Nasce l’Osservatorio sulla libertà religiosa nel mondo

libertà nuovo

«La Tutela e la promozione della libertà di religione costituiscono una delle priorità della politica estera italiana». Con queste parole stamattina il ministro per gli Affari esteri Angelino Alfano ha presentato il nuovo Osservatorio del MAE sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libertà religiosa.

Osservatorio a cui Aiuto alla Chiesa che Soffre è stata chiamata a partecipare, nella persona del direttore ACS-Italia Alessandro Monteduro. «Siamo onorati di prendere parte a tale encomiabile iniziativa della Farnesina che mostra l’impegno del governo italiano a tutela di questo fondamentale diritto», ha commentato Monteduro, uno dei cinque membri del neocostituito organismo.

L’Osservatorio, oggi istituito, lavorerà in coordinamento con la rete diplomatica italiana all’estero e avrà il compito di avviare processi di studio, analisi e monitoraggio delle condizioni delle minoranze religiose in tutto il mondo al fine di rafforzarne la tutela.

Come ricordato dal ministro degli esteri, la libertà di ciascun individuo di professare la propria fede è un elemento essenziale nella promozione di società inclusive e pacifiche. È dunque intenzione del governo italiano rilanciare l’azione politica a tutela delle minoranze religiose, anche nell’ambito dei rapporti diplomatici con i Paesi. Un ambito essenziale per la promozione della libertà religiosa.

«Aiuto alla Chiesa che soffre – ha affermato Monteduro – prenderà parte all’Osservatorio portando in dote 70 anni di storia in difesa dei perseguitati e l’expertise derivata dalla realizzazione di uno dei pochissimi studi che documentano le violazioni subite da tutte minoranze religiose: il Rapporto ACS sulla Libertà religiosa nel mondo». La Fondazione pontificia contribuirà inoltre con la propria presenza in loco, attraverso i project partners degli oltre 6000 interventi realizzati ogni anno in 150 Paesi.

«La tutela delle minoranze religiose – continua il direttore ACS-Italia – non può prescindere dal rafforzamento di queste comunità laddove esse sono perseguitate. E oggi in tal senso parliamo soprattutto del Medio Oriente, dove ACS è tra le principali realtà impegnate con oltre 18 milioni donati in Siria dal 2011 e 30 in Iraq dal 2014».

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