Mps declassata di tre gradini e la stampa italica che fa? Tace

di CHRIS WILTON

Ammetto che nel fine settimana sono stato distratto. Tra la finale di FA Cup, la penultima giornata di Premier League e la semifinale del campionato di rugby, l’inglese medio ha avuto occhi e orecchie soltanto per il televisore. Poi, domenica, ho deciso che era il caso di tornare ai miei doveri e sono andato a rivedere quanto accaduto a ridosso del fine settimana attraverso i vostri media, i siti e i blog. Dopo parecchia navigazione, ecco che mi imbatto in una notizia che mi fa sobbalzare: <Moody’s taglia il rating di Monte dei Paschi>. Apro il link della pagina economia del sito web de “La Republica” e trovo quattro righe striminzite, nemmeno a cura della redazione: era la riproposizione di un take dell’Agi. E così per quasi tutti i siti di informazione, poche righe – per chi lo ha fatto – senza un commento, un’analisi, uno scenario. Mi sono detto: ma come, quella banca ha ottenuto oltre 4 miliardi dallo Stato e il fatto che venga tagliato il suo rating vale solo tre righe di fredda cronaca? Allora sono andato sul sito di Moody’s e ho letto un pochino più approfonditamente quanto deciso dalla società di rating il 9 maggio scorso e reso noto dalla stessa banca attraverso un comunicato. A quel punto, mi si è gelato il sangue: quello operato da Moody’s non è stato un taglio ma un colpo di motosega degno di “Non aprite quella porta”. L’agenzia ha tagliato il rating a lungo termine della banca portandolo a “B2″ da “Ba2″, con outlook negativo. L’azione di downgrade inoltre ha interessato anche gli strumenti subordinati a lungo termine della banca, nonché la controllata MPS Capital Services, i cui rating sono stati portati allo stesso livello di Banca MPS. Moody’s non si sbilancia sul piano della banca senese ma stando al giudizio dell’agenzia il target di riduzione dei costi imposto da MPS, che prevede un taglio da 400 milioni entro il 2015, è ambizioso ma potenzialmente raggiungibile. Moody’s però spiega che il taglio su MPS riflette <l’aumentata pressione sulla redditività, sulla qualità degli asset e sulla capitalizzazione, nonostante l’iniezione di capitale da 4,1 miliardi attraverso i Monti Bond>. Altro punto dolente, visto che Moody’s rimane <incerta sul fatto che MPS possa rimborsarli>.

Avete capito bene? Il taglio operato non è di un gradino ma di tre, si passa da “Ba2”, che nella tabella di Moody’s sta per “giudicato con elementi speculativi e significativo rischio di credito” a “B2”, che significa “giudicato come speculativo e con alto rischio di credito”. Siamo alle soglie del titolo spazzatura e la vostra stampa cosa fa? Trafiletti, copia-incolla di lanci di agenzia e comunicati stampa, non una parola nei telegiornali, come mi hanno riferito amici italiani di cui mi fido. Ma come è possibile? Nel mio Paese sono state salvate dallo Stato due banche, Royal Bank of Scotland e Lloyds Tsb ma se una di queste due avesse subito un taglio del rating simile, la notizia sarebbe stata in prima pagina, ovunque. Monte dei Paschi di fatto è già nazionalizzata, visto che in caso non venisse ripagato il prestito allo Stato andrebbero circa il 70% delle azioni dell’istituto ma a nessuno sembra interessare che abbia un rating di credito a livello di titolo puramente speculativo. Incredibile. Ora, so benissimo che le società di rating hanno inanellato una serie di errori infiniti negli ultimi anni, valutando con rating AAA aziende che erano alla soglie dell’insolvenza, ma proprio per questo una reazione placida come quella di MPS mi pare strana, avendo quest’arma di delegittimazione da rivolgere contro il suo fustigatore: stare zitti è come ammettere che le cose stanno così, punto e basta. E non c’entra il bon ton o altre forme di circostanza che imperano nei salotti buoni: se la politica è una guerra, la finanza è il Vietnam assoluto, senza regole, né pietà.

Ma a rendere ancora più strano il silenzio di tomba sul downgrade del rating di MPS ci pensa anche un’altra cosa, un qualcosa che ho scoperto girando sul sito dell’istituto senese, una volta colto dalla curiosità. Ovvero il fatto che la stessa banca senese abbia lanciato da poco e stia puntando molto su un nuovo prodotto dal nome “Un monte di risparmi”, cioé una promozione finalizzata ad aumentare clienti e depositi in base alla quale un cliente che trasferisca in banca nuova liquidita e/o nuovi titoli ottenga in cambio dei soldi sotto forma di risparmi di commissioni e di pagamento da parte del Monte dei Paschi delle tasse sul patrimonio (0,15%). Tutto legittimo al 100%, diciamolo subito forte e chiaro ma c’è una clausola che fa pensare, soprattutto alla luce dello stato di salute della banca certificato da Moody’s. Ovvero, il cliente ha l’obbligo di firmare il contratto di prestito titoli con la banca, facendo così in modo che i titoli escano dal dossier del correntista e nel caso di fallimento di MPS lo stesso perderà tutti i diritti sui titoli, tramutandosi in mero creditore tra i creditori. E cosa ci fa MPS con quei titoli? Al netto di nessun collaterale verso il cliente per il prestito degli stessi, con ogni probabilità Monte dei Paschi li girerà – in questo caso sì come collaterale – alla Bce per ottenere liquidità a costo praticamente zero. E badate bene che firmando il contratto di prestito titoli si spalanca la porta al rischio di perdere tutto, non solo le cifre sopra i 100mila euro: tutti gli assets depositati presso MPS diventano a rischio in caso di fallimento dell’istituto. Tutti. Insomma, MPS paga poco ai correntisti per un prestito titoli, quando invece se dovesse finanziarsi sul mercato dovrebbe pagare 4 o 5 o 6 volte tanto: ottima idea, legalissima voglio ripeterlo. Oltretutto, riuscendo anche a non rendere troppo visibile nel bilancio un’operazione che se compiuta sul mercato risulterebbe chiaramente come un prestito obbligazionario.

Ripeto per la terza e ultima volta, quanto sta facendo MPS con il suo nuovo prodotto è totalmente nella legalità. Il problema è: quanta gente sa che MPS ha subito un downgrade di tre gradini da parte di Moody’s, trovandosi ora a livello di rischio di credito e speculativo altissimo, prima di accettare di firmare il contratto per il nuovo prodotto? Con un rating simile, vi pare poi così peregrina l’ipotesi di un fallimento in futuro, nemmeno troppo in là nel tempo? Certo, se la stampa sta zitta, però, nessuno le sa queste cose. Si chiama trasparenza informativa, la quale è perfettamente tutelata da MPS con i suoi prospetti pre-sottoscrizione ma che langue altrove: organi di informazione e, scusate l’ardire, anche di vigilanza. Consob e Bankitalia hanno nulla da dire al riguardo? MPS ha fatto tutto secondo le regole, fin nei dettagli. Da un punto di vista deontologico, invece, l’informazione economica e finanziaria del vostro Paese, mi pare proprio di no. E deve essersene accorta, visto che l’amico Marchi mi ha fatto notare che ieri pagina 31 del Corriere della Sera era dedicata alla possibile decisione di MPS di attivare la procedura di indennizzo sulle passività nei confronti di Axa (azionista di MPS con il 3,2%) per Axa Sim. Tema di fondamentale importanza per i correntisti e per il Tesoro, al netto della voce che circola in ambienti bene informati secondo la quale MPS riuscirebbe addirittura a dedurre dalle imposte parte degli interessi sugli aiuti di Stato. Io non ci credo. Anzi, non voglio crederci. Voi?

Print Friendly, PDF & Email

Related Posts

4 Comments

  1. Albert Nextein says:

    Ne attendo il fallimento.

  2. silvano polo says:

    Voglio fare un commento “tardivo” sulla questione MPS ed il finanziamento/prestito concesso dal governo Monti (si dice a tassi altissimi, quasi il 10%…) che viene anche ripreso in questo articolo.
    Ebbene, la mia domanda è questa : se è vero – da quanto hanno riferito i giornali – che MPS ha in portafoglio 28 miliardi (mi pare) di titoli di stato italiani, perchè non ne ha restituito 4 (quelli che gli servivano per i suoi conti) in modo da non indebitarsi ulteriormente e risparmiando, così, gli interessi …? e perchè il governo non ha aiutato, in questo modo, la banca …? visto che ad ogni asta di bot e btp si decantano gli ottimi e positivi risultati del collocamento ….
    Siamo governati da incapaci e disonesti individui.

  3. Diego Tagliabue says:

    C’è di mezzo la vacca sacra (il PCI/PDS/ULIVO/DS/UNIONE/PD), quindi tutto va bene.

  4. Mauro LIB says:

    Non è corretto dire che la grande stampa non ne parla. Segue un cut & paste di un titolone del deo Sole24Ore on line:

    Piazza Affari torna su. Risale Mps dopo i conti, scatto di Mediaset. Spread a 270.

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-05-14/mercati-attesa-preliminare-eurolandia-185955.shtml?uuid=AbdpWrvH

Leave a Comment