Sotto, lo slogan: “Immigrati, benvenuti a casa mia”.

Segue l’indirizzo della sede del partito dell’esponente politico. Lo stesso manifesto riprende anche  l’economista Jacques Attali, con tanto di indirizzo del suo studio.

Una campagna per provocare e allargare il dibatitto sulla difficile coesistenza, in tempi di crisi, tra la popolazione e nuovi arrivi e bocche da sfamare. Non preoccupa più di tanto Ebola, anche perché fa più vittime sanitarie la  “Tbc, o la scabbia che da anni abbiamo reimportato”, ha ricordato  Giorgio Musocco, consigliere comunale a Cantù per Indipendenza Lombarda.

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

Leave a Comment