Nave Diciotti. Quell’accordo mostruoso…

La nave Diciotti con a bordo 67 migranti fa il suo ingresso al porto di Trapani, 12 luglio 2018 Trapani. ANSA / IGOR PETYX

di SERGIO BIANCHINI – Accordo Italia Cossovo Albania CEI: Cosa strana e mostruosa.

Riporto da wikipedia  i dati sul Cossovo:

Il Kosovo o, in italiano, Cossovo …. ..è uno Stato parzialmente riconosciuto dell’Europa sud-orientale (Balcani), autoproclamatosi indipendente dalla Serbia il 17 febbraio 2008.[12]La stessa Serbia dichiarò immediatamente di non riconoscere l’indipendenza[12], accolta invece da altri paesi tra cui l’Italia.[13]

A distanza di 10 anni, nel 2018, sono 113 gli Stati membri dell’ONU che riconoscono il Kosovo come indipendente.[14] La piena sovranità è stata dichiarata il 10 settembre 2012, coincidendo con la fine della sorveglianza esercitata dal Gruppo internazionale di orientamento (ISG).[15][16]

Secondo il parere della Corte internazionale di giustizia del 22 luglio 2010, la dichiarazione d’indipendenza del Kosovo non ha violato né il diritto internazionale generale né la risoluzione 1244 del consiglio di sicurezza ONU. Il parere non include una presa di posizione sugli effetti della dichiarazione, e cioè sull’acquisto, o no, della qualità di Stato a tutti gli effetti (paragrafo 51)[17].

 

Il Cossovo non è quindi uno stato a tutti gli effetti, non fa parte dell’ONU e nemmeno dell’Unione Europea. Intenderlo come uno stato  urta contro l’identità serba e con l’ordinamento giuridico internazionale. Ma la cosa è perfettamente in linea con l’imperialismo tradizionale italiano nei balcani.

Inoltre l’appoggio contemporaneo ad una trattativa congiunta con Albania e Cossovo, sul quale l’Albania aspira tradizionalmente ad una integrazione sotto il segno della grande Albania, è poi una mossa potente di politica estera imperiale nei confronti dei balcani mascherata da libero accordo umanitario.

Anche Il “libero” accordo con la CEI ha qualcosa di strano e mostruoso visto che la CEI non è uno stato. Diverso sarebbe se l’accordo fosse con il vaticano ma invece si parla di Cei. Dunque i 100 della quota Cei resteranno “liberamente” in territorio italiano e le spese della loro dislocazione e del loro mantenimento saranno a carico dello stato italiano (scuola, sanità, ordine pubblico ) nelle forme depistanti che presto conosceremo.

E’ inoltre strana, perché estremamente sproporzionata, la ripartizione 20-20-100 . Su 140 accolti l’talia, con 60 milioni di abitanti, ne accoglie 100( con la finzione CEI) e 40 vanno in due paesi con un totale di 5 milioni di abitanti

E, dato che Cossovo ed Albania sono due paesi poverissmi, quasi certamente  scaricheranno sull’Italia  i costi dell’accoglienza o addirittura invieranno in Italia i soggetti dopo aver dato loro una facile e gratuita  cittadinanza. Sicuramente la questione è già stata trattata segretamente negli accordi diplomatici preliminari alle decisioni.

Quindi dei tre interlocutori “EUROPEI” con cui si è fatta la ripartizione due non sono veri stati, e uno è un soggetto al traino  della tradizionale ingerenza italiana imperiale nei Balcani, vestita oggi di sacre vesti umanitarie. Ma la cosa più sconcertante è proprio la qualità di stato conferita alla CEI. Che diventa quindi uno stato nello stato con conseguenze concettuali e giuridiche imprevedibili.

Di fatto i 140 sono tutti, alla fine, sulle spalle dell’Italia con la solita mascheratura ipocrita.

Invece, e dico per fortuna, dei 28 paesi europei aderenti all’Unione Europea nessuno ha voluto caricarsi di nemmeno un prelevato e ciò costringerà tutti gli agenti del mondialismo nascosti, ma in italia ben visibili, a manifestarsi in forme ancora più aperte.

I 28 pesi UE, con circa 500 milioni di abitanti in totale, sono:   Austria, Belgio, Bulgaria,Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.

Domanda: il prossimo carico di prelevati verrà ripartito allo stesso modo? E se anche la CGIL ne pretenderà una quota? E se le cooperative ne chiederanno un’altra quota?

Follia pura!

Quindi l’Italia dovrà decidere se diventare sempre di più la prima tappa dell’africanizzazione dell’Europa, cooperando sempre più decisamente col mondialismo e mettendosi fuori e contro l’Europa stessa, o cessare di sostenere l’africanizzazione e diventare totalmente un paese sovrano  con una prospettiva davvero Europea.

 

 

 

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