Navigare a vista pur di salvarsi il culo

E’ buona norma imparare a fare i propri conti per evitare di concedere immeritati sconti, ovvero imparare a ripagare gli altri con la stessa moneta con la quale ci hanno comperato.PESCATORE

Abbiamo la abitudine di pretendere che altri interpretino le parti che noi ci prefiguriamo. A domanda, risposta. Quella che vogliamo ci sia data. Noi, che non sappiamo neppure quale sia la nostra parte nel copione che la vita ci scrive ogni giorno.
Non decidere significa prendere una decisione.
L’indecenza significa: mancanza di pudore e di decoro; fatto, azione, espressione offensiva di tali valore Allora è considerato un valore il suo contrario: la decenza! Da quanto tempo l’abbiamo, tale valore, risposto nella furbizia, nell’opportunismo, nella navigazione a vista pur di salvare il culo? Da quanto tempo accettiamo che il cervello sia una noce senza il gheriglio del pensiero? Il marcio attecchisce in menti inclini al marcio. Menti che hanno decorato la loro vita con prebende, annientando il senso del decoro morale, con la pratica del mercimonio. La strada più breve della dannazione dell’anima dove siamo incamminati, pagando un pedaggio altissimo: la perdita di noi stessi, la perdita del significato di essere persone.
Modi di dire riveduti e (s)corretti: La storia dell’uomo, dall’ansia di prestazione, a letto, all’ansia di postazione, al pc.
Chi tace consente.
Rosanna Marani
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2 Comments

  1. Ric says:

    Se non mi rispondo forse vuol dire che non mi sono capito …. Eh certo .

  2. Ric says:

    Il primo “gallo” che canta ha fatto l’uovo ; le mie prigioni addì agosto ‘015 non sono mica dolcezze romantiche simil Spilberg .Le codifiche esistenziali attualizzate hanno nell’espressione comunicativa e soprattutto nella matrice incidente dei significati la distorsione del contenuto per cui ethos Logos e pathos non omogeneizzano un senso compiuto e conseguente incisione profonda sulla percezione senso e realtà ma realizzano certezze d’obbiettivo antitetico all’auspicabile sommo bene . Passa allora il surrogato del piacere, del dolore del sentire del gustare , sempre meno percettori di qualitá e di gusto sempre più palati cicatrizzati . L’olezzo dilagante del disvalore si mimetizza e la distruzione imperante compie la propria missione. Superarsi , soffrire senza perire ma soprattutto convincere concretamente la natura rimasta in noi a non prendere la proprie rivincite con malanni e l’impotenza ma , dimostrarci veri alleati guardiani attivi del suo vigore( natura) , salvaguardie di status salus . Ribellione in primis con capacitá nel discernimento . Il “mercato” distorto offre deforme attualizzate di “rivoluzionari” decerebrati schizofrenici parassiti assistiti e mantenuti drogati fino alla ventesima generazione che spaccano vetrine altrui e incendiano auto in sosta , tagliatori di teste a comando alla facciaccia dei sepolcri imbiancati di ogni risma di ogni posizione di ogni ingordigia di ogni vanagloria che , si spaventano della voce alta , anime belle del politicamente corretto mansuete e rassegnate al sacrificio rigorosamente di vite altrui . Si brandisca la verga sul super io” egoistone “, masochista svitato e rincitrullito e se, alla paura che bussa alla porta s’alza ad aprire l’orgoglio perduto , allora avanti si buttino in aria i tavoli , si taglino i ponti e si brucino le navi del finto perbenismo : vediamo come la mettiamo e soprattutto quel che resta ! O no ?

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