Nasce la cosa nero-verde, Le Pen, Lega, Fratelli d’Italia e Casa Pound?

RASSEGNA STAMPAlepeninisti

Il prossimo 18 ottobre la prima iniziativa del “Fronte Lepenista” con la Lega, la Destra di Storace, Fratelli d’Italia e CasaPound.

La “cosa nero-verde” è un cantiere alle battute conclusive. Per il grande lancio manca l’imminenza di una campagna elettorale, ma il sogno dei “registi” italiani che ci lavorano da un paio di mesi è che l’appuntamento sia ravvicinato, magari nella primavera 2015. “Modello Le Pen” in salsa tricolore e un ponte già aperto con la leader francese del Front National.
La guerra dichiarata all’ondata migratoria, all’operazione “Mare Nostrum”, all’“Europa dei burocrati e dei banchieri” a fare da cemento per la costruzione dell’edificio. Matteo Salvini e Giorgia Meloni i big sponsor del partitone che nel giro dei prossimi mesi potrebbe abbracciare tutto ciò che si muove alla destra di Forza Italia, abbandonando proprio Berlusconi al suo destino. Quindi, partiti minori e movimenti satelliti, dalla Destra di Storace a Casa Pound. L’obiettivo è chiaro: trasformare appunto i satelliti in un unico grande pianeta che prenda il posto (e le percentuali) della vecchia Alleanza nazionale. Il giovane leader del Carroccio ha fiutato per primo il colpaccio, non solo guardando Oltralpe. L’altro giorno ha fatto notizia la sua visita ai giovani di Casa Pound nel palazzo occupato nel quartiere Esquilino di Roma, in via Napoleone III. Un abbraccio non casuale, del resto. Loro, gli “irregolari” di destra, hanno sostenuto alle Europee la candidatura del leghista Mario Borghezio nella circoscrizione finora inaccessibile del Centro, regalandogli l’elezione a sorpresa con 5.837 preferenze. Ma il vero tandem Salvini lo sta costruendo — anche per ragioni generazionali — con Giorgia Meloni, miss 350 mila preferenze alle ultime Europee, rimasta fuori per quel soffio che ha inchiodato Fratelli d’Italia (3,7 per cento) appena sotto lo sbarramento.

Ma adesso i due hanno aperto una pagina nuova. «Se si votasse domani il centrodestra non esisterebbe e io andrei solo con Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni» si è sbilanciato il 20 settembre scorso il capo del Carroccio giusto da palco di Atreju, la festa dei giovani di FdI. Con la padrona di casa che plaude alla «grande apertura: con la Lega condividiamo molte cose», pur puntualizzando che per loro il tema dell’unità nazionale sarebbe ancora «imprescindibile». Dettagli. Tant’è che la prova generale del “Modello Le Pen” ha già un primo appuntamento ufficiale in agenda, il prossimo sabato 18 ottobre. I due leader giurano che non l’hanno concordato, ma tanto la Lega a Milano quanto FdI a Reggio Calabria celebreranno quel giorno un anno di “Mare Nostrum” per attaccare ad alzo zero «l’invasione di immigrati clandestini» resa possibile dall’operazione di salvataggio nel Mediteranneo. I due, a parte le foto con calice in mano postate su Twitter, non fanno mistero di sentirsi quasi ogni giorno. Le campagna euroscettiche le discutono insieme, sulle politiche dell’immigrazione vanno a nozze. «Sono più le cose che ci uniscono che quelle che ci dividono, ma tutto dipenderà da quanto Matteo spingerà sull’acceleratore del secessionismo» ha spiegato la Meloni rassicurando quei colleghi, da La Russa ad Alemanno, che osservano con un pizzico di scetticismo. La grossa partita sarà quella delle prossime Politiche, ma le Regionali di primavera sono più vicine. «E i numeri giocano dalla nostra parte » rilanciano tanto l’europarlamentare Salvini quanto la deputata Meloni. La Lega continua a lievitare, il sondaggio Euromedia di due giorni fa per “Ballarò” la quotava al’8, FdI al 4,2, insieme oltre il 12 per cento. Il sogno comune è la soglia immaginifica del 15, soprattutto se il cantiere verrà aperto.

«Io posso essere interessato solo se è Giorgia a farsi promotore di un processo di aggregazione — mette le mani avanti Francesco Storace, fondatore de La Destra — Farmi rappresentare in Europa da Borghezio non è che mi abbia fatto impazzire. Il fatto è che per ora, come si dice a Roma, siamo al “caro amico”, tutto è frastagliato, intorno vedo solo casino». Più sensibili i movimentisti di Casa Pound. I giovani romani che di tanto in tanto occupano edifici da affidare «solo ad italiani» hanno accolto Salvini come un leader. «Lo abbiamo voluto incontrare perché condividiamo quel che dice, dal no Euro al no immigrazione, come il ritorno alla sovranità dei popoli sono temi di battaglia a noi cari» spiega Simone Di Stefano, vicepresidente di Casa Pound Italia (un condanna a tre mesi in casella giudiziaria per aver rubato la bandiera Ue dalla sede istituzionale romana». Il braccio destro di Gianluca Iannone, leader riconosciuto del movimento, però distingue: «Ci interessa meno dialogare con gente come la Meloni o La Russa o Alemanno già ministri del caso Marò o sindaci nei quali non ci siamo identificati affatto». Meglio dialogare con la Lega. La cosa “nero-verde” può prendere il largo.

http://giacomosalerno.com/2014/10/09/la-cosa-nero-verde-il-nuovo-partito-della-destra-italiana-carmelo-lopapa/

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6 Comments

  1. Difesa Sociale Verona says:

    Qui ci sono i corresponsabili della votazione della ratifica dei trattati europei che ci hanno portati in questa condizione dal dipendere dai boia asserviti ai banchieri (Meloni e Salvini) assieme al pd, chi ha preferito andare con il centro berlusconiano del PPE europeo massone che ha avallato ovviamente il governo dei banchieri Monti assieme al pd (Storace) e dulcis in fundo, chi ha dato i propri voti nel 2009 alle europee al liberal massone del PPE Berlusconi nel 2010 alla Polverini e alla separatista secessionista finta “italiana” Lega Nord che a sua volta come scritto sopra, l’aver votato favorevole a questi trattati il 31 luglio 2008 assieme al pd, Casini e Berlusconi appunto, Casa Pound con Iannone. Proprio una bella manifestazione…

  2. roberto says:

    sono molto scettico, su questa indefinita alleanza con la Signora LE PEN. per 2 motivi. 1 La Signora Marine è una persona seria non cambia idea secondo convenienze, ma agisce su basi indicate dagli elettori francesi. 2 L’armata Brancaleone che vorrebbe allearsi con F:N. sono politici vecchi senza idee ma soprattutto pronti a vendersi come hanno fatto in passato con il liberismo sfrenato del Cavaliere. Chi non ha radici non ha futuro.

  3. ..continuo a ribadirlo, pur credendo nella buona fede di intenti che sta portando avanti Salvini io non posso essere favorevole all’unione con fasci itaglianisti nostalgici (vedi casa Pound e Fronte Nazionale) e soprattutto con chi sputa sulla propria terra d’origine, eeh si cari miei perchè la LePen non solo è bretone al 100% ma schifa usi e costumi e lingua della sua terra in favore di non sò quale mero francesismo totatilario!!!

  4. braveheart says:

    che schifo…

  5. Ric says:

    Nella guerra tra guelfi e ghibellini , rossi e neri , nella polarizzazione storica ove sempre ha abboccato l’allocco minusvalente, appunto rimane centrale per la pochezza di analisi e l’approssimazione con cui si identifica l’appartenenza al tipo di gregge. Attualizzando, e nonostante la scolarizzazione in cento anni abbia allargato alcune potenzialitá , la trasversalitá imperante tra comunicazione e cultura rimane permeata ed inficiata di tali strumentali totem e simbolismi surrugati destra/sinistra , divenendo mal riposta concezione come religione, patria etc.
    Premesso quanto , anche se pessimista circa la capacitá dei miei contemporanei di avvertire l’imminenza della fine per sopraggiunta incapacitá del pianeta a reggere la brutale stupiditá distruttiva che impera nelle menti perse avvezze nella ricerca spasmodica e aviditá parassitaria ,
    l’ultimo anelito alla vita per definirsi tale è per l’uomo “sano ”
    l’irrompere impetuoso e liberatorio di benefico sentore di desiderio di LIBERTÁ.
    La vita ha bisogno di libertá e , se il bisogno è quello , tutti i colori sono indicati.

  6. Padano says:

    Ci mancava solo più l’involuzione fascista…

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