Napule è…. questo: rifiuti, bancarotta della società pubblica a Castellamare

di REDAZIONEvesuvio

Il golfo, la musica, le canzonette…. Ma il territorio è ben altro. Non è poesia bensì un’operazione con arresto per bancarotta della società pubblica che doveva occuparsi dei rifiuti, a Castellamare di Stabia. Sono così stati arrestati i “colletti bianchi” della giunta dell’ex sindaco di Castellammare di Stabia (Napoli) Luigi Bobbio: accusati della bancarotta fraudolenta della societa” Multiservizi (partecipata del Comune che si occupava della gestione dei rifiuti) e corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e peculato. Qualcosa come più di 20 milioni di debiti il passivo della partecipata fallita, per la quale i 4 professionisti arrestati rano incaricati della gestione.

Carte sparite, rifiuti per strada

Ma gli inquirenti si sono trovati anche di fronte alla sparizione a quanto pare di documenti contabili e debiti milionari con Equitalia per mancato versamento di tributi. In manette sono finiti Monica Baldassarre, commercialista originaria di Chieti,  Franco Rossi (di Chieti) nominato amministratore della Multiservizi, il commercialista napoletano Felice Marinelli e Francesco De Vita, nominati consulenti da Bobbio, il primo come consulente del Comune in materia societaria e, in contemporanea, consulente della Multiservizi Spa, in pratica, secondo gli investigatori, cumulava due incarichi identici (con previsione di compenso superiore a 50mila euro per il primo e 150mila per il secondo).

De Vita, incaricato dall’ex sindaco coordinatore tecnico della Cabina di Regia, aveva una previsione di compenso pari a 180mila euro, più  rimborsi spesa sui quali è in corso un altro processo.  L’ordinanza eseguita questa mattina dalla Guardia di Finanza di Castellammare di Stabia, firmata dal procuratore capo di Torre Annunziata, Alessandro Pennasilico, contiene accuse nei confronti della Baldassarre e di Rossi che, con la partecipazione di De Vita e Marinelli, “hanno condotto la Multiservizi al fallimento nella consapevolezza dello stato comatoso dei suoi conti e della loro stessa inerzia nel porre in essere attività volte al rilancio della partecipata” che ha un passivo fallimentare di oltre 20 milioni di euro. Che guaio.

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