Dieci nazioni senza Stato: un confronto per un futuro più libero

di LUCA FODDAI

Sono stati tre intensi giorni interamente dedicati a lingue, letterature, storie civili e politiche, fisco, problematiche economiche ed assetti istituzionali dinanzi all’Unione Europea. Dal 24 al 26 agosto l’Hotel Catalunya di Alghero ha ospitato la I° Conferenza internazionale delle Nazioni senza Stato (Cunferentzia Internatzionale de sas Natziones sena Istadu), organizzata dall’Istituto di Studi e Ricerche Camillo Bellieni di Sassari con l’obiettivo di mettere a confronto i problemi e le esperienze che investono le nazioni senza Stato e le regioni in cui sono presenti minoranze linguistiche e culturali in Europa. Studiosi, esponenti politici ed amministratori locali, intellettuali ed esponenti del mondo economico scozzesi, baschi, friulani, catalani, berberi, irlandesi, ladini, corsi, albanesi e naturalmente sardi si sono così dati appuntamento nella città della Riviera del Corallo. Un convegno che ha anche visto il ricorso a più lingue per gli interventi: dall’italiano all’inglese, dal francese al catalano. In totale trenta relatori ed un pubblico che ha riempito la sala convegni dell’Hotel Catalunya, con ben dieci nazioni rappresentate.

«Ci siamo ritrovati ad Alghero anche con l’obiettivo di creare una rete che coordini e metta in contatto i diversi soggetti a livello europeo. A noi interessa costruire soprattutto un’Europa in cui non ci sia il dominio delle banche o delle borse, ma nella quale siano protagonisti i popoli», ha spiegato il direttore scientifico dell’Istituto di Studi e Ricerche Camillo Bellieni, professor Michele Pinna.

La prima giornata, il 24 agosto, si è aperta con la sessione dedicata alla figura di Dino Giacobbe, antifascista e combattente sardista. Poco prima dell’avvio dei lavori hanno preso la parola i rappresentanti delle Istituzioni per i saluti di rito. Dopo la presidente dell’Istituto Camillo Bellieni Maria Doloretta Lai e del direttore scientifico Michele Pinna, sono intervenuti il vicepresidente della Provincia di Sassari, Lino Mura; il segretario del PSd’Az, Giovanni Colli; l’assessore del Comune di Alghero, Massimo Canu; il capogruppo sardista al Comune di Sassari, Antonio Cardin; il leader di Irs, Gavino Sale; la consigliera regionale di Sardigna Libera, Claudia Zuncheddu; il coordinatore di Sardigna Natzione, Bustianu Cumpostu; e il presidente del PSd’Az, Giacomo Sanna. Su Dino Giacobbe si sono invece soffermati Simonetta Giacobbe, Francesco Casula, Gianfranco Contu, Gianfranco Murtas e Antoni Strubell (Parlamento della Catalogna). Ha coordinato i lavori Antonello Nasone.

Nel pomeriggio dello stesso 24 agosto i lavori sono proseguiti con gli interventi sul tema “Fisco, sviluppo economico e riforme istituzionali: presupposti per uno stato proprio”. «La sensazione dell’assistenza da parte del Governo centrale sparirebbe se noi riscuotessimo le imposte e poi le versassimo allo Stato. Così facendo la coscienza di nazione aumenterebbe», ha detto il presidente della Commissione Autonomia del Consiglio regionale Paolo Maninchedda. Hanno portato il loro contributo Mario Carboni, Attilio Pinna, Franco Sotgiu, Uriel Bertran (Università di Barcellona) e Joanne Spain (Sinn Fèin). Ha moderato il consigliere regionale del PSd’Az, Efisio Planetta.

Sabato 25 agosto l’intera giornata è stata dedicata al problema delle lingue e delle letterature di minoranza. Si sono alternati come relatori Giuseppe Corongiu, dirigente della Regione e responsabile del Servizio Lingua Sarda; William Cisilino, direttore dell’Agenzia Regionale per la lingua friulana; Anna Bogaro, dell’Università di Udine; Fabio Chiocchetti, direttore dell’Istituto Ladino di Vigo di Fassa; Vittorio Ledda, presidente del Premio di letteratura sarda Città di Ozieri; Diego Corraine, Rete RoleMED, Sotziedade pro sa Limba Sarda; Francesco Altimari, Università della Calabria; Andrea Bianchi, poeta e traduttore; Robert Alan Jamieson, scrittore, Università di Edimburgo; Carles Biosca, Rete RoleMED – Università Autonoma di Barcellona; Mohand Tilmatine, Università di Cadice – Rete RoleMed; Merce Esquerrà i Caudet, presidente Escola en Català; e Philip McDermott, Università dell’Ulster. Le due sessioni di lavoro sono state moderate da Mario Carboni al mattino e da Marina Sechi Nuvole al pomeriggio. Al reading di poesie che ha chiuso la giornata hanno partecipato Clara Farina, Andrea Bianchi, Silvana Siviero e Sergio Garau.

Il convegno si è concluso domenica 26 agosto con un dibattito aperto ai rappresentanti delle forze politiche europee intorno ai problemi delle riforme istituzionali nelle regioni di minoranza linguistica dell’Unione Europea. Sono intervenuti Giacomo Sanna, presidente nazionale del PSd’Az, che ha moderato i lavori; e poi Joan Elies Adell Pitarch, rappresentante della Generalitat de Catalunya ad Alghero; Humza Yousaf, deputato del Parlamento scozzese; Jean Guy Talamoni, presidente del gruppo indipendentista “Corsica Libera”; Alfons Lopez Tena, presidente del gruppo parlamentare SI; Jon Andoni Lekue, Dipartimento Relazioni Internazionali della IA, Paese Basco; Conxita Bosch, FEM Mare Nostrum; e Giovanni Colli, segretario nazionale del Partito Sardo d’Azione. I lavori sono stati chiusi con i saluti ed i ringraziamenti della presidente dell’Istituto Bellieni, Maria Doloretta Lai, e del direttore scientifico Michele Pinna.

Nell’ambito della Conferenza, su iniziativa dell’Istituto di Studi e Ricerche “Camillo Bellieni” e di Su Comitadu pro sa limba sarda, è stato infine costituito l’Osservatorio Internazionale delle letterature e delle lingue meno diffuse e delle Nazioni senza Stato. Gli obiettivi dell’Osservatorio sono: registrare, segnalare e denunciare le limitazioni che i singoli stati impongono alle minoranze ed allo stesso tempo farsi sostenitori delle buone pratiche che favoriscono la creatività di queste lingue ed il contributo che danno alla cultura mondiale.

La I° Conferenza internazionale delle Nazioni senza Stato si è svolta con la collaborazione delle seguenti associazioni: Rete RoleMED (Rete di osservazione delle lingue emergenti del Mediterraneo), SI (Solidaritat Catalana per la independència), FEM Mare Nostrum (Federazione dell’Identità del Mediterraneo), Ccsi (Comitato Catalano della Solidarietà Internazionalista), FED, Edizioni Papiros, Fondazione “Zona Franca”, Fondazione “Giovanni Maria Angioy”, Associazione “Franco Meloni Onlus”, Fondazione “Sardegna per gli studi giuridici”, con il contributo della Regione Autonoma della Sardegna e con il patrocinio del Partito Sardo d’Azione.

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