Napoli, ai cavalli da corsa il nome dei “capi-mafia”

di REDAZIONE

Toto’ Riina e Carmine Schiavone, detto anche o’ Malese, ma pure Sandokan: nomi noti per storie di mafia e o di camorra, dati a cavalli. Animali da un accurato esame in buono stato di salute, nutriti e idratati, dotati di codice stalla e microcippatura. Ma ospitati in box realizzati con materiali di risulta. E’ la scoperta a Napoli fatta dalla polizia all’interno di una scuderia, localizzata alla periferia del quartiere Vomero.

Irregolarità per la quale i proprietari sono stati multati e intimati a ottemperare a interventi di ristrutturazione in tempi prefissati.

L’intervento e’ stato eseguito nell’ambito di controlli contro i maltrattamenti e gli abusi nei confronti di animali, predisposto dall’Ufficio prevenzione generale coordinato dal primo dirigente Michele Spina, insieme al garante cittadino dei diritti degli animali, Stella Cervasio. Nella scuderia in via Pigna vi erano 14 cavalli, del tipo insanguinati o mezzi cavalli, che hanno una stazza di poco piu’ grande di quella di un pony, impiegati in corse agonistiche e, spesso, anche in competizioni clandestine.

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2 Comments

  1. Euskaldun says:

    Non ho niente a che spartire con questa feccia, scarti sociali. Chiamatemi cane ma non italiano

  2. lucia says:

    E allora,dov’è la notizia?Forse in quello spot pubblicitario che compare insieme all’articolo ,di gente che ha a disposizioni capitali per acquistare aziende in crisi compresi i debiti con le banche?I cavalli erano in buono stato e ben curati .Non si può dare una multa a qualcuno perché la stalla è vecchia.L’importante è che gli animali stiano bene.
    O forse è il loro nome che dà fastidio?C’era gente che chiamava Garibaldi il suo asino,in segno di spregio per il personaggio.Questi invece hanno dato questi nomi ai cavalli,animali sfruttati ma senz’altro più nobili (Che razzismo|||)in segno di rispetto,immagino, per quei personaggi.Ognuno è libero di pensarla come vuole e non vedo perché ci si debba scandalizzare,tanto più che sbandieriamo tutti i santi giorni il diritto alla libertà di opinione.

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