LIBERTARI ED INDIPENDENTISTI, UNA SCELTA DI LIBERTA’

di GIORGIO FIDENATO

Parliamoci chiaro, lo Stato nazionale non funziona e la sua crisi è riconosciuta ormai da anni. Nonostante i proclami dei politicanti, lo Stato non mantiene le promesse, aggredisce le nostre libertà e le nostre proprietà. Esso ci estorce di ben oltre metà della ricchezza che ognuno di noi produce, con la scusa di ridistribuirla in modi più o meno condivisibili. Eppure, anche quest’impegno viene regolarmente disatteso e la qualità di ciò che lo Stato fornisce è sempre insufficiente, oltreché inefficiente. Sempre più spesso le risorse che ci estorce si disperdono in mille rivoli clientelari, vanno a finanziare la macchina che serve a consolidare le loro clientele, gli sprechi e la corruzione.

Lo Stato fallisce persino nell’offrire quei servizi di giustizia e sicurezza che stanno alla base della sua esistenza e, quel che è peggio, è che più fallisce, più si dedica a nuove futili attività, costringendo noi cittadini a sottostare ad un crescente peso fiscale nonché ad una sempre più intricata selva di leggi che restringono sempre di più gli spazi di libertà individuale.

In 64 anni, nonostante la Repubblica italiana la nostra vita è migliorata, ma solo grazie agli sforzi dei nostri padri, al nostro duro lavoro, alla nostra capacità di risparmiare. La realtà è che i programmi dei 50 e passa governi che si sono succeduti (compreso quello attuale) non hanno funzionato, o sono stati disattesi. I politici che hanno albergato a Roma e che hanno provocato tali sconquassi si sono ritirati con pensioni sontuose, lasciando a noi i loro debiti da pagare. Ancora oggi i partiti tradizionali, ci propongono le stesse ricette. Ancora una volta ci dicono di voler riformare lo Stato per risolvere i problemi che loro stessi hanno generato. E’ un film che abbiamo già visto. In questo desolante quadro la Lega Nord ha mostrato di essere null’altro che uno strumento di oppressione e colonialismo romano-centrico.

Per questa ragione, all’assemblea dello scorso novembre 2011, a Padenghe sul Garda (Bs), è nato il Movimento Libertario Indipendentista, con queste caratteristiche:

-Il M.L.I. crede che l’eterno fallimento delle istituzioni nazionali dipenda in gran parte dal fatto che l’unità dello Stato non è mai stata messa davvero in discussione – la secessione è vietata – e che il conseguente “stare tutti insieme per forza” sia la causa prima dei problemi che lo Stato non riesce a risolvere, quando non li aggrava.

-Il M.L.I. è convinto che i politici non abbiano (e non avranno mai) alcun incentivo a fare cose nell’interesse dei liberi individui residenti in questa penisola, considerato che ai cittadini non è consentito scegliere liberamente di rinunciarvi, secedendo dallo Stato, nel momento in cui non ritenessero più vantaggiosa l’appartenenza ad esso.

-Il M.L.I. crede sia meglio che sul territorio italiano ci sia una pluralità di libere comunità consensuali al posto di un unico “Stato monopolista”, perché come accade nel libero mercato, la competizione (anche tra sistemi governativi e fiscali) è l’unica leva efficace per costringere i politici, se non vogliono perdere cittadini ed imprese (come sta accadendo), ad amministrare poco e quel poco nell’interesse di questi ultimi.

-Il M.L.I. crede che non esista una politica giusta per ogni persona, che non esista un bene pubblico che sia tale per ogni cittadino ed è quindi convinto che la riduzione delle dimensioni dei territori e del numero di individui su cui si esercitano le decisioni collettive sia un vantaggio per ognuno. Una base elettorale ridotta consente ad ogni voto di contare di più. In un territorio più piccolo è più facile che si realizzi un maggiore identità di vedute e c’è maggiore possibilità per il cittadino di controllare il potere e l’uso che esso fa delle risorse.

-Il M.L.I. si richiama al diritto naturale di autodeterminazione individuale e delle comunità per riconoscere ai cittadini che non vogliono più essere governati dallo Stato italiano, di separarsi liberamente e pacificamente da esso, liberandosi così anche da ogni obbligo nei suoi confronti.

-Il M.L.I. crede che l’essere “padroni a casa propria” sia un precetto che va rispettato anche e soprattutto dalle istituzioni politiche e che, come insegna la dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America, il governo sia qualcosa che gli individui si danno e a cui devono poter rinunciare.

L’obiettivo pratico che il M.L.I. si pone è il riconoscimento della libertà di secessione pacifica e consensuale, per praticità su base regionale, da effettuarsi attraverso referendum, il cui risultato, qualunque esso sia, venga automaticamente riconosciuto dalle istituzioni italiche, oltreché dalle istituzioni internazionali.

-Il M.L.I. non ha alcuna connotazione geografica. Non si propone cioè la secessione della “Padania”, della “Sardegna” o della “Lombardia”, ma vuole solo permettere ai cittadini di ciascuna delle comunità (oggi territorio amministrativo italiano) di scegliere pacificamente e democraticamente se secedere dallo Stato italiano e darsi un governo autonomo, oppure no.

-Il M.L.I. non ha alcuna colorazione politica. Pur nella fedeltà ai principi coerentemente liberali, tra cui il diritto all’autodeterminazione è una delle tante declinazioni, il M.L.I. non propone alcun programma politico o sistema di governo, ma si limita a promuovere – come prima istanza – la possibilità che siano i cittadini di ogni regione a scegliere il loro, per loro stessi.

Il M.L.I. promuove l’autodeterminazione e sostiene quei partiti politici che senza tentennamenti fanno lo stesso, partendo dalle esistenti regioni, come soluzione pragmatica e strategica, ma anche successivamente continuerà a difendere il diritto di secedere all’interno delle Regioni stesse.

Il M.L.I. forte del principio secondo cui non “può esistere libertà politica senza libertà economica”, si adopererà nel collaborare con chiunque aspiri all’indipendenza, al fine di organizzare e promuovere iniziative concrete di disubbidienza e resistenza fiscale.

Con queste premesse, mi auguro che Jesolo possa trasformarsi in un’occasione utile per confrontarsi senza erronei pregiudizi.

Print Friendly


Nella stessa sezione:

15 Responses to “LIBERTARI ED INDIPENDENTISTI, UNA SCELTA DI LIBERTA’” Subscribe

  1. Marco Mercanzin 17 maggio 2012 at 8:00 pm #

    Caro Fidenato, se lei pensa che basti linkare un articolo del Giornale per supportare le sue tesi , offende la mia intelligenza. Tanto più che nel succitato articolo per dare valore alle opinioni del ministeriale del piffero che intervistano, non vengono portati dati, risultanze scientifiche, indagini epidemiologiche, tabelle. Solo vaneggiamenti sul curriculum del presunto ” vate”.
    Tra l’altro un vate dedicato a quantificare i danni meterelogici. Azzo che espertone !!!
    Guardi qui come si sostengono le proprie tesi : http://www.disinformazione.it/ogm.pdf

    Ottimi voti per cosa promuove l’MLI, ma bisogna anche intendersi sul come intende promuoverli e sopratutto che intende promuoverli non rinneghi nel suo quotidiano le stesse idee promosse.

    Ripassi Fidenato, anzi non chiami, ci facciamo vivi noi.

  2. Albert1 17 maggio 2012 at 6:18 pm #

    Vorrei chiedere al sig. Fidenato se al M.L.I. si avvicinino solo liberali propriamente detti, o anche persone genericamente qualunquiste, nell’accezione gianniniana del termine? Glielo domando perché ho sempre sperato che nascesse qualcosa come il M.L.I., mi chiedo però quanti consensi riuscirebbe a raccogliere fuori dai circoli liberali, visto che la ns. gente, stretta tra i dogmi della Chiesa Cattolica e di quella comunista, faticherebbe non poco ad abbandonare l’idea dello stato materno, che ti conduce per mano dalla culla alla tomba, decidendo al posto tuo!

  3. Marco Mercanzin 17 maggio 2012 at 5:10 pm #

    Condivido e sottoscrivo tutto.

    Ma vorrei porre una domanda a Fidenato : fa parte della Sua visione della liberta’ esporre gli altri al rischio di contaminazioni Ogm delle proprie culture tradizionali ? P.S. : non sono un comunista da centro sociale.

    • Giorgio Fidenato 17 maggio 2012 at 5:22 pm #

      Mi permetto di suggerirle la lettura di questo articolo. Inoltre il polline che gira si mescola, ma non contamina nessuno perchè non porta alcuna malattia. Infatti si deve parlare di commistione (che è un fenomeno naturale) e non di contaminazione.

      http://www.movimentolibertario.com/2012/05/17/pane-e-pace-basta-sciocchezze-sugli-ogm/

      • liugi 17 maggio 2012 at 6:23 pm #

        Quindi il partito libertario si è schierato con i talebani pro-OGM. Allora di che libertà stiamo parlando?
        Mi chiedo se sia tanto difficile lasciare la libertà di coltivare OGM a chi li vuole, a patto però di informare il consumatore e garantire l’impossibilità di contaminazione con le colture tradizionali.

        • Giorgio Fidenato 17 maggio 2012 at 8:16 pm #

          Infatti io voglio etichettare che il mio prodotto sia ogm. Però dovresti pretendere che tutti dicessero con che prodotti sono alimentati gli animali che fanno latte, carne, uova, ecc…

  4. Roberto Porcù 17 maggio 2012 at 2:59 pm #

    @ Albert1 – Appunto, è per questo che i Cittadini non possono detenere armi, se non con l’autorizzazione dei governanti.

    Il successo è duplice.

    Il governo in carica, qualunque esso sia, riesce più facilmente a comandare i Cittadini disarmati usando quei Cittadini in divisa alle sue dipendenze ed autorizzati ed addestrati alle armi.

    Un Cittadino che volesse armarsi deve fare atto di sottomissione e “chiederne” l’autorizzazione.
    E chiedendo continuamente autorizzazioni fa continuamente atti di sottomissione e si autoconvince di essere sottomesso accettando passivo ogni ruberia.

    • Albert1 17 maggio 2012 at 3:55 pm #

      Le nazioni indipendenti che sogniamo dovranno prevedere una vasta partecipazione popolare alla Difesa, come in Svizzera, dove i militari di professione sono ben pochi! Interessante come l’aeronautica elvetica sia nata da una colletta spontaneamente sottoscritta dalle genti della confederazione, e che ancora oggi si organizzino collette del genere!

  5. Albert1 17 maggio 2012 at 2:00 pm #

    Si fa riferimento alla costituzione U.S.A., della quale, a mio modo di vedere, uno dei punti più importanti è il diritto dei cittadini a possedere armi. Le armi, prima ancora che strumenti di difesa, sono garanzia di democrazia: sono il miglior deterrente contro la propensione al dispotismo che sempre più governi democraticamente eletti sembrano manifestare!

  6. Albert1 17 maggio 2012 at 1:54 pm #

    Molto interessante… sì, perchè come ho già scritto in precedenza, noi padani, una volta indipendenti, dovremmo in ogni caso fare i conti con la pessima cultura del “sociale” che troppi di noi manda in estasi! Sono troppi i piemontesi, lombardi e veneti a credere che le tasse elevate siano causate dall’evasione elevata, che il cittadino, soprattutto se benestante, possa essere usato come un bancomat per perseguire obiettivi decisi dai professionisti della “socialità”! Il nodo delle tasse, peraltro, è stato uno dei punti di maggiore ambiguità del carroccio: hanno sempre detto che le tasse dovessero rimanere sul territorio, condivisibilissimo, ma non hanno mai precisato se intendessero anche diminuirle! Illuminante, a mio avviso, una intervista di Tosi a Mentana, di qualche tempo fa, dove si rammaricava non che i suoi concittadini pagassero tante tasse, bensì che non potesse usarle per “movimentare” l’economia locale! Quando la si capirà che l’unico incentivo sano, da parte dello Stato, è una fiscalità semplice e limitata!

  7. rik 17 maggio 2012 at 1:43 pm #

    leggendo questo articolo,e’ come sognare qualcosa di palpabile,di realizzabile a breve termine ,come un ripaescare dalle profondita’ del pensiero perduto quella piccola fiammenlla che,nonostante tutto non si e’ ancora spenta.Ma purche’ non viva solo la speranza,sono necessri strumenti e percorsi certi dettati da una strategia al piu’ breve tempo possibile,poiche’ i tempi sono sempre piu’ maturi.Per quanto mi riguarda,io sono pronto e disponibile a suonare la tromba.

  8. Atroce 17 maggio 2012 at 12:07 pm #

    Presente!

  9. Gian Piero de Bellis 17 maggio 2012 at 11:57 am #

    -Il M.L.I. non ha alcuna connotazione geografica. Non si propone cioè la secessione della “Padania”, della “Sardegna” o della “Lombardia”, ma vuole solo permettere ai cittadini di ciascuna delle comunità (oggi territorio amministrativo italiano) di scegliere pacificamente e democraticamente se secedere dallo Stato italiano e darsi un governo autonomo, oppure no.

    Condivido. L’obiettivo deve essere l’autonomia dell’individuo e la sua libera scelta di associarsi ad altri per formare comunità autonome aterritoriali (in quanto sullo stesso territorio vi saranno sempre persone che la pensano diversamente). La secessione territoriale riproporrebbe invece gli stessi difetti dello stato territoriale centrale: monopolio del potere e oppressione delle minoranze.

    • Federico 17 maggio 2012 at 9:51 pm #

      il rischio di “nuove minoranze” esiste, nell’ipotesi ad esempio di una secessione veneta dall’Italia, ma è chiaro che qualunque altro gruppo avrebbe a sua volta il diritto di secedere se lo desiderasse. Se Venezia si sente italiana, secederà dal Veneto, e se un quartiere di Venezia si sentirà veneto secederà a sua volta dalla Venezia “italianizzata”. E via dicendo. Con tutte le sue imperfezioni, questa strada delle secessioni per via elettorale è l’unica in grado di far saltare lo stato nazionale, moltiplicare i confini, far crescere le libertà.
      Bravo Giorgio! Libertà e secessione!

  10. Sante 17 maggio 2012 at 9:38 am #

    CLAP, CLAP, CLAP: Bravo Giorgio !
    SerenissimiSaluti

Lascia un commento