Nascono i Repubblicani. E Salvini: “Noi? La Lega alle politiche da sola”. Per stare all’opposizione

di STEFANIA PIAZZOreguz

Tenere bene a mente la data. 2 giugno 2015. Nasce a Milano l’associazione che Marco Reguzzoni, Lega Nord, e Nunzia De Girolamo, Ncd, assieme ad una pattuglia di liberisti e categorie del mondo produttivo, Tea Party, Sveglia Centrodestra e Modernizzare l’Italia, hanno fortemente voluto per rispondere al meccanismo della nuova legge elettorale: due partiti contrapposti. Pd da una parte e un contenitore di centrodestra in cui federare le forze sul campo. Questa la massima sintesi. “Dobbiamo solo ringraziare Renzi impegnato a twittare per aver commesso l’errore di fare una legge elettorale che prevede in campo due soli partiti, una maggioranza e una opposizione”. Quindi, logica del ragionamento dell’ex capogruppo leghista alla Camera è che se la legge elettorale è la madre di tutte le leggi, come diceva Miglio, la legge elettorale varata dal Pd paradossalmente è un barlume di speranza per insinuare un cambiamento, ovvero far fare ai pezzi di centrodestra, Forza Italia, Lega, Ncd, un passo indietro per ricostituire il fronte antirenziano e batterlo.

Tenere sempre bene a mente la stessa data, 2 giugno 2015. Perché mentre al teatro Nuovo si celebrava l’evento, Matteo Salvini dai microfoni della Zanzara su Radio 24, lancia la corsa solitaria, senza centrodestra. “Si votasse adesso la Lega si presenterebbe da sola”. Forte del risultato in Veneto e dell’apporto determinante della Lega per la vittoria di Toti in Liguria, il leader del Carroccio come in una partita a poker alza la posta. Siccome vinco sempre, questa è la ratio del segretario leghista, non ho bisogno di nessuno. E al popolo che lo ha votato mostra il fiero petto, assicurando che la Lega non cercherà alleati, ovvero non ha bisogno di sommare la propria forza a quella di nessuno per vincere.

Eppure in Veneto ha vinto in coalizione. In Liguria ha vinto in coalizione. Volere andare al voto da soli alle politiche, vorrebbe solo dire avere la certezza di portarsi a casa il 50 per cento più uno dei consensi, e governare per andare di ruspa.

Il che sarebbe fantastico per la Lega ma di oggettiva impraticabile fattibilità. Quindi il ragionamento salviniano è in realtà tronco: “Si votasse adesso la Lega si presenterebbe da sola”, aggiungendo, “per stare all’opposizione”. Cioè prendere i voti per non governare. E allora a che servono le ruspe se non a giocare sulla sabbia?

Insomma, la partita è appena iniziata. Ma cosa accadrebbe se il Nuovo centro destra uscisse dal governo? Renzi lo rimpiazzerebbe con i 5 Stelle, e questi accetterebbero? Si andrebbe al voto. Come e dove e per fare cosa?

 

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One Comment

  1. marcello ricci says:

    Accettare in una coalizione il Ncd ,ovvero Alfano , Mario Monti, Elsa Fornero è un suicidio politico. Ho molta stima e grande considerazione per Marco Reguzzoni, ma dal mio punto di vista, non credo che questa volta l’operazine sia giusta, Il Ncd ha consensi minimali, assolutamente non significativi, ma la sua presenza in una coalizione indurrebbe molti a non votare. Vedo bene invece l’alleanza con Fratelli d’Italia. Salvini e la Meloni sono compatibili.

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