Morto Andreotti. Così scompare il signor Prima Repubblica

di REDAZIONE

Stamattina è morto Giulio Andreotti. Aeva 94 anni, essendo nato a Roma il 14 gennaio 1919. Se ne è andato l’emblema principale della Prima Repubblica, quella incarnata e imperniata intorno alal Democrazia cristiana e al suo quasi eterno potere. Sette volte presidente del Consiglio e svariate volte ministro, aveva iniziato la prorpia carriera governativa giovanissimo come sottosegretario alal presidenza del Consiglio di Alcide De Gasperi. Era senatore a vita.

Giulio Andreotti si e’ spento oggi nella sua abitazione romana alle 12 e 25. Il ‘Divo Giulio’ aveva 94 anni, essendo nato il 14 gennaio del 1919. Politico longevissimo, sulla scena politica da piu’ tempo della regina Elisabetta. E’ stato l’uomo di governo e di partito italiano piu’ blasonato, sette volte alla guida dell’esecutivo, uno dei leader democristiani piu’ votati; ma per i suoi nemici e detrattori era ”Belzebu”’, circondato da una fama di politico cinico e machiavellico che lui stesso, in fondo, amava coltivare. In piu’ di mezzo secolo di vita pubblica, piu’ di ogni altro governante, Giulio Andreotti e’ stato identificato come l’emblema di un potere che nasce e si alimenta nelle zone d’ombra. Quando Buscetta racconto’ la storia del bacio a Toto’ Riina i colpevolisti erano di gran lunga piu’ numerosi. Si illudevano: Andreotti, passato dall’altare alla polvere nel giro di poche ore, sfido’ i giudici andando a tutte le udienze del processo che lo vedeva imputato, la testa china sui suoi appunti, contestando l’accusa fino alla sentenza definitiva di assoluzione. ”Nel 1919 sono nati il Ppi di Sturzo, il fascismo e io. Di tutti e tre sono rimasto solo io”, si gloriava ultimamente.

Da giovane, era un ragazzo religioso, studioso, molto serio, la schiena gia’ lievemente incurvata e le idee chiare sul suo futuro. Unici divertimenti le partite della Roma (al vecchio stadio di Testaccio) e le corse dei cavalli all’ippodromo delle Capannelle. Si dice che fu il Papa in persona, Pio XII, a volerlo alla presidenza della Fuci , l’organizzazione degli universitari cattolici, al posto di Aldo Moro. Dopo pochi anni si ritrovo’ catapultato nelle stanze dei bottoni grazie all’ottima impressione che aveva fatto al leder dela Dc Alcide De Gasperi. Nel 1946, a 28 anni, era gia’ sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con una delega particolare per lo spettacolo. La ”legge Andreotti” del 1949 servi’ a finanziare il cinema italiano. Di quegli anni si ricorda la polemica con Vittorio De Sica, accusato dal giovane sottosegretario di aver reso ”un pessimo servizio all’Italia” con il suo pessimistico film ”Umberto D”. Ma l’ambizione lo spingeva verso altri palcoscenici. Nel 1954 fece il salto e divento’ ministro. Il suo feudo elettorale era la campagna a sud di Roma, da dove proveniva la sua famiglia: Fiuggi, Anagni, Alatri, antichi possedimenti delle nobili famiglie capitoline, diventarono centri della sua rete elettorale e clientelare.

Politicamente rappresentava l’ala piu’ conservatrice e clericale della Dc, i suoi avversari interni erano i fautori del centrosinistra, come Moro e Fanfani. Ottime le sue entrature in Vaticano, estesissima la sua rete di contatti internazionali. Fu nel 1972 che riusci’ ad arrivare alla presidenza del Consiglio. Lo scelsero con scarsa convinzione, per dar vita a un governo di centro dalle scarse prospettive. E infatti fu il governo piu’ breve della storia repubblicana: solo 9 giorni, dalla fiducia alle dimissioni. Ma il nostro non si scoraggio’. Gia’ allora sapeva che ”il potere logora chi non ce l’ha” e che ”a pensare male si fa peccato ma di solito ci si indovina”. Queste due massime rappresentano la sintesi perfetta del pensiero politico andreottiano e sono ormai espressioni comuni. Per una di quelle curiose alchimie della politica che caratterizzavano la prima repubblica, fu lui, l’uomo della destra Dc, a essere chiamato a guidare i governi di solidarieta’ nazionale, alla fine degli anni settanta, con l’appoggio esterno del Pci. I leader della Dc avevano capito quale era la sua piu’ grande dote: conciliare gli opposti, smussare gli angoli, digerire le difficolta’. Emblematico il suo rapporto con Craxi. Il leader socialista non lo vedeva di buon occhio e fui lui a coniare il soprannome di Belzebu’. Andreotti era ”la volpe che finira’ in pellicceria”. Ma qualche anno dopo dopo, di nuovo a Palazzo Chigi, Andreotti strinse un patto di ferro proprio con Craxi : erano gli anni del ”caf” (dalle iniziali di Craxi , Andreotti e Forlani) e l’opposizione di sinistra lo considerava come il peggio del peggio della politica italiana. Il film ”Il Divo” di Sorrentino lo ritrae come responsabile o complice di mille nefandezze. Lui stava per querelare, ma poi preferi’ lasciar correre: era piu’ andreottiano cosi’: forse anche perche’, altra sua perla di cinica saggezza, ”una smentita e’ una notizia data due volte…”.

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10 Comments

  1. luigi bandiera says:

    Peace a lui. Adesso e’ con BELZEBU’. Cioe’ con se stesso..!

    Non lo ho mai odiato… non riesco ad odiare un vero INTELLIGHENTE.

    Si. La sua fu intellighenzia pura. Forse anche suprema.
    Quindi lo ho INVIDIATO..!

    Adesso, caro Giulio, togliti le vesti del BELZEBU’ e PREGA PER NOI..!

    Qua, in questa super valle di lacrime, abbiamo bisogno di pregare i SANTI, ma non abbiamo ne il coraggio e ne i testi delle preghiere.

    Si. SIAMO FOTTUTI dai tuoi nemici di sempre: i KOMUNISTI..!

    Pero’, dai, ora puoi dircelo: facevi a TRESETTE CON LORO, NE’..? ERANO LORO I BUONISTI o TU..? DI QUALKE KOSKA ERI..? Non dirmi ke eri di qualche koska…

    O, in quelle serate di GIUOKO spartivi il BOTTINO..?? Non il bettino… kapisci a mia..!

    E, appunto: uno a me e uno a te. Se parlavi italiano. Ma dissero che pallavi diversamente in certi periodi tanto che si potrebbe dire: uno a mia e uno a tia… ke dicesti e kome lo dicesti..?

    Re tua: ke le malelingue sono da sempre esistite..?

    Eh si. Bisogna saper cogliere l’ironia nelle frasi piu’ o meno intellighentis, e la VERITAs che fa rima con LIBERTAS, prima o poi nascera’ o spuntera’.
    Gia’, LA TUA KROCE..! SCUDO FU… ma con la CROCE.

    Da uno ke non ti ha MAI votato GRAZIE per essere ESISTITO..!

    Altro ke i proff fatti dalla KST, purtroppo ignorantis, tu lo sei stato e per la tua e spontanea predisposizione, tale quale quelli che la FILOSOFIA ce l’hanno dentro e per il non essere mai caduto in style..!

    SE ERI VENETHO, sarebbe stato il MAXIMUM… per noi schiavi de roma da sempre predona.

    Sai, di kome te, i venethi e non solo, ne avrebbero di bisogno.

    Kosa vuoi, caro Giulio… adesso rikordo: eri ministro delle forze armate quando io ero a ROMA DA SEMPRE PREDONA.

    Segni e il GOBBO… mi komandavano.

    Ma ero gia’ vecchio, lì in servizio, per la mia classe di ferro… La scuola doveva prepararmi il letto e cosi’ dovetti attendere: ero fuori misura..!! Ah ah ah ah…

    Sfilai quel 2 giugno… e Segni, er presidente, mi impressiono’ perche’ era BIANCO..!!! MA BIANCO che quel bianko si trova solo in ospedale. Che tinta..!
    Anche nelle celle… mortuarie… si trova.

    E va ben, oggi, a Vicenza, ho sepolto una cognata… tanto per ridere o piangere. Ma aveva un colore migliore del Segni presidente.

    Non era dei tuoi… ma ti stimava lo stesso.

    At salüt Giulio…

    GRAZIE DI TUTTO..!

    AVERNE DI COSI’ INTELLIGHENTI….!!

    PREGO SAN MARKO perche’ CE NE MANDI un pochi. Ovviamente etno venethi. Mirakolo sara’.

    E, chiudo, salutami il SALVATORE. Sai, una tua raccomandazione magari mi fa bbene. O no..??

    Tra non molto, forse, anche io faro’ il GATEWAY…

    Salvo una condanna… a star qui a vedere sto kax di spetakolo che da solo CONATI..!

    Ri at salüt con rispettoso abbraccio.

  2. Druido Lombardo says:

    Scompare l’ennesimo rappresentante dello stato italiano oppressore della Lombardia. Riposi all’inferno

  3. fabio ghidotti says:

    guerra all’anima sua (a li mortacci sua…). Un italiano perfetto. Speriamo non abbia imitazioni.

  4. alberto says:

    questa sera stapperò una bottiglia di spumante…

  5. silvia says:

    Dalla ‘Rosa dei venti’ a toto’ riina ma che orrore, se esiste un aldila’

  6. Dan says:

    Per poco non ha fatto in tempo a veder morire pure sto cadavere vivente di stato

  7. Mgp says:

    Non credevo di riuscire a sopravvivergli..

  8. Albert Nextein says:

    Sintesi :
    uno dei principali artefici della rovina d’italia, del degrado pubblico e sociale, dell’immiserimento del popolo, della riduzione delle libertà.
    Ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di affermarlo?
    Qualcuno nei principali media nazional-popolari, intendo.

    Un campione dell’italianità deteriore.

  9. luka says:

    Di lui ricorderò la coraggiosa opposizione alla guerra in Iraq condotta da George W. Per il resto…

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