Nasce alleanza Grande Nord-Forza Centro-Prima il Sud-Gilet Arancioni (generale Pappalardo)

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Né sovranisti né nostalgici, chiamateli piuttosto super federalisti, ciascuno padrone a casa propria. Mercoledì 13 marzo a Roma è stata siglato un accordo di alleanza politica alla “svizzera”, diversi ma uniti per un medesimo obiettivo: la realizzazione delle macroregioni. Lo hanno messo nero su bianco diversi movimenti, in testa Grande Nord, nel quale sono già confederati Prima il Veneto, Lega Padania Nazione, Veneto Stato e Rinascere, cui si uniscono oggi nella stessa battaglia la formazione Forza Centro, Prima il Sud e il movimento Gilet Arancioni.
Il documento che è stato sottoscritto (presenti per Grande Nord il presidente federale Roberto Bernardelli e il segretario organizzativo federale Monica Rizzi, il generale Antonio Pappalardo per i Gilet arancioni, Davide Zenati per Forza Centro, Salvatore Rainò per Prima il Sud), prevede un “patto di alleanza per le future battaglie politiche elettorali europee, nazionali”.
Obiettivi? Presto detti: primo, “creazione dello Stato confederale su 5 Stati confederati: Nord, Centro, Sud, Sicilia e Sardegna”.
Ambizione che guarda oltralpe perché, come si legge nel documento costitutivo dell’alleanza. Al punto due: “lo Stato confederale svilupperà politiche del lavoro, della fiscalità, della sanità e dell’istruzione, in maniera autonoma (modello Confederazione Elvetica)”.
Aspetti quindi di sostanza, senza trascurare i temi che toccano le emergenze, come l’immigrazione. Che fare? Al punto tre si parla di “quote secondo necessità, selezionando i migliori attraverso partnership tra sistema accademico delle macroregioni e quello del paese d’origine…”. Quanto ai migranti economici, la posizione è netta: “frontiere chiuse”.
Ce n’è anche per il rapporto costo del lavoro e vecchio carovita. Punto quattro. Tornano le gabbie salariali. “Reintroduzione delle gabbie salariali su tutto il territorio della Confederazione”, con un adeguamento delle pensioni sociali “al costo della vita del territorio di ogni Macroregione”.
Ambizioso il quinto e ultimo punto dell’accordo: Europa delle Macroregioni su modello americano”.
Questo è il programma politico per le prossime consultazioni elettorali. Cambiare lo Stato, col consenso della gente, come scriveva qualcuno progettando un’Italia macroregionale con decenni di anticipo, ma prevedendo la crisi del sistema col suo esercito di parassiti. Ieri, come oggi.
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3 Comments

  1. L.I.F.E. FEDERALE says:

    Agli imprenditori lombardi il sostegno, di una associazione sindacale indipendente,noi siamo testardi come i Muli,non condizionati dalla partitocrazia,,che crede in noi deve sostenere le nostre idee!
    E.Ricci
    L.I.F.E. FEDERALE

  2. giancarlo says:

    Se ho letto bene qualcuno del Veneto avrebbe sottoscritto qualcosa in merito alle macroregioni….!!
    Ebbene pur apprezzando l’iniziativa di Grande Nord,Gillet arancioni e Forza Centro, non vedo come i pochi rappresentanti Veneti possano parlare per tutti i Veneti.
    Abbiamo già visto la fine che ha fatto la LIGA VENETA con Bossi e la LEGA NORD, oggi diventata un partito nazionale tradendo completamente i VENETI. Zaia tiene ancora alto il vessillo di S.MARCO e sarà appoggiato dai VENETI sino in fondo. Pertanto parlare di macroregioni riguarda gli altri. NOI VENETI vogliamo la nostra regioni e basta. Non ci mischiamo un’altra volta con i Lombardi i quali hanno dimostrato ampiamente che vogliono solo comandare e basta.
    Pertanto quando sarà il tempo il VENETO rimane integro e farà accordi con le altre regioni come sarà naturale fare in una situazione che rifletta il federalismo o uno stato federale.
    Ognuno padrone a casa propria con la propria lingua, storia, tradizioni etc.……. e poi si vedrà …….ma il modello Svizzero rimane il più ambito dai Veneti per un’eventuale stato federale italiano, in mancanza indipendenza piena e stato sovrano.
    WSM

  3. caterina says:

    Ogni iniziativa che sia contro il centralismo obbligato ben venga!… quanto poi ad arrivare all’obiettivo staremo a vedere…si possono comunque fare sempre degli aggiustamenti…importante arrivare alla prima tappa di quella che si prospetta come “confederazione”, che smonti la torre d’avorio romana…

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