Mozzarella di Bufala e sai cosa non devi più mangiare! L’inchiesta choc sul vanto della Campania…

bufala

Martellate sugli zoccoli delle bufale e punture di ipofamina per far scendere piu’ latte: queste sono solo alcune delle immagini che verranno mostrate in esclusiva nella seconda puntata di “Animali come noi”, in onda oggi alle 23.20 su Rai2, dal titolo “Speriamo che sia femmina!” di Giulia Innocenzi. Le immagini raccolte in diversi allevamenti del Lazio che fanno mozzarella di bufala dop sono molto forti: in un allevamento le zampe delle bufale vengono legate alle macchine per evitare che scalcino, e viene messo un sasso sulla macchina di mungitura per fare pressione sulla mammella e ottenere cosi’ piu’ latte. I maltrattamenti sugli animali sono gravissimi: un’allevatrice colpisce lo zoccolo di una bufala con un martello e da’ bastonate di metallo sulle zampe degli animali. In alcuni allevamenti, inoltre, vengono fatte punture di ipofamina per ottenere piu’ latte dalle bufale. L’ipofamina e’ un farmaco che agisce direttamente sull’utero stimolando la lattazione, ma andrebbe somministrato sotto prescrizione veterinaria, anche perche’ puo’ provocare gli aborti. Si indaga anche sulla fine che fanno i maschi delle bufale. Inutili per la produzione del latte e con una carne priva di sbocco commerciale, in alcune zone, come quella del casertano, diversi allevatori li abbandonano nelle campagne o li fanno morire di fame e di sete pur di risparmiare il costo del macello. La Innocenzi trova una carcassa di bufalo nelle campagne di Casal di Principe, e viene immediatamente raggiunta dall’allevatore. Non manchera’ un blitz con le forze dell’ordine e con il parlamentare Paolo Bernini in un allevamento di bufale, gia’ sequestrato in passato per diverse irregolarita’. Alla fine del reportage, Giulia Innocenzi intervistera’ Roberto Battaglia, imprenditore agricolo del casertano e consulente di Eataly per la mozzarella di latte di bufala, sotto scorta da cinque anni per aver denunciato esponenti di spicco del clan Zagaria.

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2 Comments

  1. giancarlo says:

    Il consumatore ha una grande arma per difendersi e difendere il mondo animale, cioè quella di non acquistare prodotti che sanno di malaffare o frodi e quant’altro.
    Il boicottaggio è doveroso come in questo caso denunciato.
    Gli ignoranti allevatori, uomini senza anima devono capire che se trattano bene i loro animali hanno in cambio un latte eccezionale, mentre al contrario potrà essere di più, ma di qualità scarsa.
    Mi guarderò bene da acquistare mozzarelle di bufala da queste zone laziali.
    WSM

  2. luigi bandiera says:

    Bisognerebbe fare uguale e compagno: martellate sulle dita sopra le unghie ai produttori di mozzarelle che usano questo barbaro metodo.

    Ma vedete mo, se danno nomi e cognomi di strade e piazze al criminale napoleone mentre adolfo proprio e’ non so un mostro. Cosa aspettarci da questa strana societa’ di merrrdddd…?

    Per noi veneti dei due, da distruggere in tutti i sensi, e’ il corso non l’alemanno.
    Poi anche l’altro, l’alemanno o kaiseriano, ma a noi, nel senso di olocausto, non ci fece nulla, mentre la trikolorita patria loro ci sta davvero olokaustando.
    Passa da buona e brava..!
    A li mortacci sua…

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