Morto Cavannà, vecchio druido della satira con faccia della bassa…

di REDAZIONE

È morto a Créteil a 90 anni suonati François Cavanna, noto in Francia più semplicemente come “Cavannà”, il vecchio druido della satira. Nel 1960 aveva fondato con Georges Bermier – il mitico “professor Choron” – il settimanale Hara-Kiri  (sottotitolo: “Giornale bestiale e cattivo”) e nel 1970 l’altrettanto famoso Charlie Hebdo, che è sopravissuto a singhiozzo fino a oggi. Aveva inventato un modo straordinario di fare satira attingendo alla migliore goliardia, trasformando le peggiori trivialità in eleganti gomitoli di sfottò. Era il teorizzatore del sarcasmo più feroce ed efficace, della forza dirompente del ridicolo nel riuscire a distruggere i potenti, la retorica e il più deprimente conformismo. Diceva: «L’umorismo fa del male, porta a galla il fondo delle cose e lo espone alla luce del giorno. È un modo crudele di dire cose crudeli senza avvilupparle e sdolcinarle».  Sulle sue pubblicazioni si è fatta le ossa una straordinaria generazione di dissacranti vignettisti: Cabu, Gébé, Topor e gli incomparabili Reiser e Wolinski. All’inizio degli anni Settanta aveva tentato l’avventura di una edizione italiana, durata pochi mesi: da noi certo sano sarcasmo colorito non trova grande spazio. Ci prova solo Il Vernacoliere ma senza la grassa eleganza che sapeva generare Cavanna.  Mancherà la sua bella faccia da padano della Bassa: suo padre era di Bettola, come Bersani, un altro che fa dell’umorismo però senza volerlo. Lui lo faceva benissimo perché era uno spirito frondista, libertario e libero.


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One Comment

  1. sandrone says:

    Avete fatto lo stesso errore di Giuliano Ferrara quando parlava di Bersani…Bettola è un paese delle colline piacentine, quasi in montagna, non è nella bassa!

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