MPP: Patria Piemontese in pericolo, ci vuole lo statuto speciale

di MASSIMO IARETTI*

La Patria Piemontese è in pericolo. Questo non vuole essere un inutile allarmismo, ma un dato di fatto. Da un lato c’è la spinta verso la realizzazione di una Macroregione del Nord, fortemente voluta da Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia, dall’altro c’è la mozione sulla Comunità Autonoma del Nord che, come evidenziato su “La Padania” del 25 settembre scorso sta sostenendo la Lega Nord in tutte le Regioni, Piemonte compreso. Dall’altro ancora  c’è una spinta neo – centralista favorita dal “verminaio” politico che si  sta venendo a scoperchiare in questi giorni con le inchieste della Magistratura. In una recente trasmissione Rai del mattino è stato citato un sondaggio (c’è da chiedersi come mai sia stato commissionato e chi l’abbia commissionato così tempestivamente) nel quale una percentuale piuttosto alta di italiani si sarebbe espressa in modo contrario alle Regioni ed una altrettanto alta avrebbe proposto degli accorpamenti in entità ancora maggiori. Sotto quest’ultimo aspetto si starebbero aprendo le danze per un balletto analogo a quello messo in scena per le Province: non potendo abolirle del tutto perché previste dalla Costituzione come enti territoriali, si svuotano con la legge ordinaria dalle loro funzioni di ente di area vasta e le si diminuiscono accorpandole. E qui la regia potrebbe mandare in scena il medesimo spettacolo.  E in questo quadro la Macroregione del Nord o la Comunità Autonoma di Regioni che sia, aprirebbe la strada ad un accorpamento di Regioni nel nome di una inesistente Padania (che non è proprio il caso di dire “si bella e perduta” perché si perde una cosa che esiste, non una che non è mai esistita, se non nella mente di qualcuno).  In un quadro del genere il Piemonte rischierebbe – tra l’altro governato da un presidente di formazione lombarda, di visioni lombarde e di presenza lombarda e romana – di diventare una entità territoriale secondaria al traino della locomotiva lombardo – veneta con la quale non avrebbe alcuna attinenza. La storia e la vocazione europea del Piemonte e del sistema Lombardo – Veneto sono da sempre stati diversi, uno volto alle Alpi ed alla Francia ed alla Svizzera,  l’altro al sistema bavarese e dell’Alpe Adria.

Come Movimento Progetto Piemonte – MPP lo abbiamo detto e scritto moltissime volte nel recente passato ed in tutte le sedi nelle quali siamo presenti, ed in tutte le tribune nelle quali abbiamo diritto e possibilità di parola: la strada da seguire è quella dello Statuto Speciale, o comunque di una profonda revisione dello Statuto che permetta una maggiore autonomia alla comunità regionale piemontese ed alla salvaguardia del suo ambiente, del suo territorio, delle sue tradizioni, e ultimo (ma non per questo meno importante, anzi) del suo tessuto socio – economico, compreso quello agricolo, con la possibilità di trattenere il regione almeno il 90% di imposte e tasse. Per questo il nostro Movimento convocherà nel prossimo mese di novembre una tavola rotonda nella quale verranno invitate tutte le forze interessate ad uno sviluppo del ragionamento sul percorso da intraprendere per lo Statuto Speciale  (con un occhio di particolare riguardo a quelle autonomiste e statutariste)  o, quanto meno, per una profonda revisione dell’attuale carta statutaria piemontese, prevedendo una serie di riforme reali della politica e non soltanto di facciata.

I piemontesi, del resto, sono persone concrete e preferiscono passi fatti con la gamba piuttosto che pericolose fughe in avanti verso concentrazioni che, al di là dello slogan, non si sanno dove possano portare. E soprattutto vogliono essere loro a determinare il proprio futuro e non farlo determinare da chi vive e opera a Roma o a Milano.

 

*Presidente Movimento Progetto Piemonte

 

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3 Comments

  1. massimo iaretti says:

    Leggo ora il commento del Signor Max. Certo che è facile sputare sentenze davanti ad un Pc e con un nome anonimo. Ribadisco quanto ho detto punto per punto. Movimento Progetto Piemonte ha 3 anni di vita, sei consiglieri in 3 piccoli comuni del Piemonte e tante iniziative. Non è questione di prendersela con Milano ma di essere concreti. Cosa che il Signor Max, con la sua rissosità non è di certo. E poi noi piemontesi la gente non la mandiamo a ciapà i rat ma i babi.
    Massimo Iaretti
    Movimento Progetto Piemonte – MPP

  2. caterina says:

    comunque la tipicità del Piemonte è fuori discussione…erano Regno di Sardegna, più legato alla Francia savoiarda, e non possono accettare di diventare vassalli della Lombardia, terra dei longobardi insubri come diceva un vecchio Professore di Cuggiono! d’altra parte non lo potrebbero accettare neppure i Veneti che sono legati per storia e tradizioni nel Triveneto che ha una sua ben delineata fisionomia prevalente sulla provvisoria e non radicata entità del regno Lombardo-Veneto.
    Se si mettono in testa i grandi pensatori e politicanti di fare a tavolino le loro spartizioni territoriali, sbagliano di grosso, ma sarà la volta buona che ciascuna comunità farà da sè e si sentirà legittiimata a darsi un suo statuto e finalmente recupererà la sua autonomia.
    Vogliono dal centro fare qualcosa? comincino a fare che tutte le regioni siano a statuto autonomo, senza distinzioni, abolendo le province inventate negli ultimi trent’anni e riducendo drasticamente il numero dei componenti i consigli regionali, rapportandolo percentualmente al numero degli abitanti, e indicando un tetto massimo di stipendio e comunque lasciando gestire in ogni regione almeno l’80 per cento dell’imposizione fiscale per i servizi fondamentali come istruzione sanità e trasporti.

  3. max says:

    L’ennesimo movimento da percentuale telefonica che trovando troppo difficile combattere l’italia trova più facile lottare contro Milano. Ma andate a ciapà i rat.

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