Festività dei morti: salvaguardiamone i valori religiosi e culturali

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Rispettiamo la “quasi” coincidente festa di Halloween, importata recentemente dal mondo nord-americano ed in particolare dalla cultura anglo-sassone. ma non dobbiamo identificarla o sostituirla con le tradizioni della Nazione Siciliana.

Gli Indipendentisti di lu Frunti Nazziunali Sicilianu invitano i singoli cittadini, le famiglie, le Istituzioni, gli operatori della ristorazione, dell’intrattenimento, dell’ospitalità e del Turismo – e soprattutto le Scuole di ogni ordine e grado – a volere considerare la Festività dei Morti in assoluto come la più ricca di “valori” e di significati fra le tante nobili ed antiche tradizioni del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana. È un invito, questo, che ci permettiamo di rivolgere anche ai Siciliani della diaspora, ovunque essi siano e a qualsiasi generazione appartengano. Si tratta, infatti, di un “momento” ricorrente ogni anno già da diversi millenni, nel quale si rinnova, in modo originalissimo e variegato, la manifestazione dei sentimenti più alti di affetto (anzi di amore), di solidarietà e di gratitudine con le persone care che ci hanno preceduto nel tempo. In ogni “tempo”.

Fermi restando (lo affermiamo con convinzione) i superiori, altissimi significati prettamente religiosi che il cristianesimo ha conferito, e continua a conferire, a questa “festività” pre-cristiana, che aveva preceduto la nascita del Cristo Redentore già da millenni. Significati religiosi che tutti noi Siciliani sostanzialmente rispettiamo, pratichiamo e condividiamo. In questo ampio contesto, va interpretata anche la tradizione di regalare, ai bambini, i giocattoli. Una “conferma”, quest’ultima, della delicatezza dei sentimenti che anima la “festività”. Analogo significato ha anche la tradizione di regalare (e di regalarci…) dolci tipici e significativi come i “pupi” di zucchero ed altro.

Una puntualizzazione che rivolgiamo a noi stessi e a quanti sono impegnati nella difesa dei valori dell’identità culturale del Popolo Siciliano. La Festività dei Morti, così come si vive in Sicilia, è un fenomeno, culturale, religioso ed “etnico”, unico al mondo. E’, cioè, una “festività” che va considerata patrimonio culturale immateriale dell’umanità. È, quindi, una tradizione che noi, siciliani consapevoli, abbiamo il dovere di conoscere, di riconoscere, di salvaguardare e di tramandare alle generazioni future. E di fare conoscere agli altri Popoli. Se lo facessimo, saremmo ripagati anche in termini di presenze turistiche (ci si perdoni l’utilitarismo del tutto occasionale).

In tale ottica ribadiamo l’esigenza che l’antisicilia si dia una “calmata” nel lavoro di “distruggere” anche geograficamente l’identità (anche quella geografica) della Sicilia. E respingiamo, altresì, i tentativi di omologare le tradizioni siciliane a quelle (rispettabili o non) di altri Popoli o di altre culture. Ciò vale, ovviamente, anche per la moda di adottare la festa di Halloween, che rispettiamo. Ci sia, però, consentito, al riguardo, di ribadire che non demonizziamo la festa americana. Diciamo, piuttosto, che questa deve restare “distinta” dalla Festività Siciliana dei Morti. Siamo d’accordo, infatti, sul multiculturalismo ma respingiamo ogni tentativo di alienazione culturale.

Ci permettiamo, infine, di ribadire un concetto che fa parte del patrimonio culturale specifico dell’“FNS – Sicilia Indipendente”: la consapevolezza della nostra identità e la consapevolezza di noi stessi non devono essere considerate come fenomeni di isolamento. Ma, al contrario, come momenti di impegno collettivo di tutti i Siciliani, per spezzare l’isolamento stesso e per guardare ai problemi del presente e del futuro con maggiore attenzione. Non solo: prenderemmo meglio e simultaneamente coscienza e conoscenza dei problemi scottanti della mafia, dell’alienazione culturale, del colonialismo culturale, dell’anti-sicilianismo, della malapolitica, della corruzione, del mancato sviluppo economico e del degrado. Sono proprio questi fenomeni, locali e multi-nazionali, che dobbiamo combattere sempre ed ovunque. Con priorità. Ma – per combattere meglio questi fenomeni – la coscienza civile e la consapevolezza di noi stessi, della propria identità, dei propri problemi, sono condizioni necessarie ed indispensabili. Sono questi i nostri punti di vista e non amiamo essere fraintesi da alcuno. Ed a maggior ragione da coloro che praticano l’anti-sicilia come professione principale.

Queste conclusioni sembrano, a prima vista, del tutto estranee alle discettazioni iniziali sulla Festività dei Morti in Sicilia? È comprensibile ed è probabile. Ma, se ci riflettiamo bene, ci accorgiamo che si tratta di “riflessioni” che rimangono comunque nell’ambito di quella consapevolezza della nostra “specifica” realtà. Una realtà che spesso rimane fuori dai discorsi (anche di quelli elettoralistici) che ascoltiamo ogni giorno. Nessuno scandalo, dunque, se ci siamo permessi di riproporre le riflessioni suddette, facendole, magari, entrare dalla finestra.

A N T U D U !

Il Segretario Politico FNS – Giuseppe SCIANÒ

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