NASCE “RETE ALPINA” PER FAR RINSAVIRE IL CENTROSINISTRA. AUGURI

di GIANMARCO LUCCHI

“Guardiamo ai territori alpini, ma anche agli altri territori, guardiamo al Paese e al bisogno di rinnovare la politica”. Il governatore del Trentino, Lorenzo Dellai, ha lanciato a Chivasso (To) una nuova sfida alla politica nazionale, la “Rete dei movimenti e dei territori alpini”. Assieme ad una quarantina di realta’ delle regioni del Nord (movimenti politici, comunita’ montane, sindaci e studiosi), il presidente trentino ha proposto la costituzione di una “Rete alpina” capace di interloquire, innanzitutto con il centrosinistra, anche in vista delle elezioni politiche 2013.

L’iniziativa di Chivasso (dove nel 1943 fu firmato l’appello delle Comunita’ alpine) ha visto la presenza di rappresentanti di Associazioni e Comunita’ territoriali. Tra gli altri, il consigliere regionale della Valle d’Aosta Roberto Louvin (Lista Comunita’ alpine), i sindaci di Chi-vasso, Cantu’, Lamon ed il presidente dell’Uncem, Enrico Borghi. Secondo Giorgio Lunelli, consigliere regionale del Trentino Alto Adige dell’Upt (Unione per il Trentino) e organizzatore dell’incontro, “si tratta oggi di creare un’altra politica che risponda all’antipolitica, sviluppando collaborazioni tra regioni della montagna sulla base dei valori alpini, promuovendo la solidarieta’ ma soprattutto evitare che il centrosinistra accentri troppo a Roma e che sia troppo di sinistra”.

All’incontro erano presenti anche due noti studiosi, della montagna e dei nuovi fenomeni sociali: il climatologo Luca Mercalli e l’antropologo Annibale Salsa. Al momento fondativo di Chivasso hanno portato il loro contributo politico anche il segretario provinciale dell’Unione per il Trentino, Flavia Fontana, l’assessore agli Enti Locali della Provincia autonoma di Trento Mauro Gilmozzi e Luigi Chiocchetti, consigliere regionale del Trentino Alto Adige della Ual Union autonomista Ladina.

Nel Nord in stato confusionale che sta abbandonando i partiti tradizionali (Lega compresa, ed è tutto da verificare se la nuova stagione maroniana sarà in grado di recuperare anche solo in parte i tanti consensi persi per strada), registriamo anche questa iniziativa, che si affianca ad altre proposte tipo “Verso Nord”, lanciata a suo tempo da Massimo Cacciari, che poi se n’è tirato fuori, e che ora è in avvicinamento all’Italia Futura di Luca Cordero di Montezemolo, ammesso e non concesso che il titubante presidente della Ferrari decida cosa fare realmente all’alba della sua “terza età” (senza offesa).

Dellai è un democristiano di lungo corso che si porta appresso una dose di autonomismo in salsa trentina, e che in casa sua, dopo la sparizione della Balena bianca, ha sempre fatto di testa sua senza subire imposizione dai partiti romani. Il consenso dei voti a Trento e Provincia gli ha consentito di muoversi in tale direzione. Ora cerca di esportare il modello che porta il suo nome nel resto dell’arco alpino, cercando di sfruttare il momento di grande disorientamento di molti elettori che hanno perso ogni speranza nei rispettivi partiti, ma che non sono nemmeno convinti dell’utilità di abbracciare il grillismo.

Il limite di “Rete Alpina” appare quello di pretendere di “condizionare” un centro-sinistra che difficilmente appare in grado di poter rinsavire. Comunque noi abbiamo la pretesa di essere osservatori di quanto accade nella pancia della politica, soprattutto al Nord, e dunque osserviamo anche questa iniziativa, con una buona dose di scetticismo.

 

 

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9 Comments

  1. giovanni says:

    Ecco che l’opportunismo centralista gioca sporco in nome di futuristiche ma improbabili nuove careghe.

  2. Giorgio Milanta says:

    “Guardiamo ai territori alpini, ma anche … ”

    Made in Veltroni.

    Sempre uguali a sé stessi i comunisti.

    Ma in polentonia i gonzi abbondano.

  3. fabio ghidotti says:

    sarà il tempo (forse non molto) a dire quanto c’è di opportunista e quanto di serio in questa iniziativa.
    A sinistra comunque c’è chi è andato oltre, nel tradurre in obiettivi concreti lo spirito precursore della Carta di Chivasso.
    Si veda il bel libro uscito pochi anni fa “Le Alpi Regione d’Europa” nel quale viene proposto per un futuro non troppo lontano, in un’ipotesi di Europa delle Regioni, che le Alpi diventino un’entità unita e autonoma, vista la comunanza di interessi e di visione del mondo fra tutte le popolazioni alpine, quali che siano la loro lingua, storia e attuale appartenenza statale.

  4. liugi says:

    “ma soprattutto evitare che il centrosinistra accentri troppo a Roma e che sia troppo di sinistra”

    Il centrosinistra troppo di sinistra? In Italia? Ma lo sa questo signore che il PD è un partito di sinistra solo nel nome?
    E poi tutti (sia destra che sinistra, alto e basso) hanno accentrato già troppo a Roma. Faccio fatica a immaginare un sistema più accentrato di quello italiano, a meno che non si teorizzi di dare alla prefettura locale il potere di decidere quando dobbiamo andare in bagno (con tasse sulle feci espulse raccolte da Roma, ovviamente).

  5. Diego Tagliabue says:

    Destra o sinistra non importa.
    Queste nuove formazioni, però, puzzano di manovra di regime, per bloccare il movimenti indipendentisti.

  6. Perfetta analisi, Roscia.
    I tanti fancazzisti della elefantiaca PA del trentino hanno il terrore di perdere i loro attuali privilegi.

  7. Daniele Roscia says:

    Il trentino, un esempio di buon governo del territorio, ma con una particolarità di non poco conto: un’autonomia speciale con i 9 decimi di risorse trattenute sul territorio e una serie infinita di funzioni e competenze gestite direttamente dalle provincie autonome. Sicuramente Dell’aiuto teme che con il possibile crollo del sistema Italia, queste opportunità possano venire meno.

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