COMUNI: PIU’ MULTE IN BILANCIO PER FARE CASSA

di REDAZIONE

Per coprire i buchi di bilancio, diverse amministrazioni locali vogliono aumentare il gettito delle contravvenzioni: a Pavia gli agenti dovranno fare il 20% di multe in più.

Per far quadrare i conti, quest’anno molti comuni cercheranno di sfilare più quattrini dalle tasche degli automobilisti. Li chiamano nuovi obbiettivi. È quel che rileva un’indagine dell’agenzia di stampa Adnkronos che, analizzando i bilanci di previsione delle amministrazioni locali, ha scoperto che molti sindaci hanno messo in preventivo di incassare almeno il 10% in più dalle contravvenzioni. Il fenomeno è diffuso in tutto il paese e riguarda indistintamente grandi e piccoli centri. A Pavia il comandante della polizia municipale ha inviato il 31 gennaio ai 60 agenti un documento che fissa gli incassi di quest’anno a 5 milioni di euro: in pratica, dovranno compilare il 20% in più di verbali.

La ricerca non si è limitata a misurare l’esosità delle giunte, ma è andata a verificare come sono stati impiegati nel 2011 i soldi delle contravvenzioni.

Secondo l’articolo 208 del codice della strada, il 50% dovrebbe essere investito per prevenire gli incidenti stradali e migliorare la sicurezza, ma poche amministrazioni lo fanno. Tra i c virtuosi l’indagine segnala i casi di: Avezzano (il comune aquilano reinvestirà i fondi in una serie di opere), Monza (ha rinnovato il parco auto della polizia municipale, acquistando sei Alfa Romeo 159 SW, una stazione mobile e uno scooter elettrico). Trezzo sull’Adda (il comune della provincia di Milano ha speso 70.000 euro, su 140.000 incassati con le multe, per la manutenzione delle strade e la sicurezza). Insomma, ben pochi investimenti.

FONTE ORIGINALE: http://www.alvolante.it/news/comuni_pi%C3%B9_multe_fare_cassa-621826?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=nu

Print Friendly, PDF & Email

Recent Posts

4 Comments

  1. Gino (AT) says:

    Sono anni che nei forum specializzati ci si occupa del fenomeno ma le cose peggiorano sempre di più. Le multe non servono solo per compensare gli sfori di bilancio ma soprattutto per innescare quel fenomeno da tangente d’appalto, visto che i proventi devono finire nella famosa “edilizia per la sicurezza urbana”. Rotatorie sempre più spesso inutili, pericolose, inefficienti ma costosissime. Menzogne sulla convenienza tra rotatorie e semafori, strade sempre più ammalorate, mancanza di servizi contro le nevicate, riparazioni con bitumi low cost, interpretazione fortemente creativa delle leggi, connivenze tra amministrazioni e “legalità”, provvigioni legalizzate alla P.L. che si trasformano in cassa previdenza e grandi profitti off shore dei gestori dei sistemi, non sono che una parte di quello che dobbiamo pagare.
    Le statistiche dimostrano chiaramente l’aumento delle incidentalità con questi sistemi, gli stessi ingegneri non hanno regole precise sulla progettazione delle rotatorie o meglio, devono stare dentro certi parametri imposti dalla incompetenze delle giunte locali, e gli stessi apparecchi sanzionatori sono studiati in maniera truffaldina come dimostrato dalle eccellenti perizie di alcuni famosi ingegneri. Lo stesso succede in US da anni e il 4409, è il comitato che denuncia le truffe. Anche lì, fiumi di perizie e ricerche delle maggiori università americane completamente ignorate.
    Visto che il malessere è mondiale e sono anni che innescato, noi sappiamo che dietro a tutto questo c’è un vero e proprio complotto internazionale. Ed è una certezza, visto che la tecnologia di gestione totale e sicura del traffico esiste da tempo ma non viene impiegata, o meglio viene impiegata se non turba il sistema multaiolo del profitto. Qualcuno si chiederà qual è la soluzione? Sono dei sensori wifi della Sensys Technology (ma possono anche essere delle semplici spire interrate) che disposti a distanze opportune e gestiti con hardware e software specifici, possono regolare i flussi di traffico, gestire i semafori secondo le condizioni climatiche e di densità di traffico con una efficienza e onestà superiore a quella dell’agente in loco.
    I sistemi dei semafori con telecamera, sono un totale fake progettuale e sono crackabili a distanza, come dimostrato un una nota perizia torinese.
    Con questo sistema, è possibile intervenire a piacere sui tempi del giallo.
    Addirittura, sfruttando e gestendo il segnale della telecamera, questa potrebbe svolgere la funzione di sensore di velocità con un software opportuno in grado di gestire immagine e pixel. Ecco perchè chi è multato col rosso ha la percezione di essere passato ancora col giallo ( http://www.google.com/patents/US6618075 ). Non parliamo poi dei telelaser dove viene ignorato il ray slip del laser o della taratura e dell’uso stesso dell’autovelox dove, su TuttoMisure del 2006, venivano già evidenziati dal SIT i bugs del sistema.
    La politica, in profumo di business, ha innescato il marcio del sistema sociale e ora sarà ben difficile uscirne date le sue metastasi.
    Un esempio fuori porta? Il governatore della California, buon frequentatore del Bohemian grove, ha deciso d’incrementare l’uso di cam enforced ( http://www.youtube.com/watch?v=oHOobhg4b40 ). Non ho volutamente meso il suo nome per stimolare una ricerca in materia dove potrete scoprire delle belle sorprese.

  2. Cameron says:

    Nella stessa dirnzioee del decoro urbano (ma non solo ) si potrebbe analizzare il problema di Piazza Baldassarre Avanzini (V municipio) che doveva essere una delle 100 piazze di Roma che Rutelli doveva risistemare: ancora oggi e dopo 20 anni la piazza e8 occupata abusivamente da un signore che si fa pagare per il posteggio delle autovetture!!!GrazieGiuseppe Confessore

  3. Abank says:

    Caro Sindaco,sono un malato oclocogino che vive (purtroppo!) a Campo de’ Fiori. Mi congratulo per la nuova serie di ordinanze anti movida che sta attuando in questi giorni.Non si faccia commuovere dai commercianti che lamenteranno un dimezzamento del fatturato, ne avranno comunque a sufficienza per tirare avanti, ma magari non troppi per sfidare in tribunale cittadini esausti che sperano di ottenere qualcosa portandoceli. I locali ormai sono societa’ potentissime che fatturanoparecchie migliaia di euro al giorno. Le loro sono lacrime dicoccodrillo. Se sono riusciti nell’illegalita’ a costruire fortune,non e’ detto che questo debba essere la norma. La norma in una citta’ civile e’ quella del Codice Civile, dove ad una certa ora le persone si rilassano nella propria casa ascoltando la propria musica o andando a dormire anche a mezzanotte (eresia!!!)grazie ancora e coraggioGiulio

  4. Mauro Cella says:

    Voglio ricordare a tutti i lettori de L’Indipendenza l’ultimo diabolico metodo inventato per cavare sangue alle rape.
    In alcuni Comuni è un fiorire di “baracchini” in plastica colorata dai nomi più improponibili “Speed Check”, Speed OK” etc. Alcuni sono “fasulli”, mentre gli altri sono realizzati per ospitare al loro interno autovelox, solitamente il comune modello 104C2.
    C’è però un problema: a meno che non ci sia l’autorizzazione prefettizia, sulle strade urbane vige l’obbligo di contestazione immediata delle contravvenzioni per eccesso di velocità. Significa che se al contravventore non è immediatamente contestata l’infrazione questi può ricorrere contro al verbale con buone possibilità di successo e costi legali per l’Ente che non ha rispettato i regolamenti.
    Quale è dunque l’ultima trovata? Usare l’autovelox non per contestare violazioni all’articolo 142 del CdS, ma per violazioni all’articolo 141 “velocità non adeguata alle condizioni stradali”.
    La sanzione è di 39€ più spese postali senza “sanzioni accessorie”. Se volete fare ricorso dovete fare un versamento di 37€ alle casse statali… capite subito che non conviene.
    Nei mesi passati ho cercato di capire la legalità di questo sistema. Ovviamente per i Comuni è “tutto in regola”, mentre i legali da me interpellati (e che ringrazio per avere dato il loro parere gratuitamente e prontamente) hanno parlato di una “zona grigia” della legalità. A loro parere se c’è un effettivo superamento dei limiti di velocità andrebbe contestato l’articolo 142 (con possibilità di ricorso dal momento che non vi è contestazione immediata) mentre in altri casi andrebbe spiegato accuratamente nel verbale per quali motivi la velocità non era adeguata alle condizioni della strada in quel momento (fondo bagnato, presenza di passanti etc). In nessun caso (tra i verbali finora noti) è specificato perché la velocità non era adeguata alle condizioni stradali e men che meno se c’erano eventuali violazioni all’articolo 142.

    Traete le vostre conclusioni, le mie le ho già tratte.

Leave a Comment