Napolitano ha dato dei “coglioni” ai partiti e loro giù ad applaudire

di GIANLUCA MARCHI

Giorgio Napolitano ha giurato per il suo secondo mandato e ha parlato al Parlamento riunito in seduta comune. Amen. Voglio però essere irriverente, non verso Re Giorgio che, nel bene e nel male, una sua dignità la mantiene sempre (è qualcosa che possiamo riconoscere persino da queste colonne, da dove pure l’abbiamo avversato e continueremo ad avversarlo). No, voglio essere irriverente verso i partiti – soprattutto quelli in attività da più lungo tempo – e dare una libera ma verosimile interpretazione delle parole pronunciate a Montecitorio: il presidente uscente/entrante ha in pratica dato loro dei coglioni e loro giù ad applaudire fino a spellarsi le mani. Saremo anche dei coglioni, devono aver pensato, ma almeno siamo ancora qui e siamo riusciti a salvare la pelle, almeno per ora.

Ovviamente Napolitano non ha usato la terminologia a cui ricorro io, ma in pratica ha rivolto alle forze politiche un discorso che potremmo così sintetizzare: siete imperdonabili, non avete fatto le riforme che servivano, non avete cioè cambiato la legge elettorale e neppure modificato il bicameralismo perfetto, non avete tagliato seriamente i costi della politica, nulla per mettere il Paese sulla strada dell’innovazione e delle sfide globali, non avete fatto altro che accapigliarvi fra schieramenti contrapposti nonostante tutti gli appelli che vi ho rivolto per cambiare l’andazzo. E alla fine, dopo 56 giorni in cui non siete riusciti nemmeno a formare un governo, siete venuti da me a pregarmi di accettare la rielezione perché stavate nella cacca e non sapevate più come uscirne.

Bene, ha detto in pratica Napolitano, io ho accettato controvoglia a seguito la drammaticità della situazione in cui versa il Paese, ma sappiate che se ricominciate con la stessa solfa di prima, io mi dimetterò e vi sputtanerò definitivamente davanti al Paese. Per cui non ricominciate a prendervi a sberle e sappiate che è tassativo, per formare il governo, che vi incontriate fra forze anche molto distanti fra loro, così come accade in molti altri paesi. Subito un governo per fare cosa? L’agenda delle cose da fare è già lì sul tavolo, stilata dal gruppo dei saggi, e al nuovo governo spetterà solo il compito di indicare le priorità. Dunque, cari i miei partiti, io vi ho aperto la strada, ora voi imboccatela oppure andate a quel paese.

Così parlò, chiaramente parafrasando, Giorgio Napolitano, il quale ha pure dato un contentino al Movimento 5 Stelle, apprezzando la scelta di misurarsi in Parlamento e non di contrapporre la piazza alle istituzioni, ma ammonendolo sul fatto che la rete, pur utile, non si può sostituire alle regole democratiche, basate sui partiti e sui movimenti politici democratici.

Al netto della prosopopea patriottarda, che proprio ci fa venire l’orticaria, e di qualche commozione di troppo, da Re Giorgio non ci si poteva aspettare altro che un discorso del genere: ha fatto la sua parte da Capo di un Paese alla deriva cercando di dare un calcio nel sedere a partiti che sono ancora più alla deriva della stessa Italia.

 

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10 Comments

  1. Uno degli aspetti surreali è che schiaffeggia i partiti e li minaccia; che è quello che fa Grillo. Ma Grillo è la piazza, lui è l’istituzione. Solo che Grillo ha un terzo dei voti e lui nemmeno uno.

  2. Maurizio says:

    Vedere gli aplausi covinti della truppa leghista a Napolitano è veramente un boccone molto amaro da mandar giù. Non c’è veramente mai limite al peggio, la memoria è troppo corta. Mi auguro di vedere risultati al più presto perchè è avvilente vedere questo stato di cose; uno ti dice che sei un idiota e tu lo applaudi. Patetico.
    Attenti perchè grillo oggi sfiora il 30%

    • Dan says:

      Oggi grillo s’è preso un cazzotto niente male in friuli.
      Deve decidersi se fare teatrino come gli altri o fare il ducetto: in ogni caso, una volta scelta la parte, la deve fare bene.

  3. raniero says:

    Albert Nextein
    il suo commento è perfetto.

  4. Marco Mercanzin says:

    A me e’ sembrato il toro che da della cornuta alla vacca:
    Il napoletano E’ la causa , al netto della criminale azione dei partiti, di questa situazione.
    Il napoletano ha fatto salire Monti alla presidenza del consiglio invece di mandarli a elezioni, e a quest’ora la storia sarebbe diversa.
    Non si è dimesso prima delle elezioni, ben sapendo che, con le condizioni in cui versava la politica, il non poter sciogliere le camere avrebbe causato una empasse.
    Insomma tutti lo osannano, ma come minimo egli è colpevole tanto quanto gli altri.

  5. lory says:

    perfino Bitonci ha elogiato il discorso di Napolitano! fidati di questi presunti Padani.

  6. Jenny says:

    Il “corvo”, Napolitano, giura e lo fa senza troppi fronzoli e spese per il rispetto nel momento in cui siamo.

    Ma Napolitano si rende conto che gli italia, il popolo, non si fa più prendere per il CULO nemmeno da LEI!!!

    Ci ricordiamo bene, che prima di lasciare il suo mandato, tre mesi prima, si è aumentato lo stipendio per avere una pensione migliore, come se la sua fosse come le nostre di MERDA.

    Ora ci aspettiamo che si diminuisca lo stipendio, per il momento in cui siamo, non che giuri senza fronzoli.

    Ma certa che ciò non accadrà, le posso dire, che Lei una MERDA PARI AGLI ALTRI E SE NE DEVE ANDARE VIA!!!!

  7. Albert Nextein says:

    Tra il pietoso, il farsesco ed il paradossale.
    Il discorso, il contesto, i personaggi di contorno.

    Un vecchio politicante corresponsabile dello stato attuale delle cose che dà degli asini ad altri politicanti , assieme a lui e per la loro parte corresponsabili.

    Una repubblica sfinita, vecchia, malata, immobile.
    Prosciugata da parassiti di ogni genere, i primi seduti stretti in parlamento.

    Un parlamento di opportunisti, delinquenti, ipocriti, incapaci.

    Un’italia inesistente, contrastante, inefficiente, mal assortita, slegata per natura.

    E questo branco lì , nel luogo delle malefatte e della vessazione organizzata e pianificata, a far finta di preoccuparsi dopo aver rovinato la gente comune per oltre un secolo con guerre ,tasse, abusi di ogni tipo e costituzioni illiberali.

    Uno contro l’altro.
    Tutti insieme a spennare il popolo.

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