Napolitano, i rimborsi gonfiati e il debito pubblico da record

di GIOVANNI BIRINDELLI

In un (non abbastanza) noto servizio giornalistico tedesco viene descritto come Giorgio Napolitano (all’epoca dei fatti eurodeputato; oggi presidente della repubblica) “per il volo di andata da Roma a Bruxelles riceve dal parlamento europeo un rimborso pari a circa 800 euro” ma “la sera prima abbiamo controllato su internet quanto costasse il volo [della Virgin da lui scelto]. Il prezzo, inclusivo di tasse, era meno di 90 euro, e alla fine della giornata con un solo volo il parlamentare ha guadagnato più di 700 euro, cifra netta che finisce nelle sue tasche”. Quello che secondo questo servizio ha fatto Napolitano era legale? Assolutamente: Napolitano, la cui purtroppo non sorprendente reazione alle domande del giornalista può essere vista nel video del servizio giornalistico, “in realtà non avrebbe nulla da nascondere, perché in base alla norma che hanno approvato gli stessi parlamentari, la fregatura dei voli a basso costo è perfettamente legale”.

Questa vicenda, che è vecchia ma allo stesso tempo attuale (la crisi del debito pubblico che è sotto i nostri occhi è maturata nel tempo ed è anche il risultato di comportamenti parassitari di questo tipo; e Monti, nominato da Napolitano, lo stiamo subendo oggi e probabilmente in qualche modo lo subiremo anche domani); questa vicenda, dicevo, aiuta a capire intuitivamente non solo la differenza fra la “legge” per come essa è intesa oggi (il provvedimento particolare, lo strumento di potere) e la legge (il principio generale e astratto, il limite al potere), ma anche le rispettive conseguenze pratiche e concrete (per esempio economiche, sul debito pubblico, sulla pressione fiscale). Dove la “legge” è il provvedimento particolare (lo strumento di potere), infatti, ciò che conta è che l’autorità abbia preso una determinata decisione secondo le procedure burocratiche previste. Il contenuto del provvedimento è del tutto irrilevante: ciò che conta è il suo “pedigree” (Ronald Dworkin), cioè il rispetto delle procedure burocratiche. Questo significa che il potere politico non ha limiti: il provvedimento può essere qualunque cosa. Come dice Michael Oakeshott, “Nello stato moderno, non c’è nessuna legge così antica o così ‘radicata’ che si trova al di fuori del potere dell’autorità politica di emendarla o di abolirla; e in ogni stato europeo moderno esiste una nota e riconosciuta procedura mediante la quale questo può essere fatto“. La legalità è il rispetto della “legge” intesa in questo modo “perverso” (Frédéric Bastiat).

Nella legge, invece, (quella senza virgolette) ciò che conta è il contenuto della norma, non il suo pedigree burocratico. La legge è infatti un principio generale e astratto, il quale esiste indipendentemente dalle decisioni dell’autorità legislativa allo stesso modo in cui le regole grammaticali esistono ed eventualmente evolvono indipendentemente dai linguisti, cioè da coloro che hanno il compito di scoprirle e custodirle ma che non possono “farle”. La legittimità è il rispetto della legge.

La differenza fra legalità e legittimità (e l’importanza che la seconda prevalga sulla prima) è ben rappresentata per esempio nel famoso caso Riggs vs Palmer  (vedi Dworkin, R., 1977. Taking Rights Seriously. Duckworth, London, p. 23): a New York, nel 1889, a una persona riconosciuta colpevole di aver ucciso un suo parente per ottenere l’eredità che quest’ultima gli aveva precedentemente lasciato, fu negata dai giudici quell’eredità anche se tutte le “leggi” che regolavano le eredità gli riconoscevano il diritto di ottenerla e non c’era nessuna norma scritta che fosse di ostacolo a che lui la ricevesse. I giudici gli negarono l’eredità sulla base della legge (quella non fra virgolette) riconoscendo che esiste un principio generale e astratto (fino a quel momento non scoperto) in base al quale nessuno può trarre profitto dalla propria attività criminale, e che questo principio, essendo una legge, prevale su tutto. In altri termini, dove c’è la sovranità della legge (la rule of law) la legittimità prevale sulla legalità. Nel totalitarismo, invece, la legalità prevale sulla legittimità.

Scoprire quale sia la legge non è sempre facile ma un grande aiuto viene fornito dal fatto che la legge (il principio astratto) deve valere in generale: essa non può essere diversa a seconda delle situazioni particolari. Quindi se riteniamo che sia illegittimo (cioè in violazione della legge) che Gigi, a cui Beppe ha dato cinquanta euro per andare in pasticceria a comprare una torta che in realtà ne costava solo venti, si intaschi la differenza, allora per le stesse ragioni è illegittimo anche il comportamento di Napolitano per come è stato descritto dal servizio tedesco. Quindi qualcuno potrebbe pensare che se in Europa ci fosse stata la legge, e non la “legge”, Napolitano sarebbe stato accusato e probabilmente condannato per la violazione dello stesso principio che ha violato Gigi. Questo qualcuno, tuttavia, si sbaglierebbe: senza la copertura da parte dello Stato, la stragrande maggioranza delle persone non compierebbe quei crimini che oggi sa di poter compiere legalmente, impunemente e perfino con la coscienza tranquilla. Quindi se in Europa ci fosse la sovranità della legge e non dei legislatori, Napolitano probabilmente quella “cresta” non l’avrebbe fatta.

Passando dal particolare al generale, se in Europa ci fosse stata la legge, e non la “legge”, la crisi del debito pubblico, quella economica e la pressione fiscale insostenibile, per esempio, non ci sarebbero state in quanto il potere politico non sarebbe stato illimitato ma sarebbe stato limitato dalla legge e i comportamenti parassitari, di regola, non sarebbero stati incentivati come lo sono ora.

La vicenda dei rimborsi spese illustrata è solo uno degli infiniti esempi che possono essere presi per capire che, nel lungo periodo, se avviene all’interno dell’idea di “legge” oggi data per scontata, qualunque sforzo per cercare di ridurre il debito pubblico (o di abbassare le tasse, o di risolvere la crisi economica) sia necessariamente votato al fallimento, anche con le migliori intenzioni: tanto impoverimento per nulla. Coloro che pensano che nel lungo periodo la decadenza dello stato moderno possa essere arrestata o anche solo rallentata cambiando le persone al comando e/o modificando le “leggi” (cioè con una migliore governance come sostiene The Economist) si sbagliano perché non hanno capito l’origine del problema: il problema è strutturale e anzi filosofico. In ultima analisi, infatti, l’origine di problemi concretissimi quali la crisi dei debiti pubblici, quella economica e la pressione fiscale insostenibile e crescente sta nella risposta che oggi viene data alla domanda: cos’è la legge? Il libero mercato senza legge non può esistere: uno è parte dell’altra ed entrambi sono decimati dalla “legge”.

E’ vero, come dice Bastiat, che lo Stato è quella grande finzione mediante la quale tutti si sforzano di vivere alle spalle di tutti gli altri, ma, come il grande economista francese aveva bene inteso in La Loi, ciò avviene solo laddove quello Stato è basato sulla “legge” intesa come purtroppo essa è intesa oggi in Europa (e sempre di più anche nel mondo anglosassone).

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19 Comments

  1. caterina gasparoli says:

    Ecco , questo distinto signore che veleggia a gonfie vele verso i novant’anni , ha saputo navigare per tutta la vita nel mare periglioso della politica italiana , europea e mondiale . Non solo è stato per sette anni presidente della repubblica ma , meraviglia delle meraviglie , è stato rieletto con larghissimo consenso dell’agone politico per un altro settennato . E’ considerato un modello di preclari valori morali , peccato che abbia dato anche qualche esempio di furbizia ” da scugnizzo napoletano “. Ma cosa volete che sia, 2000 e rotti miliardi di debito , uno più uno meno , e poi , direbbero molti , non c’è reato …

  2. mino says:

    mi vengono i conati di Monito!!!

    …… Della serie predica bene ma razzola male

  3. Veritas says:

    Il presidente andrebbe eletto dal popolo. Il popolo, pur essendo piuttosto bue, non credo che lo avebbe eletto, per la famosa approvazione sull’invasione dei carri armati russi in Ungheria.

  4. Roberto Porcù says:

    Avevo già visto il servizio, e, se ben ricordo, Napolitano taglia corto alla fine dicendo al giornalista tedesco che lui deve rendere conto ai contribuenti italiani (o elettori ?), notoriamente, aggiungo io, i più coglioni del mondo.
    Ben impostato l’articolo “dovrebbe dar da pensare” ché Napolitano si incazzò al tempo con il giornalista come i consiglieri regionali (tutti rigorosamente di destra) beccati con le mani nella marmellata, recentemente si incazzarono affermando ché il loro agire fosse lecito e che così facciano tutti (anche se ad essere beccati sono solo alcuni, come con Manipulite, Prodi corse a piangere da Scalfaro per ottenere l’impunità).

    • Dan says:

      Ma certo che quello che fanno è “lecito”: prima di mettersi ad arraffare si sono autorizzati a farlo quindi non si può parlare di illecito e tanto meno di reato.
      Dribblata la legge rimane la morale e quest’ultima la dovrebbero applicare i cittadini andando a prendere per il collo questi farabutti invece nessuno si muove quindi tutto prosegue nella più completa tranquillità

    • Veritas says:

      Porcù, solo quelli di destra? Il Corsera ha scritto e ribadito che sono stati prelevati anche i ducumenti riguardanti i consiglieri di sinistra e che sarebbero stati esaminati quanto prima. Solo che non solo non se ne sa ancora niente, il tempo passa, le feste, e intanto loro si possono preparare meglio con i vari alibi, Chissà che vengano fuori, prima o, piu’ prabilmente, poi….

  5. Gianni says:

    Vi incazzate per nulla, il rimborso arriva direttamente da Mosca

  6. Franco Leonardi says:

    Vorrei avere il Suo permesso di pubblicare questo articolo su Leggo@Tenerife,il mensile per gli italiani a Tenerife che uscirà il prossimo febbraio 2013.Un grazie anticipato, Franco Leonardi

  7. Franco says:

    Ciò che viene definito “legale” non sempre è”legittimo”,poi quando si dice che “il pesce puzza sempre dalla testa”…….

    • Dan says:

      E’ legale ciò che quei farabutti decidono che legale.
      E’ legittimo ciò che la gente decide come tale applicando i dovuti gradi di punizione verso chi non si comporta secondo morale.

      Le leggi vengono cambiate alla bisogna e la gente non fa niente per definire tutto questo illegittimo a parte mugugnare.

  8. lucafly says:

    Io saprei benissimo dove infilargli la bandierina a questo gran PARASSITA e Merdoso.

  9. Mi son Veneto says:

    Il debito pubblico,sempre ammesso che sia totalmente legittimo,l’hanno creato lor signori delle varie caste con i loro intrallazzi,sprechi,privilegi,regalie a destra e a manca e per pagarsi la loro vita da nababbi,tutto a spese di chi lavora veramente,quindi il popolo non c’entra una mazza con il debito.
    Operai,cassaintegrati,disoccupati,pensionati,piccoli imprenditori,lavoratori dipendenti NON hanno vissuto sopra le loro possibilità,sono i maiali di cui sopra ad aver vissuto ben aldilà di quanto era possibile.
    E’ tutta opera loro,quindi saranno cazzi loro.
    Almeno lo spero….
    Buon 2013 agli onesti.

  10. Nereo Villa says:

    Napolitano è un pezzente come tutti gli altri… L’ho detto alla fine di questa canzone riguardante appunto il contenuto di questo articolo di Birindelli!
    http://youtu.be/GcKIZbh5GQM
    Ciao.

  11. Dan says:

    La Legge, senza virgolette e con la maiuscola, è la volontà della gente e dipende dalla capacità di quest’ultima di farsi rispettare.

    Nel nostro caso è una legge con la l minuscola con minuscolo è il nostro bucio tanto che aneliamo sempre che qualcuno ce lo tenga ben largo e senza lubrificante

  12. lory says:

    ma se è considerato quasi un Dio dai sinistri e dai media !

  13. Franco says:

    Grazie all’Autore. Finalmente s’inizia ad analizzare le basi concettuali e filosofiche del potere detenuto illegittimamente dalle caste parassitarie. E’ a livello culturale che si deve intervenire per evidenziare come non si deve concepire il “potere senza responsabilità” attualmente stabilito dalla “legge”.che considera i cittadini “sudditi”.

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